Bologna torna a 30 all’ora: come lepore ha superato la sentenza del tar

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Bologna torna a 30 all’ora: come lepore ha superato la sentenza del tar

Bologna riattiva la “Città 30” e torna a imporre limiti fino a 30 km/h su una parte significativa della rete viaria. Il provvedimento, sospeso dopo un lungo braccio di ferro, entra nuovamente in vigore sotto le Due Torri dall’inizio della settimana, con velocità massima di 30 km/h nel 70% delle strade della città. Il percorso di ritorno alla misura è stato complesso e ha attraversato prima le tensioni con il Ministero dei Trasporti e poi l’annullamento disposto dal Tar dell’Emilia-Romagna lo scorso 20 gennaio.

città 30 a bologna: ritorno dei limiti a 30 km/h e quota stradale

La riorganizzazione della disciplina dei limiti di velocità consente a Bologna di ripristinare la “Città 30”. L’obiettivo operativo è applicare la riduzione della velocità in modo esteso: l’amministrazione indica infatti che il limite 30 km/h riguarda il 70% delle strade cittadine. Il riavvio avviene dopo un iter durato oltre due anni, durante il quale il provvedimento ha dovuto confrontarsi con indirizzi governativi e con un pronunciamento del Tar.

città 30 bologna e scontro con il governo: direttiva salvini e richieste di motivazione

dal 16 gennaio 2024 alle critiche di salvinI

La vicenda prende avvio il 16 gennaio 2024, quando la “Città 30” entra in vigore dopo una campagna di contestazione del centrodestra. In quella fase, viene anche tentata l’ipotesi di un referendum consultivo con l’appoggio di alcuni comitati contrari, senza però il raggiungimento del numero di firme necessario.

Accanto alle obiezioni politiche, emerge un oppositore centrale: il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Le critiche si traducono in dichiarazioni molto dure, definendo il provvedimento come una scelta “ideologica, punitiva e surreale” che, secondo la sua posizione, finirebbe per bloccare la città. Vengono anche usate espressioni fortemente polemiche come “comunismo del traffico”.

1 febbraio 2024: i 50 km/h come regola e le 30 km/h circoscritte

Il 1° febbraio, Salvini firma una direttiva che chiarisce la cornice dei limiti di velocità nei Comuni: i 50 km/h devono rappresentare la regola, mentre i 30 km/h devono essere limitati a zone specifiche. La direttiva prevede inoltre che i Comuni giustifichino la riduzione della velocità strada per strada. Nonostante le contestazioni, Palazzo d’Accursio prosegue con l’impianto della misura.

città 30 e risultati 2024: dati su pedoni e incidenti stradali

Nel corso del secondo anno di applicazione, l’amministrazione sostiene che la misura contribuisca al miglioramento della sicurezza. Il sindaco Matteo Lepore ribadisce l’impostazione: ridurre la velocità per salvare vite e aumentare la sicurezza stradale. Specifica anche che il ministro dei Trasporti non disapplicherebbe le ordinanze, poiché l’amministrazione afferma di rispettare il Codice della strada.

Il Comune fornisce poi indicazioni relative al 2024: viene dichiarato che nessun pedone è stato ucciso a Bologna. Inoltre, tra i pedoni investiti, le persone coinvolte vengono indicate in riduzione del 16%. Sul fronte delle vittime, il numero dei deceduti in incidenti stradali risulterebbe pari a dieci, con un calo del 49%. Per i sinistri stradali viene riportato un abbattimento di oltre il 13%.

Le cifre vengono contestate dal centrodestra, ma secondo l’impostazione dell’amministrazione rappresentano un elemento che rafforza il provvedimento, mentre i residenti sembrano progressivamente adeguarsi ai nuovi limiti.

sentenza tar emilia-romagna: annullamento della città 30 e ricorso

gennaio 2026: tar annulla la misura

Nel mese di gennaio dell’anno in corso arriva una decisione che cambia lo scenario. Il Tar dell’Emilia-Romagna annulla il provvedimento che istituisce la “Città 30”. Il ricorso viene presentato da due tassisti e dall’europarlamentare di FdI, allora consigliere comunale, Stefano Cavedagna.

motivazione strada per strada: vincolo richiamato dai giudici

Il Tar, come già stabiliva la direttiva legata alle posizioni di Salvini, dispone che il limite dei 30 km/h debba essere motivato strada per strada e non applicato in modo generalizzato. La reazione del centrodestra è immediata e viene anche riportata una dichiarazione del ministro Salvini, che interpreta la decisione del Tar come un segnale di attenzione alla sicurezza, affermando però che essa debba essere perseguita con buonsenso e non tramite provvedimenti giudicati ideologici o in contrasto con lo spirito delle Zone 30.

ripristino città 30: lavoro tecnico, 22 ordinanze e 258 km interessati

Dopo la sentenza, l’ipotesi di una fine della misura appare plausibile, poiché la necessità di schedare ogni strada con criteri specifici risulta impegnativa. Un carico di lavoro tale da richiedere tempi lunghi, a meno di mettere in campo un’organizzazione straordinaria. Nei giorni successivi, in una conferenza stampa, il sindaco indica invece che il lavoro per il nuovo provvedimento risulta quasi completato. Viene spiegato che, in vista della possibile decisione del Tar, il Comune ha condotto una istruttoria su migliaia di strade secondo quanto richiesto.

La svolta arriva con la ripartenza: a distanza di tre mesi l’amministrazione ripristina la “Città 30” con 22 ordinanze. Ogni ordinanza contiene le schede tecniche dettagliate di ciascuna strada destinata a tornare al limite di 30 km/h. Nel complesso, il perimetro indicato è di 258 km su 365. In parallelo, viene annunciata una fase 2 del provvedimento.

fase 2 della città 30: obiettivi fino al 2030 e investimenti per mettere in sicurezza 100 zone

rispetto tar e linee guida: provvedimento più burocratico

Il sindaco Matteo Lepore afferma di aver rispettato la sentenza del Tar e le linee guida del Governo. La nuova impostazione viene descritta come più burocratica, ma sostiene che il lavoro svolto sia stato rilevante e collegato a un obiettivo preciso: la riduzione del numero delle vittime sulle strade. Viene sottolineato che, nel giro di due anni, il dato sarebbe stato dimezzato e che l’amministrazione intende continuare su questa direzione.

100 zone in sicurezza e traguardo “zero morti”

La fase 2, per come viene descritta, prevede 100 zone da mettere in sicurezza, sostenute da vari investimenti. Il piano include anche obiettivi fissati fino al 2030 con il riferimento a un risultato di lungo periodo: eliminare i morti nelle strade.

controversie e richieste politiche: interrogazione in regione e posizioni sul tar

Con il ritorno della misura, il confronto politico continua a essere acceso. Da un lato, il centrosinistra bolognese esprime soddisfazione per il ripristino della “Città 30”. Dall’altro, FdI presenta un’interrogazione alla Giunta della Regione, a firma di Marta Evangelisti e Francesco Sassone. La richiesta mira a chiarire se il modello adottato dopo l’intervento del Tar sia pienamente conforme al codice della strada e alla giurisprudenza amministrativa. Per quanto riguarda Salvini, non risultano dichiarazioni riportate in questa fase.

figure citate nella vicenda della città 30

  • Matteo Lepore, sindaco di Bologna
  • Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti
  • Stefano Cavedagna, europarlamentare di FdI (all’epoca consigliere comunale)
  • Marta Evangelisti, firmataria dell’interrogazione
  • Francesco Sassone, firmatario dell’interrogazione
  • due tassisti, ricorrenti presso il Tar
Bologna torna a viaggiare a 30 all’ora: 22 ordinanze e le strade schedate, così Lepore ha ‘superato’ il Tar
Categorie: PoliticaCronaca

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