Garantire sicurezza ai pendolari tra Piemonte e Liguria
Un episodio recente ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza della linea dei giovi, evidenziando l’esigenza di azioni concrete per prevenire situazioni di rischio e migliorare la gestione delle emergenze lungo la tratta tra Piemonte e Liguria. Nel dibattito parlamentare è emersa una necessità di chiarezza sulle condizioni operative, sulle comunicazioni d’emergenza e sulle attività di manutenzione che interessano il tracciato interessato dai collegamenti veloci Torino-Genova. Il focus è stato posto sul tratto collegato a Novi Ligure, con particolare riferimento agli eventi verificatisi il 5 febbraio e alle ricadute sui pendolari della zona.
sicurezza sulla linea dei giovi al centro del dibattito regionale
In Aula è stato portato all’attenzione il caso del convoglio regionale RV 2113, partito da Torino e diretto a Genova. Dopo aver superato Mignanego, il treno avrebbe iniziato una frenata per contenere la velocità mentre si diffondeva fumo all’interno dei vagoni, generando momenti di tensione tra i passeggeri. Il mezzo si è fermato in galleria, tra Mignanego e San Quirico, con difficoltà nelle comunicazioni al 112 dovute all’assenza di segnale. Successivamente il convoglio è rimasto fermo sul viadotto di Campomorone per poi riprendere la corsa e giungere a Genova Piazza Principe con un ritardo di circa 45 minuti.
Si è chiesto quali interventi immediati siano stati predisposti dalla Giunta, in collaborazione con Trenitalia e Rfi, per evitare recidive e per rafforzare la manutenzione del materiale rotabile nonché la gestione delle emergenze. Il consigliere ha sottolineato l’esigenza di garantire la sicurezza dei pendolari tra Piemonte e Liguria, evidenziando la necessità di interventi tempestivi e coordinati tra enti locali e gestori della rete.
criticità emerse e spiegazioni ufficiali
cause tecniche e interventi in corso
Secondo quanto riferito dall’assessorato competente, i disagi sarebbero derivati da un inconveniente tecnico non prevedibile al freno di stazionamento. A questo si sarebbe aggiunto l’azionamento del freno di emergenza da parte di soggetti non identificati. Le attività di manutenzione risultano tracciate e non sarebbero emerse anomalie o difformità nelle procedure di emergenza.
gestione delle emergenze e segnalazioni
Si è inoltre precisato che i tempi di risposta e la gestione delle emergenze sono stati influenzati dall’assenza di segnaletica adeguata in alcuni tratti e dalla difficoltà di ricezione delle chiamate d’emergenza. La ricostruzione degli eventi ha evidenziato che il personale ha operato entro le pratiche previste, con un’attenzione particolare al ripristino della normalità operativa e alla minimizzazione dei disagi per i passeggeri.
azioni della giunta e responsabilità
L’assessore intervenuto ha spiegato che i disagi hanno richiesto un intervento coordinato tra la giunta, Trenitalia e Rfi, con un focus mirato sulla manutenzione del materiale rotabile e sull’aggiornamento delle procedure di emergenza. Le misure necessarie includono un rafforzamento della supervisione tecnica, una revisione delle schedule di intervento e un miglioramento delle reti di comunicazione in caso di segnali deboli o assenti. È stato sottolineato che non sono emerse anomalie di procedura durante le attività di manutenzione regolarmente tracciate.
Nel corso del confronto è emersa l’esigenza di un monitoraggio costante della linea e di azioni strutturali per prevenire il reiterarsi di episodi simili, includendo verifiche periodiche sui freni di stazionamento ed emergenza, nonché una maggiore chiarezza nelle comunicazioni con i passeggeri in caso di ritardi o interruzioni temporanee.
nominativi presenti
Nel testo sono citati i seguenti protagonisti:
- Pasquale Coluccio — consigliere regionale M5S
- Vignale — assessore regionale
- Gabusi — collega di Vignale