Bambini invitati a non cantare bella ciao: invito del sindaco leghista per il 25 aprile nel cuneese
Le note di “Bella ciao”, da sempre legate alla memoria della Resistenza, tornano al centro di un acceso dibattito. Durante le celebrazioni del 25 aprile a Monterosso Grana, nel Cuneese, l’intervento del sindaco ha innescato una polemica che ha coinvolto direttamente il contesto scolastico e la partecipazione dei bambini.
polemica “bella ciao” alle celebrazioni del 25 aprile a monterosso grana
Nel corso della cerimonia, il sindaco Stefano Isaia, indicato come ex assessore provinciale della Lega, ha suggerito ai docenti della scuola del paese di non cantare “Bella ciao” con i bambini. La motivazione addotta riguarda la presunta strumentalizzazione politica del brano.
Secondo quanto riportato, il riferimento sarebbe collegato al fatto che la canzone sarebbe stata intonata dalle opposizioni alla Camera durante il voto sul decreto Sicurezza. L’indicazione rivolta alle insegnanti è stata percepita come un atto di censura, alimentando l’imbarazzo nel momento in cui sarebbe dovuta avvenire l’esecuzione prevista.
programma della cerimonia in borgata levata e intervento del sindaco
La manifestazione si è svolta nella borgata Levata, presso il cippo dedicato ai Caduti vicino alla chiesa di San Giovanni. Alle 10:30 era prevista la consegna della Costituzione ai diciottenni, seguita da letture e interventi degli alunni della Scuola di Valle.
La cerimonia ha previsto l’alzabandiera, poi l’esecuzione dell’inno di Mameli, quindi il momento dedicato ai bambini. In quel passaggio, il sindaco avrebbe deciso di avvicinarsi alle insegnanti accompagnato dal consigliere comunale Pierpaolo Arneodo, proponendo di evitare “Bella Ciao”.
cambiamento del canto per i bambini: “se chanto” e valzer tradizionale occitano
A fronte della richiesta, le maestre avrebbero accettato nonostante lo stupore di escludere la canzone simbolo della Resistenza. Al posto di “Bella Ciao”, durante l’esibizione dei piccoli allievi sarebbe stata proposta l’esecuzione di “Se Chanto”, indicato come inno nazionale occitano, insieme a un valzer della tradizione popolare occitana.
La scena avrebbe creato imbarazzo perché, per evitare ulteriori polemiche in loco, non sarebbe stato possibile fornire ai bambini una spiegazione chiara sul motivo della mancata esecuzione, nonostante il brano fosse stato preparato a scuola.
reazioni delle insegnanti e posizione del sindaco
Al termine della cerimonia e della messa, le insegnanti avrebbero manifestato apertamente il loro dissenso. Una di loro, secondo quanto riportato, ha dichiarato di aver spiegato a entrambi gli amministratori la necessità di tenere i bambini fuori dalla strumentalizzazione politica.
Dal canto suo, il sindaco Stefano Isaia sostiene di aver rivolto un semplice “invito”, negando la presenza di una censura.
figure coinvolte nella vicenda
- Stefano Isaia, sindaco di Monterosso Grana
- Pierpaolo Arneodo, consigliere comunale
