Italiani a sarajevo pagavano per uccidere civili durante l’assedio: il libro
Un’inchiesta che riaccende i riflettori su un periodo tra i più tragici della storia recente e su dinamiche rimaste a lungo avvolte dal silenzio. Lo scrittore Ezio Gavazzeni ha presentato a Milano il suo nuovo libro inchiesta “I cecchini del weekend”, un lavoro basato su testimonianze inedite che punta a ricostruire quanto accadeva a Sarajevo durante l’assedio del 1992-1996. Al centro dell’indagine c’è l’ipotesi di un coinvolgimento di persone straniere, incluse figure provenienti da paesi occidentali, legate a pagamenti e a una pratica di aggressione nei confronti di civili inermi.
“I cecchini del weekend”: ricostruzione dell’assedio di Sarajevo e delle accuse
Nel presentare il volume, Gavazzeni pone l’accento su un tema di fondo: l’omertà e la mancata prosecuzione di denunce già ricevute. La domanda che attraversa il racconto riguarda il perché le segnalazioni arrivate non abbiano portato a un’azione successiva, lasciando zone d’ombra sulla vicenda.
Le ricostruzioni contenute nel libro riguardano ciò che avveniva in Bosnia durante l’assedio di Sarajevo (92-96), quando ricchi stranieri, provenienti da diversi paesi occidentali, avrebbero pagato somme ingenti per sparare a persone inermi, in combinazione con i cecchini dell’esercito serbo bosniaco.
coinvolgimento di italiani e occidentali secondo Ezio Gavazzeni
Gavazzeni indica una stima numerica del coinvolgimento nel periodo tra il 1992 e il 1996: gli italiani sarebbero 230, mentre le persone provenienti dagli altri paesi occidentali sarebbero altrettante. L’osservazione porta a ipotizzare un fenomeno che avrebbe coinvolto circa 500 persone, con una quota in cui l’Italia inciderebbe per il 50%.
tariffario dei bersagli: bambini, giovani, donne e uomini
Nel quadro descritto dall’inchiesta, emerge anche un tariffario associato ai bersagli umani. Le categorie citate includono bambini, ragazze giovani, donne, uomini e ultraanziani.
La ricostruzione parla di una gerarchia dei prezzi: i bambini sarebbero stati la preda più ambita e avrebbero avuto un costo di circa 100 milioni di lire. Le ragazze giovani, tra i 15, 16 e 17 anni, sarebbero state valutate come i bambini. Per le donne il costo indicato sarebbe stato intorno ai 70 milioni, mentre per gli uomini circa 50 milioni. Quanto agli ultraanziani, in particolare agli ultraottantenni, il prezzo sarebbe sceso a meno di 20 milioni.
il dolore come misura centrale
Secondo la ricostruzione riportata, la vera unità di misura del tariffario non sarebbe stata soltanto il denaro. La valutazione sarebbe stata legata al dolore arrecato: maggiore era il dolore, maggiori sarebbero stati i soldi.
da libro a esposto: indagine della procura di Milano
Il lavoro di Gavazzeni non resta confinato alla pubblicazione. Grazie alla consulenza dell’ex magistrato oggi avvocato Guido Salvini e del legale Nicola Brigida, l’inchiesta si sarebbe tradotta in un esposto alla Procura di Milano. Da questo atto sarebbe partita un’indagine in pieno svolgimento, con l’obiettivo di arrivare a una verità anche giudiziaria sui fatti descritti, contribuendo a ridurre le aree di incertezza.
intelligence, Sismi e segnalazioni nel 1993
Nel quadro delle informazioni richiamate, Gavazzeni solleva anche la questione dell’eventuale conoscenza da parte di apparati statali. Secondo quanto dichiarato, dall’intelligence bosniaca si saprebbe che nel 1993 i militari dell’intelligence avrebbero avvertito la sede locale del Sismi riguardo a cecchini o cacciatori italiani sulle colline vicino a Sarajevo.
La risposta attribuita al Sismi sarebbe arrivata due mesi dopo. In base a quanto riportato da Gavazzeni, l’esito comunicato avrebbe sostenuto che i cacciatori sarebbero stati riconosciuti, intercettati e rimandati a casa, aggiungendo inoltre che il traffico sarebbe stato interrotto. La ricostruzione di Gavazzeni nega tale conclusione, affermando che si tratterebbe di una versione non vera.
protagonisti citati nell’inchiesta e nel percorso legale
All’interno della ricostruzione presentata emergono figure legate alla stesura del libro e alla fase successiva dell’esposto, oltre al nome dello scrittore che ne cura l’impostazione.
- Ezio Gavazzeni
- Guido Salvini
- Nicola Brigida