Confisca dei beni valida anche se il reato è prescritto: cosa dice la consulta
La confisca di un bene può essere disposta anche quando l’imputato non viene condannato perché il procedimento si chiude per prescrizione. La Corte costituzionale ha chiarito i confini del principio di presunzione di innocenza, ribadendo che una misura patrimoniale applicata in sede di impugnazione non comporta automaticamente l’attribuzione di responsabilità penale.
confisca dopo il proscioglimento per prescrizione: cosa ha chiarito la corte costituzionale
La Corte costituzionale ha affermato che non emerge alcuna violazione della presunzione di innocenza quando il giudice d’appello conferma una confisca nei confronti di un soggetto che, sul piano penale, risulti prosciolto per avvenuta prescrizione. Il punto centrale è che la misura patrimoniale, secondo la Consulta, non equivale a una pronuncia di responsabilità penale.
La decisione è nata da un ricorso della Corte d’appello di Lecce, chiamata a valutare l’applicazione di una confisca urbanistica collegata a una lottizzazione abusiva. Il caso penale, però, era finito nel nulla proprio a causa della prescrizione del reato.
impugnazione ai soli effetti patrimoniali e presunzione di innocenza
Secondo la Corte, la decisione sull’impugnazione ai soli effetti della confisca non entra in contrasto con il “secondo aspetto” della presunzione di innocenza previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il motivo indicato dalla Consulta è che tale decisione non equivale ad attribuire al prosciolto una responsabilità penale.
motivazione: accertamento degli elementi senza attribuire colpe
La Corte ha inoltre precisato come deve operare il giudice d’appello quando, pur in presenza della dichiarazione di estinzione per prescrizione, deve valutare la legittimità della misura patrimoniale. In particolare, quando viene chiamato “ad accertare la sussistenza dell’elemento oggettivo e dell’elemento soggettivo del reato”, il giudice non deve lasciare intendere, nella motivazione, che il processo sarebbe potuto approdare a un esito diverso.
Ne consegue che, se la confisca viene confermata, il giudice ha l’obbligo di svolgere una motivazione coerente con la decisione adottata, senza addentrarsi nel merito della responsabilità penale come se si fosse arrivati a una condanna.
corte costituzionale e caso al masri: richiesta di partecipazione della vittima e nodo sul parere del ministro
Restando nell’ambito della Corte costituzionale, sono emersi ulteriori elementi legati a un’udienza fissata per il 18 maggio sul caso Al Masri. In vista di quell’appuntamento, la Corte ha chiesto di costituirsi Lam Magok Biel Rouei, indicata come vittima di torture attribuite a un generale libico.
Il tema centrale riguarda la verifica di costituzionalità di una norma secondo cui il procuratore generale di Roma dovrebbe attendere il parere del ministro della Giustizia per dare seguito a un provvedimento richiesto dalla Corte penale internazionale. Nel caso specifico, la richiesta di arresto di Almasri risulterebbe stata disattesa per il no del governo italiano.
Da parte dell’associazione Baobab Experience è stato indicato che la possibilità di ottenere giustizia per Lam Magok sarebbe affidata alla decisione della Corte costituzionale prevista per lunedì 13 aprile, chiamata a stabilire se la vittima possa intervenire, prendere parola e far valere i propri diritti.
personaggi coinvolti nelle questioni riportate
- Lam Magok Biel Rouei
- Al Masri
- Almasri
- Baobab Experience
