Revoca della scorta al cronista rubio: perché è inspiegabile e cosa sappiamo

• Pubblicato il • 4 min
Revoca della scorta al cronista rubio: perché è inspiegabile e cosa sappiamo

La revoca della scorta a Mimmo Rubio, giornalista da anni impegnato nel documentare presunte attività illecite legate ai clan ad Arzano, ha acceso un acceso dibattito istituzionale e sindacale. La decisione arriva mentre risultano in corso processi che lo vedono coinvolto come parte lesa, circostanza che rende ancora più delicato il quadro di sicurezza descritto attorno al cronista.

revoca scorta a mimmo rubio e contesto ad arzano

La revoca viene presentata come un fatto difficile da comprendere, soprattutto per la posizione assunta da Rubio nelle sue inchieste e per i collegamenti indicati con le dinamiche camorristiche del territorio. Arzano, a Nord di Napoli, è descritto come un comune già sciolto tre volte per infiltrazioni mafiose. Proprio le attività giornalistiche di Rubio avrebbero contribuito, secondo quanto riportato, a far emergere interconnessioni tra camorra, malapolitica ed economia.

rubio come parte lesa e i procedimenti in corso

Rubio risulta qualificato come parte lesa in due processi: esecutori e mandanti sono accusati di avergli rivolto minacce di morte e di aver orchestrato numerosi tentativi di aggressione, in relazione alle sue denunce.

Nel racconto della vicenda emerge anche una circostanza definita inedita: la rimozione della tutela dello Stato a un giornalista mentre i procedimenti che lo riguardano sono ancora in corso. Il contesto ambientale viene inoltre descritto come critico, con una ripresa di omicidi attribuita ai clan che controllerebbero quel territorio.

clima di isolamento e richiami delle organizzazioni dei giornalisti

Attorno a Mimmo Rubio viene indicato un clima di isolamento. Lo stesso giornalista, tramite un post pubblicato su Facebook, denuncia la diffusione di affermazioni relative a un presunto annuncio di chi avrebbe sostenuto che sarebbe stata tolta la scorta. La reazione e la preoccupazione crescono fino a coinvolgere soggetti del settore dell’informazione.

La Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi) e il sindacato Sugc ribadiscono che la situazione resta sotto influenza della camorra e che chi ha assunto la decisione metterebbe a rischio sia la sicurezza di Rubio sia il diritto della cittadinanza a ricevere un’informazione corretta.

presa di posizione parlamentare e intervento di palazzo madama

La vicenda viene riportata anche in Parlamento, con un intervento di fine seduta del senatore Walter Verini, del Partito Democratico. Le parole attribuite al cronista ruotano attorno a un messaggio chiaro: Rubio afferma di voler rinunciare alla collaborazione con la giustizia e con la Direzione investigativa antimafia, motivando la scelta con la mancanza di tutela da parte dello Stato.

appello per non lasciare solo il giornalista

Verini riferisce anche l’appello rivolto al presidente del Senato, affinché venga fatta sentire la preoccupazione non solo personale, ma di chi ritiene essenziale la libertà di informazione e la legalità. L’invito è a dare voce all’Assemblea affinché Rubio non resti isolato proprio in un momento considerato critico per la sua condizione.

intervento di forze italia e caso di diffamazione

Nel corso dei lavori parlamentari interviene anche il senatore Francesco Silvestro, presidente della Commissione bicamerale per gli Affari regionali. La sua posizione viene descritta come netta e mirata a chiarire la situazione professionale del giornalista: Silvestro sottolinea che Mimmo Rubio non scrive per nessun giornale e che non ha mai fatturato per alcuna testata, indicando il godimento di quel privilegio da diversi anni.

richiamo all’interrogazione e causa per diffamazione

Silvestro afferma di non condividere l’interpretazione del senatore del Partito Democratico e suggerisce di consultare un’interrogazione presentata. Viene inoltre ricordata l’esistenza di una causa per diffamazione intentata contro il cronista, con una richiesta risarcitoria indicata in 50mila euro per articoli pubblicati sulla pagina Facebook ‘Arzano News’.

Secondo quanto riportato, i giudici avrebbero stabilito, pochi mesi prima, che non vi fu diffamazione, ma un esercizio legittimo del diritto di cronaca e critica.

responsabilità e richiesta di ripristinare la tutela

Resta, nella narrazione complessiva, l’aspetto definito anomalo legato alla scelta di revocare la scorta a un cronista che, pur risultando coinvolto in procedimenti come parte lesa, sarebbe esposto a rischi. La richiesta avanzata è che la decisione venga rivista con urgenza e che la tutela venga ripristinata per garantire condizioni minime di agibilità professionale e serenità.

Parallelamente viene indicata l’esigenza di individuare anche una responsabilità politica nel caso in cui accada qualcosa all’incolumità del giornalista.

figure citate nella vicenda

  • Mimmo Rubio, giornalista
  • Walter Verini, senatore del Pd
  • Francesco Silvestro, senatore di Forza Italia
  • Riccardo Iacona, ospite della trasmissione Presadiretta
  • Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi)
  • Sugc
  • Articolo 21
  • Ossigeno per l’Informazione
La revoca della scorta al cronista Rubio è inspiegabile
Categorie: PoliticaCronaca

Per te