Iran, Crosetto: rischio di escalation e follia del conflitto

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Iran, Crosetto: rischio di escalation e follia del conflitto

Guido Crosetto, ministro della Difesa, si esprime in un’intervista esclusiva sullo scenario della guerra in Iran, descrivendo una catena di criticità in rapida espansione e richiamando il ruolo della cooperazione internazionale. Le sue parole si concentrano sulla gravità del momento, sul rischio di un’escalation fuori controllo e sulla necessità di una risposta politica e diplomatica coerente, con un riferimento centrale alla posizione dell’Italia e alla cornice di sicurezza rappresentata dalla difesa della Nato.

guerra in iran: crosetto, rischio follia e reazione di livello superiore

Crosetto afferma che la situazione attuale presenta elementi privi di precedenti negli ultimi decenni, con una somma di difficoltà che si accumula e si alimenta da sola, rendendo più complicata la ricerca di soluzioni. Il ministro collega questo quadro alla debolezza del multilateralismo, ritenuto incapace di trarre insegnamenti dal passato e di consolidare gli strumenti necessari ad affrontare ciò che sta accadendo ora.

Nel suo ragionamento, il conflitto viene descritto come un contesto in cui, ad ogni azione, corrisponde una reazione che può superare di livello le aspettative iniziali. Crosetto richiama anche l’esempio storico di decisioni umane ritenute accettabili anche in casi estremi, sottolineando la persistenza del problema legato alle armi nucleari e alla logica con cui chi non le possiede le cerca.

alleanze e responsabilità: italia contro la guerra e ruolo della nato

Il ministro chiarisce che l’Italia non sarebbe alleata in senso politico con figure come Trump o Biden, ma sarebbe alleata degli Stati Uniti. Crosetto respinge l’idea che l’alleanza possa essere interrotta, sostenendo che ogni prospettiva di rottura sarebbe priva di fondamento. Nel ragionamento, la questione del rischio di possibili reazioni dirette viene collegata anche alla decisione iraniana di reagire con un lancio di razzi contro l’obiettivo statunitense o collegato.

Al centro della sua posizione c’è la difesa garantita dalla Nato: secondo Crosetto, in assenza di tale presidio, ogni Paese rischierebbe maggiormente e resterebbe più indifeso. Per questo motivo, il ministro afferma di non ritenere che Trump possa uscire dalla Nato, indicando la necessità del voto del Congresso come elemento determinante e manifestando dubbi sulla sua favorevolezza.

trump, presidenza e dinamiche interne: collaboratori e mancanza di contraddittorio

Crosetto definisce Trump leader di una nazione sovrana e sostiene che dall’esterno nessuno sarebbe in grado di influenzarlo. Secondo il ministro, il nodo principale sarebbe la presenza di collaboratori più coraggiosi e la difficoltà di creare un contesto in cui il Capo possa essere contraddetto. Crosetto collega il problema anche all’assetto della presidenza, sostenendo che in quel contesto nessuno osa contraddire il leader.

Nel quadro internazionale, il ministro descrive l’Iran degli ayatollah come un elemento di pressione che avrebbe tenuto sotto scacco libertà e avrebbe rappresentato un problema per tutti. Crosetto aggiunge che, con l’avvio della guerra decisa “in due” senza confronto e senza una legittimazione internazionale, si sarebbe finito per concedere un vantaggio, aggiungendo che su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione.

viaggio nel golfo e opposizione: crosetto respinge critiche e parla di classe dirigente

Il ministro affronta anche il tema del viaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel Golfo, riferendo la contestazione dell’opposizione definita inutile. Crosetto risponde qualificando l’atteggiamento come infantile e ridicolo. Nel suo intervento sostiene che non avrebbe criticato Renzi o Conte qualora avessero svolto un viaggio con l’obiettivo di garantire un futuro per il Paese, indicando che chi agisce in quel ruolo e con saggezza dovrebbe compiere la stessa scelta. Crosetto aggiunge che cambiare prospettiva tra governo e opposizione, “vestire o svestire i panni”, dimostrerebbe per lui l’inadeguatezza della classe dirigente.

coesione europea e sblocco dei margini: rischio blocco entro un mese

Alla domanda sul rischio che “tutto si blocchi nel giro di un mese”, Crosetto dichiara che è ciò che si teme, precisando che non tutto si fermerà, ma molti aspetti sì, con margini di manovra inevitabilmente più limitati se non si agisce insieme. Il ministro interpreta la situazione come un’occasione per dimostrare all’Europa la capacità di stare al passo coi tempi, senza limitarsi ad applicare la sola burocrazia.

Secondo Crosetto, l’Europa dovrebbe comprendere che, per sopravvivere, non è possibile restare bloccati su regole burocratiche fissate in un periodo di crescita. Il ministro afferma poi di aver appena parlato con il collega giapponese e con il ministro del Kuwait, ribadendo la necessità di una linea chiara orientata all’urgenza della crisi.

Nel concludere, Crosetto sostiene che maggioranza e opposizione debbano trovare momenti di coesione e collaborare per affrontare una crisi definita senza precedenti, includendo anche dialogo e attività diplomatica come strumenti centrali.

figure citate

  • Guido Crosetto
  • Giorgia Meloni
  • Renzi
  • Conte
  • Trump
  • Biden
  • Ayatollah
  • collega giapponese
  • ministro del Kuwait
Categorie: PoliticaCronaca

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