Difesa civile resistenza alla costituzione ridurre le spese militari per difendere la democrazia

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Difesa civile  resistenza alla costituzione ridurre le spese militari per difendere la democrazia

Nel cuore delle celebrazioni della Liberazione, torna con forza un messaggio che collega memoria e scelte concrete: la continuità tra l’idea di libertà conquistata e l’urgenza di un futuro senza guerra. Tra iniziative nei luoghi della storia e richiami alla difesa civile, non armata e nonviolenta, emerge una proposta chiara: dare attuazione ai principi della Costituzione anche attraverso un percorso di democrazia diretta.

difesa civile non armata e nonviolenta: memoria, resistenza e oggi

Il 25 aprile, la Campagna Un’altra difesa è possibile ha promosso stand informativi in luoghi legati alla memoria, alla Resistenza e alla Costituzione, con la presenza di iniziative da Casa Cervi a Monte Sole. L’obiettivo centrale riguarda la diffusione della difesa civile, non armata e nonviolenta, richiamando un filo di continuità: la Liberazione viene letta come percorso di disarmo, mentre la Resistenza si traduce in nonviolenza.

La campagna si collega inoltre alla Click week, una settimana di iniziative diffuse finalizzate a sostenere la firma della proposta di legge di iniziativa popolare. Il messaggio insiste sulla necessità di trasformare principi e identità storiche in azioni che coinvolgano la cittadinanza.

costituzione e antifascismo: il ripudio della guerra come base

Il militarismo viene indicato come elemento identitario del fascismo, nato nel contesto del mito della “vittoria mutilata” nella prima guerra mondiale. Da qui deriva un principio di antifascismo repubblicano: il ripudio costituzionale della guerra come pilastro.

La Costituzione non viene presentata come semplice invocazione a un pacifismo generico, ma come scelta che colloca “mezzo” e “strumento” della guerra tra ciò che deve appartenere al passato, dopo Hiroshima e Nagasaki. In tale cornice, viene richiamata la Carta delle Nazioni Unite evocata nel secondo comma dell’articolo 11, collegando la finalità alla risoluzione delle controversie internazionali.

articolo 11 e articolo 52: difesa della patria e strumenti pacifici

La Costituzione, nata dalla lotta di liberazione dal fascismo e dalla guerra, esprime un progetto di civiltà disarmata e nonviolenta. In questo quadro si inserisce anche la “difesa della patria” prevista dall’articolo 52, interpretata in coerenza con il complessivo disegno antifascista e con quanto richiamato dalla Corte Costituzionale.

La Campagna per la difesa civile, non armata e nonviolenta, nell’ottantesimo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente, mira ad attuare quel progetto costituzionale. Tale progetto viene descritto come sempre più contrastato da due elementi: la continua lievitazione delle spese militari e la partecipazione alle guerre.

nonviolenza come difesa: resistenza senza armi

La nonviolenza viene definita non come sinonimo di mancanza di difesa o di inazione, bensì come difesa con mezzi alternativi alle armi. In questa prospettiva, viene richiamata l’elaborazione di Aldo Capitini, fondatore del Movimento Nonviolento, che sostiene la possibilità di una resistenza nonviolenta capace di organizzarsi anche nei dettagli più minuziosi, basandosi su non collaborazione e sul rendere difficile l’azione bellica dell’avversario. La difesa non armata viene descritta come una risposta tenace e risoluta.

La campagna richiama anche l’esperienza storica di resistenze non armate efficaci, nate nella resistenza popolare al nazifascismo in Europa. Da qui si collocano riferimenti a studi e testi che hanno alimentato progetti internazionali di difesa nonviolenta, con diverse accezioni e definizioni.

esperienze storiche: resistenza nonviolenta in Europa

Tra le opere citate compare lo studio di Jacques Sémelin, Senz’armi di fronte ad Hitler (1993). A esso si aggiungono La conta dei salvati di Anna Bravo e Resistenza nonviolenta 1943-45 di Ercole Ongaro (entrambi del 2013).

Un passaggio centrale richiama Hannah Arendt e il ruolo della resistenza non armata dei danesi sotto occupazione tedesca, descritta come capace di salvare quasi tutti i cittadini ebrei. Il testo evocato insiste sulla “potenza enorme della nonviolenza e della resistenza passiva”, evidenziando che l’avversario disponeva di mezzi superiori.

studi e fattibilità: difesa nonviolenta e potere civile

La difesa nonviolenta viene presentata come area con molteplici esperienze storiche documentate e percorsi di fattibilità. Tra i riferimenti: Theodor Ebert, La difesa popolare nonviolenta (1983), e Erica Chenoweth, Come risolvere i conflitti. Senza armi e senza odio con la resistenza civile (2023).

Un punto cardine riguarda la socializzazione della capacità di difesa: la transizione dalla difesa offensiva (ricondotta anche alla “guerra preventiva” come aggressione), alla difesa difensiva (associata alla difesa armata del paese), fino alla difesa civile non armata e nonviolenta. Il passaggio include anche la dimensione di possibili oppressioni interne, collocando al centro l’idea che la difesa non debba essere delegata a un organismo militare con il monopolio della violenza.

riappropriazione del potere dei cittadini e tecniche della nonviolenza

La campagna descrive una progressiva riappropriazione del potere dei cittadini, resa possibile dall’acquisizione diffusa delle tecniche della nonviolenza. In parallelo viene richiamata l’indicazione di Aldo Capitini a metà degli anni sessanta: inserire i saperi necessari dell’educazione civica, tra cui quelli legati alla nonviolenza, come parte della formazione scolastica.

proposta di legge di iniziativa popolare: obiettivi e firma

La Campagna per la difesa civile, non armata e nonviolenta mira a raggiungere piena attuazione del progetto costituzionale. In parallelo, si richiama un “programma costruttivo” associato al movimento per la pace, con l’intento di avviare un percorso coerente con tali finalità.

Gli obiettivi indicati includono ridurre drasticamente le spese militari e finanziare la difesa non armata e nonviolenta anche tramite l’opzione fiscale. La proposta collega inoltre l’aumento di potere per i cittadini a una sottrazione di centralità al complesso militare-industriale.

In tale cornice, firmare personalmente la proposta di legge di iniziativa popolare viene presentato come un esercizio di democrazia diretta coerente con l’impostazione nonviolenta richiamata dalla campagna.

figure citate nella campagna

  • Aldo Capitini
  • Jacques Sémelin
  • Anna Bravo
  • Ercole Ongaro
  • Hannah Arendt
  • Theodor Ebert
  • Erica Chenoweth
  • Gandhi
Dalla Resistenza alla ‘Difesa civile’: per attuare la Costituzione serve ridurre le spese militari
Categorie: PoliticaCronaca

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