Criminalità organizzata e antimafia: meloni risponde su infiltrazioni anche in fdi

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Criminalità organizzata e antimafia: meloni risponde su infiltrazioni anche in fdi

Nel corso della sua informativa alla Camera, Giorgia Meloni ha affrontato anche un tema delicato, quello della presunta vicinanza del governo con la criminalità organizzata. Le parole della premier si sono concentrate sull’attacco alle opposizioni e su una richiesta formale indirizzata alla commissione parlamentare antimafia, con l’obiettivo di spostare il confronto dai toni accusatori alla verifica dei fatti.

informativa alla camera e attacco alle opposizioni

Nel merito, Meloni ha richiamato la contestazione rivolta alle opposizioni, accusate di “tirare in ballo” un padre, “morto peraltro” e indicato come non incontrato “da 11 anni”. Da quel passaggio è partita una “sfida anche su questo”, trasformando la polemica in un invito a un confronto basato su riscontri concreti.

La premier ha quindi proseguito sostenendo di non voler interferire con l’operato delle commissioni, ma di ritenere necessario intervenire sul punto relativo alle infiltrazioni, puntando a una discussione più strutturata e meno strumentale.

commissione parlamentare antimafia e richiesta su infiltrazioni nei partiti

Meloni ha dichiarato: “Non sono solita ingerire nel lavoro della commissioni”, introducendo però una richiesta specifica. La proposta rivolta alla commissione parlamentare antimafia riguarda i tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, citando espressamente anche FdI.

sfida politica e obiettivo: costruire anticorpi

La premier ha anche spiegato il senso della richiesta: mentre “alcuni usano il tema per propaganda”, a suo dire l’interesse si concentra sulla capacità di “costruire gli anticorpi” su un argomento che “ci riguarda tutti”. Il focus è stato posto sulla necessità di affrontare la questione con metodo, senza ridurla a slogan.

rapporti con la criminalità organizzata: la linea sui “fatti”

Nel chiudere il ragionamento, Meloni ha rimarcato la propria posizione in termini di esito e responsabilità. “Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti”, ha affermato, collegando il discorso a scelte politiche che, a suo giudizio, hanno riguardato la detenzione e le scarcerazioni.

boss e decreti: il riferimento al Covid

La premier ha citato un contrasto netto: “Non abbiamo nulla da imparare” da chi, secondo quanto dichiarato, “i boss li scarcerava a colpi di decreto”, con la “scusa del Covid”. Da qui la rivendicazione di una differenza sostanziale nella linea adottata.

impegno contro la mafia e auspicio di collaborazione

Meloni ha inoltre collegato le proprie affermazioni a un percorso personale e programmatico: “Combatto la mafia fin da ragazzina”, dichiarando l’intenzione di continuare “fino al mio ultimo respiro, senza se e senza ma”.

La conclusione ha mantenuto un tono operativo: “Mi auguro che almeno su questo si possa a lavorare insieme”, indicando la volontà di concentrare l’azione su un terreno comune.

Categorie: PoliticaCronaca

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