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Con il passare degli anni, la gestione della FIFA continua a stimolare giudizi diversi sul ruolo del vertice e sull’impatto delle scelte sportive sulla scena globale. In questo contesto, una figura storica del calcio internazionale rimarca una lettura critica della governance attuale, evidenziando tensioni tra leadership, organi decisionali e politica. Il tema emerge in concomitanza con il decimo anniversario della nomina del presidente in carica, mettendo a confronto prospettive diverse sulla direzione del calcio mondiale.
blatter critica Infantino e la governance della fifa
Secondo Joseph «Sepp» Blatter, l’assetto attuale della FIFA sarebbe dominato dal padrone unico del momento, con il Consiglio, composto da quasi quaranta membri, che verrebbe percepito come privo di voce. L’ex dirigente denuncia una dittatura interna dove la figura del presidente sembra assolvere a una funzione guidata da preferenze personali. Blatter sostiene che Infantino gouverni come un Re Sole e che non cerchi neppure le formalità tipiche di una presenza istituzionale equilibrata. La distanza dall’apparato deliberativo sarebbe sempre più marcata, al punto da provocare una sensazione di isolamento del vertice.
Nell’analisi, emerge anche una lettura della relazione tra la FIFA e la politica internazionale. Blatter parla di una complicità tra Infantino e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, evidenziando come quest’ultima sia guidata da necessità di consenso politico e commerciale legate al Mondiale 2026, in programma negli USA, in Canada e in Messico. A questo proposito, è menzionato il riferimento a un riconoscimento controverso affidato a Trump, per il quale Infantino sarebbe stato deferito al comitato etico della FIFA.
La discussione tocca anche aspetti di sicurezza e di contesto geopolitico. Blatter mette in discussione la conducibilità dell’evento negli Stati Uniti, citando come preoccupazioni di sicurezza legate agli sviluppi politici possano influire sull’andamento della manifestazione. Sul tema della Russia, l’ex dirigente afferma una posizione di distacco tra politica e sport, ritenendo che la partecipazione di atleti russi non debba essere automaticamente vietata: diverse federazioni hanno già trovato canali per coinvolgere atleti russi in differenti discipline, e Blatter cita esempi come le Paralimpiadi invernali in Italia.
Blatter respinge inoltre l’idea di boicottare la manifestazione sportiva, ritenendo che i protagonisti siano principalmente i giocatori che desiderano competere. Secondo la sua visione, la sostenibilità del calcio dipende dalla capacità di separare le valutazioni politiche dall’ambiente sportivo e di preservare la competitività delle nazioni partecipanti.
Nel contesto descritto emergono tre protagonisti principali:
- Joseph "Sepp" Blatter
- Gianni Infantino
- Donald Trump
