Moby Prince, 35 anni sono tanti lappello dei familiari delle vittime

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Moby Prince, 35 anni sono tanti lappello dei familiari delle vittime

Alla vigilia del 35esimo anniversario del disastro del traghetto Moby Prince, Nicola Rosetti e Luchino Chessa rinnovano un impegno che dura da trentacinque anni: fare luce su una vicenda che si consumò la sera del 10 aprile 1991 davanti al porto di Livorno, con la morte di 140 persone. In occasione della ricorrenza, i due presidenti delle rispettive associazioni rilanciano l’appello a percorrere “l’ultimo miglio” e annunciano l’intenzione di unire gli organismi per dar vita a un’unica associazione.

mob y prince: appello per l’ultimo miglio e richiesta di verità

Nicola Rosetti, presidente dell’Associazione 140, e Luchino Chessa, presidente dell’Associazione 10 aprile-familiari vittime Moby Prince, indicano nel tempo trascorso un elemento di amarezza, pur restando concentrati sull’obiettivo della verità storica. Rosetti afferma che trentacinque anni sono molti e che l’auspicio è di arrivare un giorno a giustizia, mentre almeno una verità storica deve essere raggiunta.

Entrambi richiamano la necessità di un passo finale per completare la ricostruzione di quanto accaduto. L’appello è rivolto a coloro che conoscono i fatti di quella notte e che, secondo quanto espresso, continuano a tenere nascosta la verità. Chessa sottolinea inoltre il senso di stanchezza e amarezza nel guardare indietro, evidenziando la convinzione che non si tratti di un banale incidente e che resti incomprensibile l’impossibilità di arrivare a quel famoso ultimo miglio.

commissione parlamentare di inchiesta: lavoro sui punti ancora aperti

Tra i riferimenti del confronto istituzionale, i familiari delle vittime mantengono la speranza legata alla Commissione parlamentare di inchiesta, definita come la terza istituita sulla tragedia. Rosetti precisa che la commissione attuale sta lavorando sui punti mancanti sui quali era arrivata la precedente, citando in particolare la terza nave, l’accordo assicurativo e i passaggi fondamentali necessari per “chiudere il cerchio”.

35esimo anniversario moby prince a livorno: iniziative per non dimenticare

Il 35esimo anniversario sarà accompagnato, come avviene da tempo, da iniziative promosse dal Comune di Livorno. Le celebrazioni rientrano nel quadro delle iniziative “Per non dimenticare” e prevedono il patrocinio della Camera dei Deputati, della Regione Toscana e della Provincia di Livorno, insieme al coinvolgimento delle associazioni.

lutto e continuità dell’impegno di associazione 140

Rosetti definisce l’anniversario come uno dei più difficili, collegandolo alla scomparsa di Loris Rispoli, indicato come ex presidente dell’Associazione 140. Il presidente racconta di averlo conosciuto all’età di 19 anni, ricordandone il ruolo nel mostrare “come si combattono le ingiustizie” e descrivendo, al tempo stesso, un legame profondo. La giornata, pur complessa, viene rappresentata come un momento di continuità: Rosetti sostiene che, nonostante la difficoltà, la determinazione rimane alta e afferma di aspettarsi di avere al proprio fianco il ricordo e il sostegno di Rispoli.

Chessa partecipa alla ricorrenza con una dimensione emotiva marcata, esprimendo una stanchezza che si intreccia con la convinzione che la verità sia chiaramente perseguibile attraverso l’ultimo tratto necessario.

fusione tra associazioni familiari moby prince: nasce un unico soggetto

La ricorrenza del 35esimo anniversario diventa anche un’occasione per lanciare un progetto organizzativo. Rosetti annuncia l’intenzione di avviare, domani, un nuovo soggetto capace di raccogliere il testimone dei due organismi e di sostenere l’impegno delle generazioni future: una nuova associazione che offra “linfa e forza” ai familiari e che rappresenti il futuro per le nuove generazioni.

da visioni diverse a cammino condiviso

Chessa richiama il percorso con cui le associazioni erano nate con lo stesso intento di aiutare nella ricerca della verità, ricordando che in passato avevano avuto visioni diverse. A partire da ormai 15 anni, invece, viene indicato un cammino comune: “andiamo a braccetto”.

unità e intento comune: un segnale anche simbolico

La scelta di fondere gli organismi viene spiegata come un modo per dare un segnale di unità e di intento comune. Chessa aggiunge che tale decisione, secondo quanto riportato, potrebbe non incontrare il favore di chi ha lavorato per ostacolare l’azione dei familiari.

personaggi coinvolti nel racconto associativo

  • Nicola Rosetti, presidente dell’Associazione 140
  • Luchino Chessa, presidente dell’Associazione 10 aprile-familiari vittime Moby Prince
  • Loris Rispoli, ex presidente dell’Associazione 140
Categorie: PoliticaCronaca

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