Purga delle donne trump lascia anche la ministra del lavoro chavez

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Purga delle donne trump lascia anche la ministra del lavoro chavez

Le dimissioni di Lori Chavez-DeRemer, ministra del Lavoro al centro di una serie di polemiche, segnano un nuovo passaggio nelle scelte della presidenza. L’uscita di scena arriva dopo un percorso di contestazioni culminato con provvedimenti interni e nuove prese di posizione pubbliche, mentre la direzione dell’amministrazione cambia in corsa con una nomina ad interim. L’intera vicenda si inserisce nel più ampio clima di rimpasti e sostituzioni che hanno coinvolto più incarichi di alto livello.

dimissioni lori chavez-demrer: cambio al vertice del ministero del lavoro

Con l’addio all’amministrazione, Lori Chavez-DeRemer viene sostituita temporaneamente. Il direttore della Comunicazione Steven Cheung ha comunicato sui social che la segretaria al Lavoro avrebbe lasciato il governo per passare a un incarico nel settore privato, aggiungendo di ritenere “un lavoro fenomenale per proteggere i lavoratori americani”. La gestione ad interim viene affidata all’attuale vice Keith Sonderling.

Da parte sua, Chavez-DeRemer ha espresso gratitudine per l’esperienza maturata nel corso della presidenza, definendo “un onore e un privilegio” il lavoro svolto. Nel contesto delle sue iniziative pubbliche, la ministra aveva attirato attenzione anche per una comunicazione visiva sul ministero e per una campagna social in cui la forza lavoro americana risultava rappresentata come quasi esclusivamente bianca.

inchiesta interna e accuse: relazione con la scorta e comportamenti impropri

Le dimissioni si collegano alle ricostruzioni emerse nell’ambito di un’inchiesta interna, avviata da tempo e confermata dall’iter istituzionale. Le voci di un’uscita di scena dell’ex deputata dell’Oregon circolavano già nelle settimane precedenti, alimentate dai dettagli dell’indagine riguardante comportamenti impropri.

inchiesta generale del dipartimento del lavoro: dettagli contestati

I problemi per la repubblicana si sarebbero intensificati lo scorso gennaio, quando l’ispettore generale del dipartimento del Lavoro ha aperto un’indagine. Le accuse includevano una relazione con un agente della scorta, la pratica di bere durante le ore di lavoro e la richiesta allo staff di coordinare impegni pubblici con i suoi viaggi personali.

risposte della casa bianca: difesa iniziale e pressioni per dimissioni

In una fase iniziale, la Casa Bianca aveva risposto difendendo la segretaria e valutando possibili azioni legali contro chi avrebbe diffuso accuse considerate false. Successivamente, però, sono emerse indicazioni di pressioni per ottenere le dimissioni del capo dello staff della ministra e della sua vice.

Anche l’agente che avrebbe avuto la relazione si sarebbe dimesso, mentre la dirigente della ministra sarebbe stata licenziata. Lo scorso settimana, inoltre, il New York Times ha pubblicato messaggi inviati non solo da Chavez-DeRemer, ma anche da padre e marito, indirizzati a membri più giovani dello staff. Nei messaggi risultava richiesto, tra l’altro, di portare vino durante i viaggi di lavoro.

Un repubblicano vicino all’amministrazione, citato da Politico, ha collegato la pubblicazione dei messaggi alla decisione finale definendoli “l’ultima goccia”.

rimpasti nell’amministrazione trump: diminuzione della presenza femminile

L’uscita di scena di Chavez-DeRemer si colloca dopo precedenti sostituzioni avvenute nelle settimane precedenti. In particolare, l’avvicendamento ha riguardato Pam Bondi, ex procuratrice generale, e in un quadro analogo era intervenuta anche la sostituzione dell’ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi L. Noem. In questi casi, la fonte descriveva protagoniste fedeli impegnate a sostenere l’agenda politica dell’amministrazione.

sostituzioni e nomine: preferenza per uomini e ridefinizione degli incarichi

Anche Noem e Bondi sono state rimpiazzate da uomini, con il risultato che diminuisce il numero delle donne presenti nell’amministrazione: quelle inizialmente indicate come cinque scendono, rimanendo in carica Brooke Rollins alla segreteria all’Agricoltura e Linda McMahon alla segreteria all’Istruzione.

Nel quadro complessivo, la fonte ricorda anche alcune nomine chiave: Susie Wiles è indicata come prima donna capo dello staff, mentre la direzione della National Intelligence è stata affidata a Tulsi Gabbard.

personaggi citati nella vicenda

  • Lori Chavez-DeRemer
  • Steven Cheung
  • Keith Sonderling
  • Pam Bondi
  • Kristi L. Noem
  • Brooke Rollins
  • Linda McMahon
  • Susie Wiles
  • Tulsi Gabbard
Categorie: PoliticaCronaca

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