Todde confermata presidente della Sardegna: la Corte d’Appello respinge la decadenza

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Todde confermata presidente della Sardegna: la Corte d’Appello respinge la decadenza

Alessandra Todde resta pienamente legittimata nel ruolo di presidente della Regione Sardegna dopo la decisione della Corte d’Appello di Cagliari. I giudici hanno parzialmente riformato la sentenza di primo grado sul tema della decadenza, mantenendo però la sanzione pecuniaria di 40mila euro.

La Corte ha accolto in parte l’appello della presidente, stabilendo la nullità della sentenza di primo grado nella sezione in cui la condotta veniva riqualificata come “omessa presentazione” del rendiconto delle spese della campagna elettorale. La pronuncia ha riconosciuto che la Consulta aveva già annullato l’ordinanza del Collegio di garanzia elettorale nella parte in cui veniva disposta la decadenza.

corte d’appello di cagliari e sanzione pecuniaria da 40mila euro

La Corte d’Appello di Cagliari ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado per la parte relativa alla riqualificazione della condotta come “omessa presentazione” del rendiconto. Nel contempo, la decisione ha lasciato in piedi la sanzione economica fissata in 40mila euro, senza indicare la rimozione dell’effetto sanzionatorio.

Nel contesto della decisione, non risultano commenti immediati da parte di Alessandra Todde. La presidente è impegnata nella fase di preparazione per un trasferimento a Bruxelles, dove è indicata la possibilità di un punto stampa nel quale verrà affrontata anche la decisione della Corte d’Appello.

Dal lato dell’entourage della governatrice e del Movimento Cinquestelle emerge un clima di soddisfazione ed entusiasmo.

consulta e collegio di garanzia elettorale: poteri e motivazioni

La cornice della decisione richiama quanto stabilito dalla Consulta. Secondo i giudici della Corte costituzionale, il Collegio regionale di garanzia elettorale avrebbe esorbitato dai propri poteri, provocando una menomazione delle attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione Sardegna.

La Corte costituzionale ha evidenziato che il Collegio si sarebbe pronunciato “in ipotesi non previste dalla legge come cause di ineleggibilità”. In sostanza, nella motivazione dell’ordinanza impugnata, sarebbe stata prospettata una conseguenza non riconducibile alle fattispecie previste.

La Consulta ha esplicitato che non spettava allo Stato né, per suo conto, al Collegio di garanzia di affermare che “si impone la decadenza dalla carica del candidato eletto” e di disporre la trasmissione dell’ordinanza o ingiunzione al Presidente del Consiglio regionale per l’adozione del provvedimento di decadenza di Todde Alessandra.

ordinanza sul rendiconto spese campagna elettorale e contestazioni

L’ordinanza oggetto di passaggi giudiziari era stata adottata dopo l’esame delle spese sostenute dalla governatrice sarda durante la campagna elettorale per le elezioni regionali di febbraio 2024, in cui sarebbero state ravvisate irregolarità.

Tra le contestazioni rivolte ai giudici del collegio elettorale rientravano due elementi principali: la mancata apertura di un conto corrente dedicato per la raccolta dei finanziamenti destinati alla campagna elettorale e l’assenza di un mandatario elettorale. Tali aspetti erano considerati necessari per garantire trasparenza sui finanziamenti.

timeline richiamata: corte dei conti e richiesta di annullamento

Nel quadro delle vicende menzionate, l’11 marzo di un anno fa la Corte dei conti ha approvato le spese elettorali del M5s. Successivamente, un mese dopo, la procura di Cagliari ha presentato una richiesta volta a annullare la decadenza per le spese elettorali.

Alessandra Todde legittimata nel suo ruolo di presidente della Regione Sardegna, la decisione della Corte d’appello di Cagliari
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