Decreto sicurezza, fermi preventivi agli anarchici senza garanzie

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Decreto sicurezza, fermi preventivi agli anarchici senza garanzie

Domenica mattina la Polizia ha eseguito 91 fermi preventivi nei confronti di un gruppo di anarchici a Roma. L’operazione ha riguardato persone che intendevano prendere parte a una manifestazione non autorizzata presso il Parco degli Acquedotti, organizzata per commemorare due compagni morti il 19 marzo a seguito dell’esplosione di un ordigno che stavano confezionando.

91 fermi preventivi a Roma nel Parco degli Acquedotti

Il presidio era stato vietato dalla Questura. Di conseguenza, i partecipanti sono stati bloccati all’ingresso del parco e identificati in applicazione del nuovo Decreto Sicurezza.

Secondo quanto riportato, l’intervento si è svolto in modo da coinvolgere tutti i partecipanti, senza che risultassero verificabili i presupposti necessari per l’adozione della misura.

contestazioni sulla misura e assenza di presupposti individuali

Gli avvocati della Rete di resistenza legale hanno contestato il fermo, sostenendo che fosse predisposto in forma generalizzata. La difesa indica che le persone fermate avrebbero avuto l’intento di partecipare a una commemorazione pacifica, portando solo fiori, in memoria di due attivisti scomparsi.

fermabilità e pericolo concreto per la manifestazione

La ricostruzione della difesa richiama il fatto che il fermo preventivo richiede un fondato motivo per ritenere che le persone fermate possano realizzare condotte idonee a determinare un concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione. Tale valutazione, secondo le indicazioni richiamate, deve basarsi su specifiche circostanze di tempo e di luogo, ad esempio possesso di armi, strumenti per il travisamento o artifici pirotecnici.

Nel caso descritto, viene sottolineato che tali elementi sarebbero stati assolutamente assenti.

precedenti penali o di polizia e accertamenti non verificabili

La difesa evidenzia anche che il provvedimento presuppone la verifica di precedenti penali o di polizia. Nel resoconto, tale verifica non risulterebbe stata compiuta o comunque sarebbe stata non verificabile al momento del fermo, richiedendo accertamenti individuali considerati incompatibili con interventi immediati e indiscriminati.

divieto della questura motivato in base all’ideologia

Nel testo riportato viene indicato che l’iniziativa era stata vietata perché ritenuta in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica, con riferimento a una presunta inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito. Le argomentazioni della difesa sostengono che questa impostazione non corrisponderebbe ai criteri richiesti per l’adozione del fermo preventivo, fondato su un pericolo concreto e su elementi verificabili.

garanzie, controllo giurisdizionale e critica alle tutele

Le contestazioni della Rete di resistenza legale si concentrano anche sulle criticità sul piano delle garanzie. Nel resoconto si afferma che il fermo preventivo non prevede alcun controllo giurisdizionale, né preventivosuccessivo. Ne deriverebbe, secondo la difesa, una compressione della libertà personale priva di tutele adeguate, ritenuta in contrasto con principi costituzionali legati a diritto di difesa, tutela contro gli atti della pubblica amministrazione e riserva di giurisdizione.

richiamo alle politiche emergenziali e al ruolo istituzionale

Nel testo è presente una lettura più ampia secondo cui le misure emergenziali rischierebbero di trasformarsi in strumenti ordinari di controllo sociale, con un progressivo indebolimento delle garanzie fondamentali.

Viene inoltre riportato che il fatto è stato commentato pubblicamente sui social dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, in riferimento all’intervento avvenuto nel contesto della commemorazione vietata.

Il passaggio finale della posizione esprime l’idea che, in esperienze pregresse, misure di emergenza possano essere applicate anche in ambiti di dissenso politico, fungendo da laboratori per pratiche repressive. La conclusione della Rete di resistenza legale ribadisce che la funzione difensiva viene considerata come presidio delle garanzie costituzionali.

nomi e figure citate

  • Giorgia Meloni (presidente del consiglio)
Decreto sicurezza, la Rete di resistenza legale: “Fermi al Parco degli Acquedotti effettuati senza garanzie”
Categorie: PoliticaCronaca

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