Friuli sindaco condannato per la morte di un volontario: proteste bipartisan e tensioni in città

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Friuli sindaco condannato per la morte di un volontario: proteste bipartisan e tensioni in città

Una sentenza di condanna legata alla morte di un volontario della Protezione civile nel 2023 sta generando un acceso confronto politico nel Friuli. Il caso, che richiama alla memoria anche l’esperienza maturata dopo il terremoto del 1976, ha investito la regione a livello istituzionale e ha acceso discussioni che ora ruotano soprattutto attorno a responsabilità e normativa.

condanna Protezione civile Friuli 2023: cosa ha deciso il tribunale

La condanna riguarda il decesso di Giuseppe De Paoli, volontario di 74 anni, ex vigile del fuoco. Il 29 luglio 2023 De Paoli venne travolto da un ramo mentre partecipava alle operazioni di ripristino della viabilità in seguito a un’ondata di maltempo che aveva colpito la Carnia. La Protezione civile era intervenuta per liberare una strada dagli alberi quando si verificò l’incidente.

Nel processo, il giudice Daniele Faleschini Barnaba del Tribunale di Udine ha inflitto a Andrea Martinis, sindaco di Preone, e al coordinatore della Protezione civile comunale Renato Valent una condanna a un anno di reclusione, con sospensione della pena. È stata inoltre disposta una provvisionale di 50 mila euro a titolo di risarcimento in favore delle parti civili.

Alla luce delle modifiche alla normativa sulla sicurezza del lavoro, i due imputati sono stati assolti da altre accuse che, nel frattempo, sarebbero diventate illeciti di natura amministrativa.

responsabilità contestate: omissioni su informazione e formazione

La Procura aveva aperto un’inchiesta culminata nella contestazione a carico di Martinis e Valent: secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stata omessa la fornitura ai volontari delle informazioni necessarie e sarebbe mancata una adeguata formazione per affrontare l’intervento. Il duplice rinvio a giudizio era stato disposto dal gup, mentre il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione.

proteste e solidarietà in carnia: sindaci in aula e celebrazioni del 50°

Il procedimento si è trasformato rapidamente in un caso politico. Numerosi sindaci della Carnia si sono presentati in aula con la fascia tricolore, come segno di solidarietà verso il collega coinvolto nella vicenda.

La condanna ha alimentato polemiche fino a far emergere l’intenzione di molti sindaci di non partecipare alle manifestazioni per i 50 anni del terremoto del Friuli, indicata come forma di protesta. In particolare, il sindaco di Ampezzo, Michele Benedetti, dopo un’assemblea dei primi cittadini, ha annunciato l’assenza alle celebrazioni e ha specificato che, in forma privata, la partecipazione sarebbe limitata alle messe in ricordo delle vittime. Benedetti ha aggiunto che la Carnia chiede rispetto.

motivazioni della sentenza e trasferimento del dibattito sulle norme

La discussione, per il momento, prescinde dalle motivazioni della sentenza, che saranno rese note solo dopo circa un paio di mesi. Le ragioni del verdetto saranno quindi articolate con riferimento alla valutazione sulle responsabilità attribuite al primo cittadino e al responsabile della protezione civile.

Nel frattempo, il confronto si è spostato sul piano regolatorio. Diversi interventi hanno evocato la necessità di uno “scudo” legislativo per contenere le conseguenze penali nei casi collegati a interventi di emergenza.

ministro e giunta regionale: continuità operativa e tutela della protezione civile

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha dichiarato l’intenzione di evitare che la Protezione civile possa rischiare di fermarsi. Sulla stessa linea si è espresso il governatore Massimiliano Fedriga, secondo cui una situazione simile rischia di ridimensionare la Protezione civile, arrivando a metterla in difficoltà.

Nel territorio, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha incontrato i sindaci a Tolmezzo, nella sede della Comunità di montagna della Carnia. L’incontro è servito a discutere correttivi alle norme con l’obiettivo di garantire continuità operativa del sistema e di mettere sindaci, operatori e volontari al riparo da possibili conseguenze anche penali legate a incidenti durante gli interventi.

centrosinistra e richiesta di modifica normativa: sicurezza sul lavoro e responsabilità

Anche esponenti del centrosinistra hanno chiesto una nuova regolamentazione. Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra, ha sostenuto che non spetterebbe alla politica commentare le sentenze dei tribunali, ma che il Parlamento dovrebbe acquisire maggiori elementi per cambiare una norma percepita come capace di mettere in ginocchio lo spazio del volontariato.

Secondo la stessa posizione, l’obiettivo dovrebbe essere individuare strumenti legislativi in modo bipartisan, sia in Regione sia a Roma, per tutelare sindaci e volontari ed evitare che su di loro ricadano responsabilità considerate eccessive in materia di sicurezza sul lavoro. La consigliera ha richiamato anche una criticità più generale: il volontariato, in alcune circostanze, sarebbe utilizzato come soluzione a carenze di personale o risorse, in un ambito che dovrebbe competere a professionisti.

figure direttamente citate nella vicenda

  • Andrea Martinis, sindaco di Preone
  • Renato Valent, coordinatore della Protezione civile comunale
  • Daniele Faleschini Barnaba, giudice del Tribunale di Udine
  • Giuseppe De Paoli, volontario della Protezione civile
  • Michele Benedetti, sindaco di Ampezzo
  • Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento
  • Massimiliano Fedriga, governatore
  • Riccardo Riccardi, assessore regionale alla Protezione civile
  • Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra
Friuli, sindaco condannato per la morte di un volontario. Proteste bipartisan: “Servono nuove regole per la Protezione civile”
Categorie: PoliticaCronaca

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