FdI vs M5s in Senato: accuse tra Malan e Scarpinato su mafia e appalti
La seduta in Senato si è accesa con un finale carico di tensione dopo l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, nel contesto dell’informativa della premier Giorgia Meloni. Il punto di attrito è stato il riferimento del senatore a Roberto Scarpinato legandolo all’archiviazione di una inchiesta collegata al tema mafia-appalti, con conseguenze immediate sul clima in Aula e repliche che hanno alimentato lo scontro politico.
tensione in senato: malan e scarpinato sulla inchiesta mafia-appalti
Le scintille sono nate sul finire dell’intervento di Malan, quando sono state richiamate circostanze relative all’asserita archiviazione dell’inchiesta mafia-appalti. Nei banchi di Fratelli d’Italia l’atteggiamento è stato compatto: i senatori del gruppo si sono alzati in piedi applaudendo. Dall’altro lato, la reazione è stata netta, con proteste provenienti dai banchi del Movimento 5 Stelle, in particolare da Luca Pirondini, che è stato richiamato dal presidente Ignazio La Russa.
la replica di scarpinato: “menzogna” e dettagli sull’inchiesta
La controparte ha risposto citando direttamente quanto sostenuto da Malan. Secondo Scarpinato, il capogruppo di FdI avrebbe ripetuto una falsità sostenendo che l’accusa collegata all’operazione mafia-appalti sarebbe stata archiviata. La replica ha puntato anche sull’esito delle contestazioni in sede giudiziaria, con l’affermazione che coloro che sarebbero stati chiamati a rispondere dell’accusa avrebbero ricevuto condanne ripetute per diffamazione aggravata.
Nel merito dei fatti, Scarpinato ha indicato che l’inchiesta non è stata archiviata e ha ricostruito una cronologia precisa: avviata nel 1991, è proseguita anche dopo l’estate del 1992 e ha portato a più di un centinaio di arresti. Secondo la ricostruzione fornita, gli arresti avrebbero riguardato capi mafia, politici, imprenditori di livello nazionale e altri soggetti definiti colletti bianchi, oltre a richieste di numerose autorizzazioni a procedere nei confronti di parlamentari.
insinuazioni in aula e risposta sulla credibilità delle affermazioni
Nella replica, Scarpinato ha collegato la contestazione anche al modo in cui Malan avrebbe sostenuto le frasi in Aula, affermando che il senatore non saprebbe di cosa parlere e che le affermazioni ripetute sarebbero state predisposte da altri e lette con difficoltà durante l’intervento. Il passaggio conclusivo ha ribadito il contenuto centrale: ripetere un’affermazione sarebbe, secondo la risposta, insufficiente a trasformarla in verità, insistendo sulla qualificazione come menzogna.
richiami e reazioni durante il confronto in aula
Il confronto tra i gruppi ha assunto contorni formali con il richiamo rivolto a Luca Pirondini dal presidente Ignazio La Russa, mentre le proteste si concentravano sulle contestazioni al capogruppo di FdI e sulle parole pronunciate sul merito dell’inchiesta mafia-appalti. L’alzata in piedi e l’applauso dei senatori di Fratelli d’Italia hanno sancito la divisione netta tra le posizioni espresse dai gruppi in Aula.
figure coinvolte nel confronto
- Lucio Malan
- Roberto Scarpinato
- Giorgia Meloni
- Luca Pirondini
- Ignazio La Russa