Torino non è uno stato di polizia: l'appello delle Acli contro il modello autoritario del governo

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Torino non è uno stato di polizia: l'appello delle Acli contro il modello autoritario del governo

Una presa di posizione della presidenza delle Acli di Torino delinea una risposta ferma e mirata sui giorni successivi allo sgombero del centro sociale Askatasuna. La dichiarazione evidenzia preoccupazioni legate a un modello autoritario e pone l'accento sull'importanza di preservare spazi di partecipazione civica, invitando a mettere al centro il dialogo tra istituzioni, cittadini e comunità.

acli torinesi contro il modello autoritario e la perdita di spazio pubblico

acli torinesi descrivono la situazione post sgombero

La nota richiama una realtà accentuata da segnali di tensione: Polizia, muri, idranti, scuole chiuse, strade vuote e una forte amarezza. Si parla di un quartiere militarizzato e di una sproporzione inaudita di forze che alimenta una deriva repressiva, capace di soffocare il confronto e desertificare gli spazi sociali.

acli torinesi spiegano le ragioni della critica

Secondo la lettera, dietro lo sgombero emergono volontà mirate a criminalizzare il dissenso e a colpire le forme di partecipazione dal basso, cancellando un laboratorio cittadino promosso dall’Amministrazione e costruito sul dialogo e sulla possibilità di immaginare un bene comune condiviso, nel rispetto delle regole e della legalità.

acli torinesi invitano al dialogo e al ripristino degli spazi di partecipazione

acli torinesi promuovono un percorso di dialogo generativo

La comunicazione descrive l’intervento come una rinuncia collettiva di fronte a una prova di forza che privilegia la propaganda e il rancore, invece di aprire opportunità di costruzione sociale. L’appello è non spegnere la scintilla del dialogo, sostenere un confronto maturo e abitare il conflitto senza trasformarlo in scontro, affinché la città rimanga laboratorio aperto e piazza viva, luogo di incontro e generazione di futuro.

La lettera conclude con l’auspicio che il percorso di dialogo intrapreso con l’amministrazione possa riprendere, riconoscendo ostacoli e la necessità di una relazione costruttiva tra le diverse componenti della comunità.

Askatasuna, la lettera delle Acli alla città: “Torino non è uno stato di polizia. Vogliono criminalizzare il dissenso”
Categorie: PoliticaCronaca

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