Nordio e la teoria della modesta mazzetta: non è una bestemmia, anche per la droga vale la quantità
Un confronto acceso in Parlamento riporta al centro il tema della corruzione e delle misure adottate nelle indagini. Durante il question time alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha difeso la terminologia impiegata nel suo ultimo libro, collegandola a concetti presenti nell’ordinamento giuridico. Il dibattito si è poi inasprito con l’intervento della capogruppo del Movimento 5 stelle, che ha contestato la scelta delle espressioni e ha puntato il dito anche sull’uso dei trojan nelle indagini per corruzione.
question time alla camera: nordio difende “modestissime mazzette”
Nel corso dell’interrogazione promossa dal Movimento 5 stelle sulla direttiva anticorruzione dell’Ue, Valentina D’Orso ha richiamato un passaggio specifico: la corruzione, secondo quanto sostenuto in Commissione, non dovrebbe essere minimizzata ricorrendo all’espressione “modestissime mazzette”. L’attacco si è concentrato anche sulla gestione dei procedimenti legati alla corruzione, citando il caso dell’assessore siciliana Amata, indicata come rinviata a giudizio.
Nordio ha replicato con immediatezza, affermando che il concetto di tenuità e di modestia sarebbe parte del quadro normativo italiano. Il ministro ha spiegato che la tenuità del fatto trova spazio nel sistema giuridico per escludere la punibilità di un reato. Ha inoltre richiamato l’uso dell’aggettivo in riferimento alla modesta quantità nella detenzione di sostanze stupefacenti, sottolineando che, nelle circostanze attenuanti, possono rientrare le particolari esigenze di lievità e di tenuità del fatto. Da qui la rivendicazione: per il Guardasigilli, parlare di tali concetti non costituirebbe un “tabù” lessicale.
accuse m5s: “apologia” delle mazzette e critica ai trojan
La capogruppo M5s, Valentina D’Orso, ha contestato con decisione la posizione del ministro. Secondo la deputata, Nordio avrebbe svolto in Aula una “apologia delle modestissime mazzette”, espressione ritenuta ormai nota anche per essere stata utilizzata dallo stesso ministro nel recente libro. La critica si è concentrata sul messaggio che la scelta del linguaggio produrrebbe nei confronti dei cittadini, con particolare riferimento ai più giovani.
Nel merito, D’Orso ha sostenuto che le parole del ministro verrebbero interpretate come una forma di tolleranza verso le forme più lievi di corruzione. Il passaggio centrale dell’accusa riguarda però la coerenza con una linea di contrasto: la deputata ha affermato che, anziché condannare ogni forma di malaffare nella pubblica amministrazione, il Guardasigilli avrebbe insistito su concetti di tenuità collegati al fatto.
La contestazione si chiude con un riferimento diretto alla proposta discussa dal ministro: D’Orso ha affermato che l’idea avanzata da Nordio sarebbe stata quella di vietare l’uso dei trojan nelle indagini per corruzione in base alla dimensione della mazzetta. Questa impostazione viene presentata come inaccettabile, in quanto, nella lettura del Movimento 5 stelle, finirebbe per legare strumenti investigativi al presunto peso economico del caso.
direttiva ue anticorruzione e nodo investigativo dei trojan
Al centro dell’interrogazione parlamentare è la direttiva anticorruzione Ue, richiamata insieme alle modalità con cui vengono affrontati i procedimenti per corruzione. Nel confronto, la questione lessicale—modestissime mazzette e tenuità del fatto—si intreccia con l’impostazione sulle indagini: l’uso dei trojan viene infatti trattato come punto qualificante della controversia.
posizione m5s su minimizzazione e rinvii a giudizio
Dal lato M5s, la corruzione viene descritta come un fenomeno che non dovrebbe essere ridotto a una categoria di scarso rilievo. La capogruppo richiama il fatto che parlare di modestissime mazzette finirebbe per alimentare una percezione distorta della gravità del reato, aggiungendo un riferimento specifico all’assessore siciliana Amata indicata come rinviata a giudizio.
risposta nordio: concetti giuridici richiamati come base normativa
Nel rispondere, Nordio collega la propria scelta terminologica a norme e istituti presenti nel diritto italiano, ribadendo che le nozioni di tenuità e modestia sono strumenti giuridici utilizzati anche per definire limiti di punibilità e valutazioni di minore gravità in determinati casi.
Persone citate:
- Carlo Nordio
- Valentina D’Orso
- Amata (assessore siciliana)