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Un'operazione coordinata tra forze dell'ordine ha rivelato una rete che impiegava enti di beneficenza per sostenere attività collegate a un gruppo estremista. L’intervento ha portato all’arresto di nove indagati e all’adozione di misure cautelari nei confronti di altri soggetti, con la custodia in carcere anche per tre associazioni coinvolte. Nell’ambito dell’indagine, è stata eseguita anche l’esecuzione di ordini di custodia cautelare e sono stati presi provvedimenti nei confronti di un’associazione presidenziale.

finanziamento delle attività terroristiche attraverso associazioni di beneficenza

Gli elementi acquisiti indicano che il finanziamento delle attività terroristiche sarebbe avvenuto per un ammontare di circa sette milioni di euro, facilitato da operazioni di triangolazione finanziaria tramite associazioni con sede all’estero e destinato a sostenere Hamas, oppure a favore di esponenti associati all’organizzazione. Le transazioni avrebbero coinvolto bonifici bancari e altre modalità che hanno permesso di aggirare i controlli nazionali.

Le indagini hanno preso avvio dall’analisi di operazioni finanziarie sospette e si sono sviluppate grazie a uno scambio di informazioni tra uffici inquirenti italiani e autorità dei Paesi Bassi e di altri Stati membri dell’Unione europea. L’attività investigativa ha evidenziato il coinvolgimento di tre associazioni di beneficenza operanti oltre confine, ritenute strumentali al sostegno delle attività illecite.

Gli investigatori hanno documentato come le risorse potessero essere destinate a entità dichiarate illegali dallo Stato di Israele o a soggetti direttamente collegati a Hamas, con riferimenti specifici a figure che avrebbero richiesto tale supporto finanziario. Parallelamente, è stata messa in evidenza una rete che, pur presentandosi come aiuto umanitario, avrebbe facilitato il flusso economico per la gestione di operazioni legate all’organizzazione.

Durante l’attività di indagine si è sottolineata la necessità di una stretta collaborazione tra le articolazioni investigative nazionali e le autorità estere, al fine di definire con precisione i flussi e i legami tra le associazioni coinvolte e i versanti operativi di Hamas. Il quadro generale è stato descritto dagli organi di governo come una situazione che richiede una vigilanza elevata, mantenendo però ferma la presunzione di innocence per i soggetti coinvolti a questa fase.

Nel corso dell’operazione è emersa la presenza di una figura di rilievo tra gli arrestati legata al contesto associativo. Gli sviluppi hanno consolidato l’idea di una rete strutturata che utilizzava canali legali per sostenere finalità illegali, con una attenzione particolare rivolta alle dinamiche internazionali di finanziamento.

Il ministro dell’Interno ha rimarcato che, nonostante la necessaria presunzione di innocenza, l’indagine ha fatto emergere comportamenti che, sotto il pretesto di aiuti alle popolazioni palestinesi, celavano partecipazioni a operazioni estremiste. È stata annunciata la massima attenzione da parte del governo su tali fenomeni.

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Oggi è il 27-12-2025

tra i soggetti indicati dagli inquirenti emergono i seguenti nominativi:

  • Mohammad Hannoun, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas e vertice della cellula italiana dell’organizzazione.
  • Osama Alisawi, ex ministro del governo di fatto di Hamas a Gaza, che sollecitava il sostegno finanziario.
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Categorie: PoliticaCronaca

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