Csm ok allo scatto di carriera dell ex giudice apostolico destra vota contro per imparzialità sui migranti

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Csm ok allo scatto di carriera dell ex giudice apostolico destra vota contro per imparzialità sui migranti

Una vicenda giudiziaria e disciplinare che ha acceso il confronto nel Consiglio superiore della magistratura si è conclusa con un voto che riconosce, in modo retroattivo, un avanzamento di carriera per Iolanda Apostolico. Al centro del dibattito non è stata soltanto la valutazione professionale, ma anche il significato attribuito alla partecipazione di alcuni anni prima a una manifestazione pubblica. Dopo un confronto durato oltre due ore e mezza, il plenum ha messo fine a una controversia legata a criteri di indipendenza, imparzialità ed equilibrio richiesti per l’esercizio della funzione giudiziaria.

consiglio superiore della magistratura e conferma retroattiva della professionalità di iolanda apostolico

Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato la proposta della quarta commissione concedendo a Iolanda Apostolico la settima e ultima valutazione positiva di professionalità, con lo scatto di carriera e di stipendio previsto ogni quattro anni. La delibera è passata con venti voti favorevoli, sei contrari e cinque astensioni, ponendo un punto a una storia giudicata “travagliata” dall’opposizione politica.

La questione trae origine da un episodio precedente: durante il suo incarico, Apostolico aveva disapplicato il decreto cutro perché ritenuto contrario al diritto europeo. Questa scelta, oggetto di contestazioni da parte del centrodestra, ha portato alla liberazione di quattro richiedenti asilo trattenuti nel centro di permanenza di pozzallo. Nel frattempo, Apostolico ha lasciato la magistratura e, secondo quanto emerso, avrebbe cambiato attività, risultando impegnata nella gestione di un agriturismo.

composizione del voto: contrari e astenuti nel plenum del csm

All’opposizione della decisione hanno contribuito i consiglieri “laici” eletti dal Parlamento in quota maggioranza. I nomi indicati a favore del voto contrario sono: Felice Giuffré, Isabella Bertolini, Daniele Bianchini e Daniele Porena per fdI, insieme a Claudia Eccher per lega e Enrico Aimi per forza italia.

Per le astensioni, il testo riporta il coinvolgimento di cinque dei sette togati appartenenti alla corrente Magistratura indipendente, descritta come conservatrice.

relazione della quarta commissione e mancata impugnazione dell’esecutivo

La proposta di delibera, con relatore il togato Roberto D’Auria, ha evidenziato che la decisione su Apostolico risultava ineccepibile in diritto. Nel testo è riportato anche che lo stesso governo avrebbe rinunciato a impugnarla, circostanza che ha lasciato spazio a un dibattito concentrato su altri elementi.

il nodo politico-discorsivo del video: manifestazione a catania nel 2018

Il confronto in aula si è focalizzato sul video richiamato da Matteo Salvini. Il materiale mostrerebbe la giudice, nell’estate 2018, mentre partecipa a un presidio al porto di catania per chiedere lo sbarco dei profughi bloccati sulla nave diciotti, circostanza collegata all’azione di Salvini allora ministro dell’Interno.

Secondo i consiglieri laici di centrodestra, quella vicenda inciderebbe sui pre-requisiti necessari per l’esercizio della funzione giudiziaria, richiamando i profili di indipendenza, imparzialità ed equilibrio. Da tale impostazione deriva la richiesta di non concedere lo scatto di carriera.

Nel testo, il consigliere Enrico Aimi afferma che un giudizio positivo rischierebbe di trasmettere il messaggio di irrilevanza di condotte capaci di incidere sulla credibilità della magistratura. Anche Felice Giuffré contesta la partecipazione, qualificandola come presenza a una manifestazione di parte, segnata da una contrapposizione tra manifestanti e forze dell’ordine. La condotta viene descritta come un “paradigma” di ciò che un magistrato non dovrebbe essere.

posizioni dei togati progressisti e del fronte favorevole

La linea dei togati progressisti si presenta opposta. Marcello Basilico, del gruppo di Area, sostiene che la solidarietà non sarebbe riconducibile a un’ideologia, ma a un valore universale. Nel ragionamento riportato, la partecipazione a una manifestazione umanitaria non sarebbe indicativa di una compromissione dell’imparzialità; al contrario, a minare la credibilità sarebbe un eventuale rapporto sotterraneo col potere.

Nel testo viene evocato che parte della magistratura e della politica non si sarebbe occupata di casi descritti come legami con ambienti discutibili o benefici economici ottenuti da imprenditori. Il dibattito richiama poi un passaggio di metodo: non sarebbe “politica” una decisione difforme dalle attese del governo che suscita reazioni pubbliche, mentre sarebbe “corretta” solo l’aderenza a quelle aspettative.

attenzione alla separazione tra politica e magistratura

In parallelo, Roberto Fontana, indipendente, esprime il timore che l’imparzialità venga “declinata” in relazione alle attese di una maggioranza, sostenendo che tutte le manifestazioni sarebbero di parte poiché esprimono una posizione. La manifestazione di Catania viene però definita trasparente, mentre il nodo vero viene individuato nel rapporto privilegiato tra magistrati e settori della politica, descritto come veicolato attraverso incarichi fuori ruolo.

argomentazioni dal campo dell’unicost e dalla sinergia delle correnti

Tra i voti favorevoli risulta anche il contributo del gruppo di UniCost. Marco Bisogni dichiara di non aver partecipato personalmente alla manifestazione del 2018 perché, in quel periodo, lavorava a Catania ma non era presente al presidio. Pur riconoscendo che il blocco della diciotti ha causato un movimento di coscienza straordinario, Bisogni sostiene di non voler stigmatizzare la posizione di chi abbia partecipato, pur senza condividere la scelta.

Il ragionamento di Bisogni sposta ulteriormente il focus sulle porte girevoli tra magistratura e politica. Nel testo viene riportata la richiesta di accettare con serenità che ex sindaci ed ex parlamentari, con posizioni politiche più nette rispetto alla collega Apostolico, possano diventare magistrati. Il principio richiamato è che un modello di magistrato non debba valere solo quando la decisione non incontra l’approvazione di una parte, suggerendo l’esigenza di coerenza.

magistratura democratica: imparzialità percepita e candidati alle elezioni

Mimma Miele, di Magistratura democratica, concentra la critica sul vulnus legato alla separazione tra politica e magistratura. Secondo quanto riportato, il dibattito riguarderebbe l’apparenza di imparzialità di un magistrato che avrebbe partecipato a una manifestazione con contenuto umanitario, mentre non sarebbe considerata con la stessa attenzione l’imparzialità di chi si candida alle elezioni, viene eletto con una “casacca” e poi torna a ricoprire funzioni giurisdizionali.

punto conclusivo della delibera e contesto della vicenda

La decisione del plenum del Csm mette quindi fine a una procedura che aveva avuto un impatto politico e mediatico, legato alla disapplicazione del decreto Cutro e alla liberazione dei richiedenti asilo di Pozzallo. La ricostruzione riportata colloca poi la discussione nel solco di una manifestazione precedente, richiamata attraverso un video, con posizioni contrapposte tra laici di centrodestra e correnti togate di segno diverso. Alla fine, la delibera sul riconoscimento della professionalità di Iolanda Apostolico è stata approvata con la maggioranza dei voti indicati.

Personaggi menzionati:

  • Iolanda Apostolico
  • Matteo Salvini
  • Roberto D’Auria
  • Felice Giuffré
  • Isabella Bertolini
  • Daniele Bianchini
  • Daniele Porena
  • Claudia Eccher
  • Enrico Aimi
  • Marcello Basilico
  • Roberto Fontana
  • Marco Bisogni
  • Mimma Miele
Csm, ok allo scatto di carriera dell’ex giudice Apostolico. Ma la destra vota contro: “Sui migranti non fu imparziale”
Categorie: PoliticaCronaca

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