Emiliano chiede la procura nazionale antimafia per il rientro in toga, accordo con decaro e all incarico
Michele Emiliano mira a un ritorno ad altissimo livello nelle funzioni giudiziarie dopo 23 anni lontano dalla toga. La Direzione nazionale antimafia a Roma rappresenta l’opzione indicata dall’ex governatore pugliese, con l’obiettivo di rientrare nel circuito delle posizioni più ambite tra quelle riservate ai magistrati. La preferenza è stata comunicata al Consiglio superiore della magistratura, chiamato a valutare alcune sedi disponibili per il rientro in servizio.
michele emiliano, rientro in toga e obiettivo dna a roma
Il nodo centrale riguarda la possibile allocazione di Emiliano presso la Direzione nazionale antimafia, attualmente guidata da Giovanni Melillo. Il Csm aveva chiesto all’ex governatore di indicare una o più sedi vacanti per il rientro in magistratura, richiesta che in passato era stata valutata in modo sfavorevole in due occasioni nei confronti del suo successore, Antonio Decaro.
Emiliano punta quindi su un ruolo di aggiunto o sostituto alla super-procura di via Giulia. Se la Dna non dovesse offrire una possibilità concreta, l’alternativa segnalata è la funzione di giudice del Tribunale di Benevento, con l’obiettivo di mantenere una prossimità con Bari.
vincoli territoriali e riforma cartabia, cosa cambia per le sedi in puglia
La scelta alternativa risponde a un vincolo già esplicitato: le sedi in Puglia sarebbero precluse per legge al rientro di Emiliano. Fa eccezione un meccanismo legato all’entrata in vigore della riforma Cartabia, che non risulta applicabile nel caso descritto, in quanto collegato a un divieto “di porte girevoli” operante dal momento successivo all’ultima elezione.
emiliano e l’esperienza come pm antimafia a bari prima della politica
Prima del passaggio in politica, nel 2003, Emiliano aveva ricoperto il ruolo di pm antimafia a Bari. Nella fase di magistratura aveva svolto indagini che avrebbero riguardato gli sprechi della Missione Arcobaleno, un’iniziativa di solidarietà ai profughi kosovari promossa dal governo guidato da D’Alema.
Il ritorno nelle aule di giustizia è indicato come un’ipotesi, con la precisazione che l’operazione potrebbe restare solo sulla carta, in relazione ai passaggi formali che coinvolgono la posizione di Decaro e il Csm.
antonio decaro e la strategia formale per ottenere il sì del csm
Nel frattempo, la soluzione prospettata per sbloccare lo scenario riguarderebbe la richiesta rivolta dal successore di Emiliano. Secondo quanto riportato, Decaro avrebbe individuato una strada formale per ottenere l’approvazione del Csm relativa all’incarico del “padrino politico”.
La proposta includerebbe un contratto di lavoro autonomo a tempo determinato, descritto come una forma assimilabile a una co.co.co.. L’inquadramento riguarderebbe il ruolo di consulente della giunta per le crisi industriali, con riferimento prioritario ai dossier, in particolare Ilva, per la durata di un anno rinnovabile fino a un massimo di tre.
nuova richiesta e gestione dell’aspettativa senza collocamento fuori ruolo
La nuova richiesta sarebbe arrivata nei giorni scorsi. L’impostazione tecnica dovrebbe consentire lo svolgimento dell’incarico in aspettativa, con oneri retributivi e previdenziali a carico della Regione, senza l’esigenza di autorizzare il collocamento fuori ruolo di Emiliano.
La strada del fuori ruolo viene considerata sostanzialmente impossibile nella ricostruzione fornita, poiché richiederebbe un interesse dell’ordine giudiziario configurabile come “arricchimento professionale” del magistrato. L’obiettivo indicato sarebbe, invece, quello di coprire i mesi mancanti alla pensione, in attesa di un’eventuale candidatura in Parlamento.
In base a quanto descritto, l’età minima per la pensione sarebbe raggiunta a luglio. La finalità sarebbe quindi la gestione del tempo residuo, evitando un rientro in magistratura prima del completamento del requisito.
uscita dallo stallo e prossima deliberazione del csm
La via d’uscita dallo stallo, protrattosi per mesi, risulta concordata tra Decaro e la Terza Commissione del Csm. La commissione avrebbe ascoltato Emiliano, su sua richiesta, la scorsa settimana.
La commissione si riunirà per deliberare la nuova richiesta lunedì 4 maggio. L’esito atteso sarebbe positivo, con una nota di incertezza legata all’orientamento dei laici di centrodestra. Dopo la deliberazione della commissione, il via libera finale spetterà all’assemblea plenaria.
richiesta alternativa dal senato: consiglio su consulenza “a tempo pieno e a titolo gratuito”
In parallelo, viene citata un’altra possibilità arrivata dalla Commissione d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia. Il presidente della commissione, Tino Magni di Avs, avrebbe scritto al Csm chiedendo il collocamento fuori ruolo di Emiliano come consulente “a tempo pieno e a titolo gratuito”.
Questa soluzione viene definita in teoria non percorribile per ragioni analoghe a quelle che avrebbero impedito il fuori ruolo in Regione Puglia. Resta però l’idea che, nel quadro descritto, ogni opzione venga considerata utile per evitare il rientro in magistratura.
personaggi coinvolti nel quadro istituzionale e decisionale
La vicenda descrive il ruolo di più figure chiave nei passaggi tra Csm, istituzioni e richieste formali:
- Michele Emiliano
- Giovanni Melillo
- Antonio Decaro
- Tino Magni
- La Terza Commissione del Csm
