Sistema sorrento intercettazioni tra ex sindaco e ras dei buttafuori condannato a 11 anni e preparazione alla battaglia
La commissione prefettizia d’accesso attivata a Sorrento sta ricalibrando la propria indagine alla luce di nuove evidenze emerse da intercettazioni telefoniche e da materiali acquisiti nell’ambito di verifiche su presunte infiltrazioni della criminalità nelle scelte politico-amministrative del Comune. Le conversazioni raccolte riguardano contatti tra l’ex sindaco Massimo Coppola e un intermediario ritenuto vicino al clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, delineando uno scenario di rapporti e scambi che ora viene valutato nel quadro più ampio delle attività della commissione.
commissione d’accesso e nuove intercettazioni telefoniche su sorrento
La commissione ha acquisito le trascrizioni di cinque telefonate avvenute tra il 25 dicembre 2019 e il 25 marzo 2020. Le chiamate risultano intervenute tra l’ex sindaco Massimo Coppola e un soggetto che fungeva da intermediario nei bar e nei locali notturni, considerato dagli inquirenti vicino al clan D’Alessandro.
Coppola, indicato come avvocato e, nel periodo, assessore uscente, si trovava agli arresti a partire dal 21 maggio per il procedimento collegato alla vicenda Tangentopoli del Sistema Sorrento. Le conversazioni avrebbero riguardato rapporti con una persona connessa a pr di discoteche. Tale soggetto, secondo quanto ricostruito, è poi stato condannato a 11 anni per diversi reati, tra cui l’imposizione con metodi estorsivi dell’assunzione di quattro buttafuori in un pub sorrentino.
scambi di favori e richieste collegate alle elezioni comunali
Le intercettazioni, svolte nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla polizia e coordinata dal pm della Dda di Napoli Giuseppe Cimmarotta (ora procuratore aggiunto a Nola), sembrano delineare un meccanismo di scambio tra soggetti inseriti in contesti legati alla politica e all’economia locale.
Nella ricostruzione, Coppola avrebbe parlato con l’intermediario e avrebbe riferito una frase interpretabile come un invito a predisporre un sostegno per un periodo successivo: la formulazione “di prepararsi alla battaglia” risulta verosimilmente collegata a una richiesta di appoggio in vista delle elezioni comunali del settembre 2020, poi vinte al ballottaggio.
servizi sociali e ricerca di una cooperativa per un socio di fatto
La dinamica descritta prevede anche un passaggio ulteriore: l’imprenditore coinvolto si sarebbe rivolto al politico chiedendo contatti utili a individuare una cooperativa a cui affidare per i servizi sociali un suo socio di fatto. Anche quest’ultimo sarebbe ritenuto dagli inquirenti vicino al clan D’Alessandro e, in quel momento, avrebbe avuto lo status di persona agli arresti domiciliari. Anche per lui è indicata una condanna a 11 anni nello stesso processo.
informativa di polizia senza rilevanza penale e ruolo della commissione
Un elemento considerato decisivo riguarda la presenza di conversazioni prive di rilevanza penale. Le tracce non risulterebbero utilizzate tra le ragioni dei processi e delle condanne, ma sarebbero state comunque inserite in una informativa di polizia. Il valore attribuito oggi è funzionale a ricostruire lo scenario di movimento degli indagati e a rianalizzare fatti e circostanze confluiti nella decisione del Prefetto di Napoli Michele Di Bari.
Il provvedimento di nomina di una commissione d’accesso sarebbe intervenuto a meno di tre mesi dalle elezioni previste per il 24 e 25 maggio a Sorrento, collocando l’azione amministrativa in una fase ravvicinata alle scadenze elettorali.
audizioni mirate e competenze della commissione prefettizia
La commissione risulta insediata il 6 marzo e, dopo l’avvio dei lavori, ha impresso una accelerazione all’inchiesta, con una possibile chiusura in tempi rapidi. Il compito attribuito al viceprefetto Vincenzo Chietti e alla squadra di investigatori non riguarda l’accertamento di reati, bensì la verifica di pressioni o condizionamenti malavitosi capaci di alterare la libera volontà degli organi politici e amministrativi. In presenza di tali elementi, l’ente locale può essere sciolto e commissariato per almeno 18 mesi.
documenti di appalti, assunzioni sospette e convocazioni di persone
Dopo l’insediamento, gli investigatori avrebbero avviato l’esame di documenti relativi a appalti e carte su alcune assunzioni considerate sospette, tra cui quella collegata al figlio di un camorrista. Nella fase iniziale sarebbero state inoltre effettuate convocazioni di diverse persone.
Tra i soggetti ascoltati risultano indicati Filomena Cappiello, ex vice sindaco, e Carmine Bucciero, ex vice comandante dei vigili urbani.
focus sulle campagne diffamatorie contro filomena cappiello e carmine bucciero
Durante la ricostruzione avviata dai commissari emerge un focus su campagne descritte come diffamatorie, persecutorie e ritorsive. Le campagne avrebbero colpito Cappiello e Bucciero nel periodo in cui risultavano impegnati nella giunta guidata da Coppola.
Le modalità indicate includono striscioni lungo le strade, vicino all’
