Migranti emergenza pianificata e minori abbandonati dossier actionaid

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Migranti emergenza pianificata e minori abbandonati dossier actionaid

In Italia l’accoglienza non sarebbe un’emergenza nata da fattori incontrollabili, ma il risultato di una scelta politica capace di convertire la gestione ordinaria in un meccanismo dichiarato come straordinario. Lo sostiene ActionAid nel rapporto “La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026”, che contrappone alla narrazione governativa i numeri raccolti e l’impianto normativo, sostenendo che l’attuale strategia non accresca la sicurezza, ma produca marginalità sociale. Al centro della denuncia, una filiera costruita come “filtro e contenimento”, con interventi sull’accoglienza orientati più a ridurre la componente di integrazione che a rafforzare percorsi di autonomia.

Secondo quanto riportato nel documento, decreti e regole avrebbero trasformato l’accoglienza in un sistema dove l’accesso ai servizi viene sistematicamente limitato, con conseguenze dirette sulla qualità della presa in carico. Il rapporto attribuisce l’impostazione a “scelte ministeriali e prefettizie”, includendo capitolati, attivazioni, proroghe, delibere di emergenza e criteri amministrativi.

accoglienza in italia: emergenza programmata e priorità al contenimento

Il rapporto descrive un assetto in cui le misure normative incidono sulle forme di assistenza, privilegiando una gestione ridotta spesso concentrata su vitto e alloggio a discapito dei passaggi necessari all’integrazione. In questa cornice, la conseguenza indicata è lo spostamento verso una precarietà estrema, considerata un fattore di rischio che può condurre al lavoro nero o al possibile reclutamento da parte della criminalità organizzata. ActionAid riassume il quadro come “un’architettura normativa e dell’accoglienza che seleziona, esclude e marginalizza ulteriormente chi ospita”.

numeri dell’accoglienza: cas prevalenti e sai residuale

Al 31 dicembre 2024, le persone accolte indicate nel rapporto sono 134.549, corrispondenti allo 0,23% della popolazione residente, circa due persone ogni mille abitanti. Nonostante questo peso ridotto, la struttura dell’accoglienza rimarrebbe sbilanciata: i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) ospitano il 71,9% del totale, mentre il SAI (Sistema Accoglienza Integrazione), gestito dai progetti dei Comuni e orientato all’accoglienza diffusa, arriva al 24,7%.

Secondo ActionAid tale distribuzione consoliderebbe una trasformazione dell’accoglienza da ambito di tutela e accompagnamento verso l’autonomia a segmento della filiera di controllo. Nel documento, la parte informativa evidenzia anche come la gestione risentirebbe di inefficienze legate all’organizzazione complessiva.

sovraffollamento e servizi compressi: effetti su vulnerabilità e percorsi

Uno dei nodi segnalati è il “sovraffollamento artificiale”. Nel 2024 risultano 520 strutture in funzione oltre il 120% della capienza nominale, con tredici centri che ospiterebbero fino al doppio delle persone consentite. Il rapporto sostiene che questo carico non sempre terrebbe conto delle disponibilità effettive presenti sul territorio.

La criticità viene illustrata anche tramite un episodio: al 31 dicembre 2023 sarebbe stato imposto lo sbarco di 55 persone soccorse nel Mediterraneo su una nave Ong nel Lazio, nonostante lungo il corridoio Sud-Tirreno fossero presenti 6.370 posti liberi.

capitolati e decreti: riduzione di supporti essenziali

Accanto al tema della capienza, ActionAid richiama l’impatto del nuovo capitolato d’appalto del 2024 e dei decreti approvati tra 2023 e 2025. Il documento sostiene che tramite questi atti sarebbero stati compressi servizi considerati essenziali, tra cui supporto psicologico, orientamento legale e mediazione linguistica. Secondo il rapporto, le prestazioni risulterebbero intermittenti e dipendenti spesso dalla volontà del gestore.

La conseguenza indicata riguarda la gestione delle vulnerabilità: sarebbero trascurate vulnerabilità complesse come traumi o torture subite, finché non emergono in crisi acute.

ritiro implicito e difficoltà operative: pratiche chiuse e riaperte

Nel rapporto viene menzionata la norma sul “ritiro implicito” della domanda d’asilo introdotta con il decreto-legge 145/2024, applicata ai casi di allontanamento dalla struttura per mancata risposta alle convocazioni. Tra 2024 e 2025 sarebbero state registrate 334 pratiche chiuse automaticamente, ma anche 1.568 sospensioni poi riattivate. Il rapporto descrive un rapporto di cinque casi riaperti per ogni chiusura, interpretandolo come indicatore di ostacoli non riconducibili a scelte libere e definitive.

cause delle rinunce non definitive: appuntamenti, informazione e risorse

Secondo ActionAid le cause sarebbero legate a difficoltà concrete: problemi nel rispettare appuntamenti e obblighi, ostacoli pratici e informativi, difficoltà di comprensione e condizioni instabili. Il documento richiama inoltre una limitazione strutturale nelle grandi strutture, dove anche le dotazioni di personale sarebbero ridotte a pochi minuti teorici al giorno per ospite, rendendo la strada verso l’autonomia una sfida a cui si sarebbe rinunciato.

profitto privato e controlli ridotti: aumento for-profit e crollo delle ispezioni

Il rapporto segnala anche l’espansione del sistema al profitto privato. I posti gestiti da enti for-profit sarebbero cresciuti del 109% tra 2022 e 2024, arrivando a oltre 14.800 unità. Tra i grandi gestori citati nel documento figurano Medihospes (menzionata per il centro in Albania) e Croce Rossa Italiana, con entrambi descritti come presenti con quote rilevanti: ActionAid indica che Medihospes a Roma amministrerebbe il 54,61% dei posti disponibili.

Parallelamente, ActionAid collega la crescita del privato a un ridimensionamento dei controlli. Le ispezioni prefettizie sarebbero scese dal 40,5% del 2019 al 19,1% del 2024, lasciando oltre quattro strutture su cinque senza alcuna verifica. Il rapporto cita province considerate critiche, tra cui Roma, Frosinone e Ravenna, dove non risulterebbe registrata alcuna ispezione nell’ultimo anno, nonostante la presenza di migliaia di persone ospitate.

minori stranieri non accompagnati: accoglienza impropria e rischio di uscita anticipata

La denuncia più severa riguarda il trattamento riservato ai minori stranieri non accompagnati. Il monitoraggio riportato nel documento avrebbe censito almeno 823 ragazzi soli transitati in centri per adulti tra 2023 e 2025. La legge consentirebbe tale prassi solo in via eccezionale e per tempi brevi, mentre il rapporto documenterebbe permanenze che superano il limite legale di 150 giorni in tredici prefetture, con picchi che, secondo l’indicazione riportata, arriverebbero a oltre 1.400 giorni a Torino.

Il rapporto definisce questo scenario come “una forma stabile di accoglienza impropria, priva di servizi educativi e abitativi adatti alla minore età”. Inoltre, secondo ActionAid, il trasferimento dei minori soli verso ambienti non dedicati avverrebbe anche quando risultavano posti liberi nei circuiti dedicati a loro in tutte le regioni monitorate, suggerendo che la scelta non dipenda dalla mancanza di spazi ma da una volontà di contenimento a basso costo.

Un ulteriore elemento segnalato è il numero di uscite dal sistema per abbandono o revoca: nel documento vengono richiamate 407 uscite tra i giovanissimi, descritti come scomparsi dai radar. Nelle pagine finali viene anche citato il rischio legato al nuovo disegno di legge del governo sull’immigrazione, con un’attenzione specifica alla possibilità di smantellare il “prosieguo amministrativo”.

prosieguo amministrativo: ruolo nel passaggio dopo i 18 anni

Il rapporto identifica il prosieguo amministrativo come lo strumento che oggi impedirebbe uscite brusche dal sistema. Esso consente al minore di allungare accoglienza e tutela dopo i 18 anni, fino a un massimo di 21, se utile a un percorso di autonomia. Eliminare questa possibilità, secondo ActionAid, comporterebbe la perdita di reti adulte di riferimento proprio nel momento più delicato dell’inserimento e della formazione. In assenza di supporto, i giovani diverrebbero più esposti a sfruttamento lavorativo o criminalità.

enti e strutture citati: soggetti coinvolti nel sistema dell’accoglienza

Il rapporto richiama specifici soggetti e organizzazioni presenti nella gestione dei posti e nel contesto dei centri menzionati, contribuendo a delineare l’assetto complessivo dell’accoglienza.

  • Medihospes
  • Croce Rossa Italiana
Migranti, l’accoglienza nell’era Meloni? Sovraffollamento artificiale, tagli ai servizi e minori allo sbando: il rapporto
Categorie: PoliticaCronaca

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