Papa leone xiv ai potenti fermatevi è tempo della pace

• Pubblicato il • 5 min
Papa leone xiv ai potenti fermatevi è tempo della pace

Un richiamo deciso alla pace attraversa Piazza San Pietro: Papa Leone XIV rivolge un appello ai potenti di tutto il mondo invitando a interrompere i conflitti e a favorire la mediazione, mentre in diverse aree del mondo vengono avviati contatti per il cessate il fuoco e si registra una tregua legata alla Pasqua ortodossa.

papa leone xiv: appello alla pace e responsabilità globale

Il Pontefice cita papa Francesco e sottolinea come chi detiene potere abbia “inderogabili responsabilità”. Il messaggio si concentra su gesti concreti: fermarsi, fermare i conflitti e lasciare campo aperto alla pace. Nel discorso risalta anche l’esortazione a non strumentalizzare il nome di Dio e a superare “l’idolatria di se stessi e del denaro”, insieme alla “esibizione della forza”.

Papa Leone XIV usa un’espressione diretta e perentoria: “A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace!”. Il richiamo distingue nettamente tra tavoli di dialogo e tavoli dove si pianifica il riarmo: “Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!”.

pace nuova: costruire dialogo mentre partono tregue e colloqui

La veglia per la pace celebrata dal Pontefice si colloca in un momento in cui vengono avviati contatti internazionali. A Islamabad, vengono avviati i colloqui tra Usa e Iran per il cessate il fuoco. Tra Russia e Ucraina scattano invece 32 ore di tregua in occasione della Pasqua ortodossa.

Davanti alla folla, sul sagrato, Prevost era comparso a sorpresa con l’obiettivo di trasmettere un messaggio di speranza: è possibile costruire la pace, indicata come “una pace nuova”. Durante la veglia, l’invito centrale afferma che la pace non è utopia: “Oggi più che mai, occorre mostrare che la pace non è un’utopia”.

Richiamando la lezione di papa Francesco, il Pontefice cita la necessità di “artigiani di pace” capaci di avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro, con ingegno e audacia.

denaro, forza e guerra: il messaggio contro l’escalation

La predicazione insiste su parole chiare e ripetute: “Basta con l’idolatria di se stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”. La forza autentica viene definita in modo opposto alla logica militare: “La vera forza – ha aggiunto – si manifesta nel servire la vita.”

Il Papa invita a un’azione collettiva, capace di mobilitare risorse morali e spirituali: milioni e miliardi di persone, tra anziani e giovani, che scelgono la pace, curano le ferite e riparano i danni causati dall’“follia della guerra”. Il discorso porta anche l’attenzione su testimonianze dirette: il Pontefice dichiara di ricevere lettere di bambini dalle zone di conflitto, con l’effetto di far percepire, tramite l’innocenza, orrore e disumanità di azioni compiute con orgoglio da alcuni adulti.

preghiera e conversione: educa ad agire e spezza il male

Papa Leone XIV richiama l’esigenza di arginare un clima di aggressività, descritto come “delirio di onnipotenza” sempre più imprevedibile e violento. L’indicazione principale riguarda la preghiera, definita come un’esperienza che “ci educa ad agire”.

Nel collegare le possibilità umane ai mezzi di Dio, il Papa afferma che pensieri, parole e opere infrangono la “demoniaca catena del male” e si mettono al servizio del Regno di Dio. In tale Regno non trovano spazio strumenti di violenza: spada, drone, vendetta. Viene respinta anche la banalizzazione del male e l’ingiusto profitto, mentre al centro restano dignità, comprensione e perdono.

La preghiera viene presentata come impegno concreto: occorre coinvolgere l’“immensa moltitudine che ripudia la guerra”, “coi fatti, non solo a parole”. La conversione richiesta riguarda ciò che resta di violenza nei cuori e nelle menti, orientando verso un Regno di pace costruito giorno per giorno nelle case, nelle scuole, nei quartieri e nelle comunità civili e religiose. L’azione prospettata mira a sottrarre terreno alla polemica e alla rassegnazione, favorendo amicizia e cultura dell’incontro.

Il Papa richiama anche la necessità di recuperare fiducia nell’amore, nella moderazione e nella buona politica, invitando a formarsi e a mettersi in gioco secondo la propria vocazione: “Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace”.

forza nella vita: il ruolo della preghiera e l’attenzione al nome di dio

Un passaggio del discorso collega la preghiera alla consapevolezza del limite: chi prega non uccide e non minaccia la morte. Viene descritta la condizione opposta a chi rifiuta il Dio vivente, sottolineando che anche il Nome santo di Dio può essere trascinato in discorsi di morte. In questa prospettiva, scompare la visione di un mondo di fratelli e sorelle con un solo Padre nei cieli, mentre la realtà viene descritta come popolata da nemici, con un effetto simile a un incubo notturno.

Invece di favorire ascolto e incontro, emergono minacce ovunque: nel messaggio di Papa Leone XIV la scelta spirituale diventa un modo per interrompere la catena che trasforma l’umanità in contrapposizione.

san giovanni xxiii e pio xii: la pace come vantaggio e perdita evitabile

Papa Leone XIV ribadisce ancora una volta che la vera forza consiste nel servire la vita e richiama un insegnamento attribuito a San Giovanni XXIII: “Dalla pace tutti traggono vantaggi: individui, famiglie, popoli, l’intera famiglia umanà.” Il riferimento include anche parole attribuite a Pio XII: “Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerrà.”

persone citate e figure collegate al messaggio

  • papa francesco
  • papa leone xiv
  • prevost
  • san giovanni xxiii
  • pio xii
L’appello di Papa Leone ai potenti: “Fermatevi. No all’esibizione della forza e al riarmo. Anche Dio trascinato in discorsi di morte”
Categorie: PoliticaCronaca

Per te