Flotilla abbordata : orlando mette in dubbio la commissione ue

• Pubblicato il • 5 min
Flotilla abbordata : orlando mette in dubbio la commissione ue

La vicenda legata all’abbordaggio di 22 barche da parte della Marina israeliana, avvenuto a oltre 600 miglia nautiche da Tel Aviv e in prossimità delle rotte richiamate dagli attivisti nelle acque greche, accende una nuova fase di tensione politica e istituzionale. L’attenzione si concentra sulla sorte delle persone a bordo, sulle richieste di chiarimento rivolte all’esecutivo e sulle richieste, in ambito europeo, di misure come atti concreti e eventuali sanzioni. Sullo sfondo restano anche le posizioni italiane relative alla richiesta di sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele.

abbordaggio in mare e richieste di chiarimento sulla sorte degli attivisti

La denuncia arriva da Maria Elena Delia, portavoce di Global Sumud Flotilla Italia, collegata telefonicamente con una conferenza-presidio davanti a Montecitorio. Nel racconto degli attivisti, l’episodio rientra in una dinamica di contestazione verso le condotte di Israele, descritta come protratta per decenni senza conseguenze, fino a questo momento in cui l’azione sarebbe stata compiuta a viso scoperto e con piena consapevolezza. Delia sottolinea infatti che sarebbero state abbordate 22 barche su 58, con persone provenienti da diverse parti del mondo.

Il punto centrale della richiesta politica è il chiedere chiarezza immediata: non essendo ancora note le sorti dei compagni e delle compagne, viene domandato all’esecutivo e all’Unione Europea di indicare dove si trovino e in quali condizioni. La rivendicazione si collega anche alle preoccupazioni per la mancata applicazione di misure considerate indispensabili, alla luce della contrarietà dell’Italia rispetto alla richiesta di sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele.

governo italiano e reazioni dopo la condanna del sequestro delle imbarcazioni

Secondo quanto riportato nel presidio, Giorgia Meloni avrebbe condannato il sequestro delle imbarcazioni, chiedendo che Israele liberi gli italiani illegalmente fermati. La condanna sarebbe stata accompagnata da una richiesta di intervento e dal confronto interno, dopo diverse ore e una riunione a cui avrebbero partecipato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

opposizione e richieste di atti immediati

Nel presidio davanti alla Camera, attivisti e forze politiche dell’opposizione (citati Pd, M5s, Avs) chiedono invece azioni più incisive. Il segretario di Sinistra italiana e deputato Nicola Fratoianni definisce la situazione oltre ogni limite, sostenendo che, se Israele può attaccare gli attivisti della Flotilla in acque internazionali e praticamente dentro i confini dell’Europa, allora “tutto diventa possibile”. La richiesta formulata riguarda innanzitutto la garanzia dell’incolumità dei concittadini e degli attivisti, ma anche l’urgenza di misure non solo dichiarative.

Fratoianni afferma che non sia più possibile considerare Israele come un alleato pacificamente inteso e richiama la necessità di riproporre il tema della sospensione dell’accordo di associazione con Israele. Sul fronte europeo viene richiamata la raccolta di più di 1 milione di firme e l’esigenza di sanzioni verso il governo israeliano.

tensioni sul ruolo dell’unione europea: commissione e alta rappresentante contestate

Nel dibattito non viene contestata soltanto la linea italiana, ma anche l’operato delle istituzioni europee. Viene citata la Commissione europea e l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaia Kallas, indicata come figura centrale nel confronto politico.

critiche su comunicazioni considerate insufficienti

Il deputato Pd Arturo Scotto, già coinvolto nella precedente missione della Flotilla in cui sarebbe stato fermato da Tel Aviv, rivolge un’accusa formale: alla Commissione sarebbe imputato il fatto di essersi limitata a sconsigliare la missione senza evitare ciò che sarebbe stato già prevedibile. Scotto sostiene inoltre che, invece di chiedere a Israele di rimuovere il blocco illegale nelle acque di Gaza, si sia indicato agli attivisti di stare a casa. Secondo il deputato, emergerebbe poi un nodo politico legato al sostegno di socialisti e Pd alla Commissione.

Scotto usa espressioni molto dure su Kallas, definendola “un fantasma” per l’assenza di chiarezza sul pensiero e annunciando che “ci si farà sentire”.

preoccupazione sulla difesa delle acque e sul quadro politico europeo

Più netto nelle indicazioni istituzionali risulta anche il parere dell’ex ministro della Giustizia e deputato Andrea Orlando. Viene posto il tema della possibilità che la Commissione possa essere sostenuta dai Socialisti e democratici. Per Orlando la questione si lega soprattutto alla dignità dell’Unione europea, perché da quel momento sarebbe più difficile difendere le acque territoriali e la navigazione di missioni di varia natura, indicate come civili, militari o economiche.

Orlando richiama poi un elemento di carattere politico interno all’assetto europeo: la presenza di una “doppia maggioranza” che finirebbe per spostare l’asse fortemente a destra. In questa lettura, la contraddizione viene collegata all’insieme di principi richiamati dal Green Deal, alle politiche internazionali e ai temi connessi agli equilibri di bilancio.

figure citate nel confronto e nel presidio

Nel racconto delle posizioni emerse davanti a Montecitorio vengono richiamati diversi esponenti istituzionali e politici, oltre a figure collegate direttamente alla Flotilla.

  • Maria Elena Delia (Global Sumud Flotilla Italia)
  • Giorgia Meloni
  • Antonio Tajani
  • Guido Crosetto
  • Alfredo Mantovano
  • Nicola Fratoianni (Sinistra italiana)
  • Arturo Scotto (Pd)
  • Andrea Orlando (Pd)
  • Kaia Kallas
Copertina di Fine vita, la riunione di Forza Italia per spingere la legge chiesta dai Berlusconi: “Fdi tolga il veto”
Categorie: PoliticaCronaca

Per te