Salvini viola il silenzio elettorale con un post a favore del referendum
Un messaggio referendario dal tono inequivocabile torna al centro del dibattito pubblico: il leader del Carroccio ha pubblicato un post che esprime un endorsement diretto al “Sì” poco prima del voto sulla giustizia, in un momento in cui la normativa prevede il silenzio elettorale. La vicenda ha acceso reazioni e segnalazioni tra gli utenti, chiamando in causa la regola pensata per tutelare la libertà di scelta degli elettori nell’immediata fase pre-consultazione.
silenzio elettorale e endorsement al “sì”
Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha pubblicato sui propri profili social un chiaro sostegno al “Sì” in vista del referendum sulla giustizia. Il contenuto risulta, secondo quanto riportato, in contrasto con il silenzio elettorale previsto dalla legge.
La stessa fase pre-voto ha visto coinvolto anche l’altro vicepremier, Antonio Tajani, che su X avrebbe, in modo indiretto, infranto la misura condividendo un tweet del quotidiano Il Foglio sulla polemica con il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.
il contenuto del post di salvini
Il messaggio di Salvini, apparso alla vigilia del voto, si presenta come una card grafica con la scritta “SÌ” in grandi lettere maiuscole gialle su sfondo blu, accompagnata da una linea spessa gialla. La comunicazione, per formato e immediatezza, ha attirato l’attenzione di molti utenti, che hanno evidenziato la contravvenzione al divieto di propaganda nelle 24 ore precedenti l’apertura delle urne.
reazioni online e polemica sul rispetto della norma
Nei commenti sono emerse contestazioni concentrate sul presunto mancato rispetto del divieto. Le frasi riportate dagli utenti includono osservazioni come “La campagna referendaria è chiusa” e “Ci dovrebbe essere il silenzio elettorale”. L’attenzione si è quindi spostata dal merito del referendum alla regolarità del comportamento comunicativo nella fase immediatamente precedente al voto.
cosa prevede il silenzio elettorale
Il silenzio elettorale è una norma che vieta a tutti i soggetti politici di diffondere messaggi di propaganda relativi al voto nelle 24 ore che precedono l’apertura delle urne. Lo scopo indicato è garantire la libertà di scelta degli elettori, evitando influenze dell’ultimo minuto.
Alla luce di questa cornice, la pubblicazione del post con la scritta “SÌ” potrebbe, secondo quanto riportato, diventare oggetto di segnalazioni agli organi competenti per verificare eventuali violazioni della normativa.
precedenti e iterazione della polemica
Non si tratterebbe del primo episodio di mancata conformità da parte di Salvini alle regole considerate vincolanti. In base a quanto riferito, l’anno scorso, in occasione delle Europee, aveva chiesto di votare il suo partito per fermare “i bombaroli come Macron”. La ricostruzione proposta collega quindi l’attuale controversia a un precedente che ha alimentato discussioni sul rispetto della disciplina.
matteo salvini, antonio tajani e nicola gratteri
Sulla vicenda emergono più figure coinvolte, descritte come protagoniste dei rispettivi interventi nella fase pre-referendaria.
- Matteo Salvini
- Antonio Tajani
- Nicola Gratteri

