Gas russo, meloni capisco de scalzi ma nel 2027 spero ci sia la pace

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Gas russo, meloni capisco de scalzi ma nel 2027 spero ci sia la pace

Giorgia Meloni affronta il tema del gas naturale liquefatto proveniente dalla Russia e lo fa a distanza ravvicinata dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. Il punto centrale riguarda il mantenimento o meno del bando europeo che, a partire dal 1 gennaio 2027, interessa 20 miliardi di metri (riferiti al gas naturale liquefatto) in arrivo dalla Russia. La presidente del Consiglio risponde riconoscendo il contesto e chiedendo attenzione sul modo in cui si procederà, collegando la questione anche alla cornice politica legata alla pace in Ucraina.

giorgia meloni risposta alle dichiarazioni di claudio descalzi su gas russo

Le parole di Meloni arrivano due giorni dopo l’intervento di Descalzi. L’amministratore delegato di Eni aveva espresso l’auspicio che non venga sospeso il bando europeo relativo ai flussi di gas naturale liquefatto dalla Russia previsti dal 1 gennaio 2027. Secondo Meloni, il tema non è circoscritto alla sola componente economica, ma assume un rilievo politico specifico: sospendere il bando significherebbe, nella lettura evocata, la prima riapertura al gas russo da parte dell’Ue.

La presidente del Consiglio, interpellata durante una risposta riportata in riferimento a una richiesta a margine di una domanda collegata a Il Fatto Quotidiano, afferma di comprendere il punto di vista di Descalzi, definendolo un operatore del settore. Allo stesso tempo ribadisce l’obiettivo di riuscire a raggiungere la pace in Ucraina, sottolineando la necessità di fare molta attenzione a come ci si muove quando il problema diventa concreto.

contesto politico e tempistiche: governo, eni e arrivo di zelensky a roma

La replica di Meloni non chiude la questione politica sollevata dall’amministratore delegato di Eni. Le dichiarazioni di Descalzi sono state collocate a margine della Scuola di formazione della Lega, elemento che contribuisce a rendere più evidente la dimensione politico-mediatica dell’intervento. La tempistica risulta inoltre ravvicinata ad eventi interni all’esecutivo: Descalzi aveva ottenuto la conferma da parte del governo alla guida di Eni solamente quattro giorni prima.

Questa sequenza di passaggi ha un impatto anche sugli equilibri interni all’amministrazione, secondo quanto riportato. Il quadro si arricchisce inoltre con un ulteriore fattore politico: il 15 aprile a Roma arriverà Volodymyr Zelensky, la cui posizione viene presentata come ferma sul principio per cui gas e petrolio russo debbano restare un tabù nell’Ue.

il bando europeo dal 1 gennaio 2027 e i 20 miliardi di gas liquefatto

Il punto di frizione riguarda il bando europeo che, con decorrenza 1 gennaio 2027, riguarda i 20 miliardi di gas naturale liquefatto collegato alla Russia. L’amministratore delegato di Eni chiede di non sospendere quel bando, mentre la presidente del Consiglio richiama la necessità di governare il tema considerando la cornice politica e l’obiettivo della pace in Ucraina, senza semplificare la decisione a una valutazione esclusivamente economica.

attenzione alla “fase” politica: economico e geopolitico si intrecciano

Il filo conduttore della risposta di Meloni mette in evidenza l’esigenza di distinguere i piani. Da un lato l’intervento di Descalzi si colloca nel perimetro di un operatore del settore e mira a preservare la cornice del bando. Dall’altro, la presidente del Consiglio definisce la questione come non solo economica e richiama l’attenzione sulla conseguenza politica: sarebbe indicata come la prima riapertura al gas russo da parte dell’Ue.

La linea comunicata da Meloni non entra in dettagli operativi nella risposta riportata, ma insiste sul metodo: fare molta attenzione a come ci si muove quando si affrontano decisioni con ricadute su rapporti e obiettivi geopolitici, in particolare in relazione alla situazione in Ucraina.

personaggi citati

  • Giorgia Meloni
  • Claudio Descalzi
  • Volodymyr Zelensky
Categorie: PoliticaCronaca

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