Meloni ironizza sul suo ritratto dopo le polemiche

• Pubblicato il • 3 min
Meloni ironizza sul suo ritratto  dopo le polemiche

Un fatto che intreccia arte sacra e cronaca politica ha acceso il dibattito intorno a un affresco nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. Al centro della discussione, un cherubino dal volto che alcuni hanno interpreto come somigliante a Giorgia Meloni. L’episodio ha portato a una serie di interventi istituzionali e repliche politiche, accompagnate da riflessioni sulle procedure di restauro e sulla tutela del patrimonio culturale.

giorgia meloni: cronaca del caso e l'affresco di san lorenzo in lucina

Il 31 gennaio 2026, una notizia relativa al restauro della basilica ha scatenato polemiche pubbliche. Secondo quanto riportato, un dettaglio dell’affresco raffigurante un cherubino sarebbe apparso riconducibile al volto della premier. No, decisamente non somiglio a un angelo è stata la risposta di Meloni, che ha commentato la situazione su una piattaforma sociale accompagnando il post con l’immagine del dettaglio che sarebbe stato attribuito al suo volto.

giorgia meloni: reazioni politiche e richieste di intervento

La vicenda ha innescato una dinamica politica: il Partito Democratico ha chiesto al ministro della Cultura Alessandro Giuli di attivare subito la Soprintendenza di Roma per verificare la vicenda, in relazione al recente restauro della basilica. Irene Manzi, capogruppo dem in commissione Cultura, ha sottolineato che l’ipotesi di un volto contemporaneo inserito nell’immagine potrebbe configurare una grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie e interventi non fondati su criteri scientifici e storico-artistici. La tutela del patrimonio culturale è descritta come una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi e richiede accertamenti e ripristino se necessario.

giorgia meloni: repliche interne e dichiarazioni

Risposte dall’interno del campo guidato da Meloni sono arrivate attraverso Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Cultura. “Siamo al delirio mistico” è stata la sua valutazione sull’atteggiamento dell’opposizione, definendo sconcertante la richiesta di verifica. Ha aggiunto che, oltre all’eventuale volto raffigurato, non si può escludere la possibilità di riferimenti politici e ha menzionato l’uso della par condicio come tema discutibile, ironizzando sull’ideazione di includere nel dettaglio anche volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. In chiusura, ha rimarcato che, al di là della lettura sull’affresco, è prioritaria la verifica della regolarità degli interventi e la tutela dell’autenticità storica del bene.

In una nota correlata, il responsabile della basilica ha commentato la questione con un’affermazione successiva: “Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema”.

persone nominate nel dibattito

  • giorgia meloni
  • alessandro giuli
  • irene manzi
  • susanna donatella campione
  • schlein
  • bonelli
  • fratoianni
  • conte
Categorie: PoliticaCronaca

Per te