Giorno del ricordo, rampelli: interrogazione parlamentare su 41 istituti e pressione sulla scuola
La scuola finisce di nuovo nel mirino delle verifiche e delle segnalazioni politiche. Nel quadro di un controllo sempre più pervasivo sulle attività scolastiche, un episodio recente ha portato alla presentazione di un atto parlamentare che denuncia presunte mancate iniziative legate alla Giornata del Ricordo e chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito di attivare controlli. La vicenda, datata 12 marzo, si collega a quanto sarebbe dovuto accadere il 10 febbraio, alimentando un confronto acceso sul ruolo dell’istituzione scolastica e sul significato delle ricorrenze civili.
interrogazione parlamentare e richiesta di verifiche sulla giornata del ricordo
Con il deposito di un’interrogazione parlamentare, il primo firmatario Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera, ha segnalato 41 istituti scolastici che, secondo quanto riportato, non avrebbero partecipato alle iniziative previste per il 10 febbraio. La giornata è dedicata al tragico accadimento delle Foibe e viene indicata come oggetto di una commemorazione che avrebbe dovuto trovare adeguato riscontro nelle scuole.
L’interrogazione, oltre a richiedere al ministro Giuseppe Valditara l’avvio di verifiche, richiama le indicazioni diffuse per il Giorno del Ricordo, in cui si sottolinea la promozione di momenti di riflessione sul significato della ricorrenza. Il richiamo include anche l’attenzione alla centralità della persona nelle Linee guida dell’educazione civica, esplicitando un orientamento che dovrebbe incidere sulle attività didattiche e sulle iniziative collegate.
elenco delle scuole e riferimenti a presunti obblighi normativi
Nell’atto vengono riportati i nomi degli istituti che avrebbero fornito un “adeguato seguito” alle iniziative in questione soltanto in modo ritenuto insufficiente. Il testo include anche un ulteriore elenco riferito a scuole di Roma in cui, secondo la contestazione, gli indirizzi previsti da due leggi dello Stato sarebbero stati totalmente ignorati.
Le richieste indirizzate al ministro puntano a capire se il Governo intenda assumere iniziative di competenza affinché le istituzioni scolastiche adempiano alla commemorazione. Il richiamo normativo menziona la legge 92/2004, che ha istituito la giornata, e la modifica 16/2024, con un punto centrale: entrambe le norme citate non prevedrebbero alcun obbligo puntuale.
libertà d’insegnamento, collegi e responsabilità nella programmazione didattica
La contestazione dell’impostazione dell’interrogazione si concentra sul tema della non tassatività della legge e, di conseguenza, sull’idea che l’atto parlamentare risulti inopportuno. Al centro viene posta la libertà dell’insegnamento: la programmazione delle attività didattiche e progettuali, comprese le modalità di adesione alle ricorrenze civili, spetterebbe agli organi collegiali nel rispetto delle indicazioni ministeriali, senza l’obbligo di svolgere specifiche cerimonie con modalità predeterminate.
Il quadro viene letto anche come espressione di una pressione verso la scuola e le università pubbliche, interpretata come un clima di intimidazione e sospetto. In parallelo viene richiamata la dimensione costituzionale della libertà culturale e del ruolo dell’arte e della scienza, con un riferimento al principio della libertà nell’insegnamento.
richiesta dell’ufficio scolastico del lazio alle scuole: documentare diffusione e iniziative
Nello stesso giorno in cui viene depositata l’interrogazione, l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio invia alle scuole una richiesta per dimostrare se l’istituzione scolastica abbia garantito una adeguata diffusione e quali iniziative siano state intraprese in occasione del Giorno del Ricordo. La comunicazione risulta firmata dalla direttrice generale Anna Paola Sabatini.
La questione, nel racconto, non viene approfondita nel merito dell’effettivo svolgimento di riflessioni o attività da parte degli istituti indicati. L’attenzione si sposta su un passaggio più generale: la libertà di organizzare percorsi e impostazioni didattiche, ritenuta incompatibile con la logica di una verifica basata su liste e presunte inadempienze.
errori nella lista e contestazione dell’attendibilità delle “testimonianze raccolte”
La ricostruzione evidenzia anche l’esistenza di errori all’interno delle scuole “indagate”, almeno con riferimento a Roma. Viene citato un caso specifico: sarebbe indicato un liceo scientifico “Giovanni Vivona”, ma l’informazione risulterebbe errata, poiché l’istituto realmente presente sarebbe un liceo classico “Francesco Vivona”. Il contenuto sottolinea inoltre l’assenza di un riferimento storico o culturale rilevante per la denominazione attribuita.
Da qui nasce una critica sull’affidabilità della procedura che avrebbe condotto all’elenco, con la menzione di “testimonianze raccolte” poste alla base della lista, giudicate pretestuose e raffazzonate in base alle imprecisioni riscontrate.
risposta degli studenti e delle studentesse del liceo socrate
Alla sollecitazione e all’allarme generati dall’interrogazione, viene data evidenza alla voce degli studenti e delle studentesse del Liceo Socrate, indicato tra gli istituti romani sotto accusa. Il messaggio riportato descrive la volontà di rispondere non per difendersi, ma per riaffermare una posizione chiara sul ruolo della scuola.
Nel testo emerge che la scuola non dovrebbe essere considerata un luogo da controllare, bensì uno spazio in cui si forma pensiero critico. Viene contestata l’idea di aderire a una giornata di ricordo attraverso misurazioni basate su elenchi, sostenendo che il ricordo non può essere imposto con un decreto e che la commemorazione rischia di trasformarsi in strumentalizzazione quando diventa propaganda. Le parole concludono distinguendo tra memoria e manipolazione, tra confronto e imposizione.
giornata della memoria e riflessione sulle priorità dell’esecutivo
La narrazione si chiude con un riferimento a una ricorrenza successiva: il 21 marzo è indicata come Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La ricorrenza viene presentata come occasione che dovrebbe rimanere prioritaria anche per l’esecutivo, soprattutto in una fase in cui alcuni esponenti di governo risulterebbero coinvolti in difficoltà.
Nel testo finale si formula l’attesa di nuove iniziative parlamentari basate su liste di inadempienti, accompagnata da una valutazione sull’ipotesi che l’operazione possa effettivamente realizzarsi.
personaggi citati nell’episodio
- Fabio Rampelli
- Giuseppe Valditara
- Anna Paola Sabatini
- Antonello Giannelli
- studenti e studentesse del Liceo Socrate

