Referendum silvia truzzi cita i padri costituenti e avverte sul rischio per libertà e uguaglianza
Silvia Truzzi, giornalista e storica firma del Fatto Quotidiano, dal palco della serata evento La Costituzione è NOstra ricostruisce uno scorcio storico capace di spiegare le ragioni del voto No al Referendum sulla giustizia. La ricostruzione si concentra su passaggi della discussione in Aula tra i padri costituenti, intrecciando temi istituzionali e preoccupazioni relative all’effettività dei principi costituzionali.
referendum giustizia: il nodo dell’articolo 101 e la soggezione dei giudici alla legge
Al centro dell’intervento emerge la richiesta di rendere concreta l’impostazione dell’articolo 101. La giustizia, secondo quel principio, è amministrata in nome del popolo e i giudici risultano soggetti soltanto alla legge. Truzzi presenta questa esigenza come una preoccupazione condivisa dai Costituenti, descritta come distinta da quella legata ai nuovi equilibri politici successivi.
compromesso sul Csm in assemblea costituente: esclusioni e equilibri istituzionali
Truzzi richiama come il compromesso sul Csm nell’assemblea costituente prenda avvio dall’esclusione di soluzioni istituzionali definite estreme. Nel racconto viene messa in evidenza una logica di bilanciamento: da un lato la dipendenza dal potere politico, dall’altro la garanzia dell’autogoverno della magistratura inteso come pieno governo della funzione.
Durante i lavori, sottolinea la ricostruzione, il confronto risultava serrato. Il passaggio centrale, però, resta la ricerca di un assetto che renda effettiva la regola secondo cui la funzione giudicante deve restare ancorata alla legge, con un fondamento che non perda la propria capacità di tutela per i cittadini.
confronto tra costituenti e obiettivo di rendere effettiva la regola costituzionale
La narrazione insiste sul fatto che la preoccupazione comune fosse quella di rendere operativo l’articolo 101, mantenendo il vincolo dei giudici alla legge. In parallelo, viene richiamata una distanza tra quella preoccupazione storica e quella attribuita ai costituenti successivi, orientata a dinamiche differenti.
quando la politica entra nella giustizia: monito di Edmondo Caccuri
Come ultimo brano, Truzzi legge un intervento citato nell’Aula tra i padri costituenti. Il passaggio è attribuito a un democristiano, un magistrato, Edmondo Caccuri, presentato come figura emblematica. Le parole riportate avvertono che l’ingresso della politica nella giustizia mette a rischio la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.
Nel quadro del monito, una Costituzione che non impedisca tale pericolo non viene descritta come pienamente democratica: viene indicata come una Costituzione che prepara l’avvento di una dittatura, perché giustizia e libertà sono definite un binomio inscindibile.
contesto della serata evento La Costituzione è NOstra
La cornice scelta da Truzzi è quella di una serata evento dedicata al referendum sulla giustizia, nella quale la ricostruzione storica dei lavori dell’assemblea costituente serve a chiarire l’orientamento del No. I passaggi citati collegano il compromesso istituzionale al tema della soggezione del giudice alla legge, con un filo conduttore che ruota attorno alla tenuta democratica del sistema giudiziario.
nominativi citati
- Silvia Truzzi
- Edmondo Caccuri
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