Mobilitazione delle lavoratrici museali al Giardino di Boboli
In piazza e davanti al Giardino di Boboli si svolgerà una mobilitazione mirata a consolidare i diritti delle lavoratrici precarie impiegate nei musei toscani, in risposta all’assenza di stipendio da ottobre e al silenzio registrato da parte della Regione Toscana. La gestione dei servizi, legata alla stessa gara che coinvolge le Gallerie degli Uffizi, ha comportato una riduzione del personale e dei diritti, rendendo necessarie misure urgenti e verificabili. Una giornata di rappresentanza si intreccia con l’esigenza di una convocazione immediata dell’Unità di Crisi regionale, per definire interventi e risorse al servizio della tutela dei lavoratori e della continuità operativa. Contemporaneamente, è prevista una giornata di sciopero globale transfemminista, che unisce lavoratrici e studentesse in una mobilitazione per una cultura centrata sui diritti e sulle persone.
giardino di boboli: vertenza e mobilitazione delle lavoratrici precarie
La vertenza ruota attorno al mancato pagamento degli stipendi e alle condizioni di impiego precarie all’interno dei musei coinvolti. L’assenza di risposte dalla Regione Toscana alimenta la richiesta di un intervento tempestivo e di una puntuale attivazione dell’Unità di Crisi, strumento istituzionale deputato a coordinare la risposta politica ed economica alle criticità manifestate dai lavoratori.
aspetti chiave della protesta
- lavoratrici precarie non stipendiate da mesi
- garanzia di salari e diritti nel contesto museale
- coordinamento tra studenti e lavoratori per porre al centro la dignità delle persone
giornata di partecipazione e orari
- 9.00 – Piazza Santissima Annunziata: corteo delle studentesse
- 11.00 – Piazza Pitti: Giardini di Boboli
richieste rivolte alla regione toscana
La richiesta principale è la convocazione urgente dell’Unità di Crisi della Regione Toscana per definire misure concrete a sostegno delle lavoratrici, garantire la continuità salariale e tutelare i diritti fondamentali, in coerenza con la possibilità di una cultura pubblica aperta e rispettosa delle persone coinvolte.
