Assolto per le morti in piste ciclabili: "Il fatto non sussiste

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Assolto per le morti in piste ciclabili: "Il fatto non sussiste

In ambito giudiziario milanese, due procedimenti abbreviati hanno portato all’assoluzione di Marco Granelli, ex assessore comunale alla Mobilità, insieme a tre dirigenti di Palazzo Marino, in relazione a presunte irregolarità nella realizzazione di piste ciclabili. Le cause hanno riguardato la morte di due donne in incidenti stradali, attribuite a dinamiche complesse tra traffico veicolare e infrastrutture dedicate alle biciclette.

granelli assolto dall’omicidio stradale legato alle piste ciclabili a milano

Le due vicende hanno visto la partecipazione di figure pubbliche e professionisti incaricati della pianificazione della viabilità. Le motivazioni di assoluzione sono state formulate dal giudice per l’udienza preliminare Alberto Carboni, che ha ritenuto assenti elementi causali tra l’operato amministrativo e gli esiti tragici, non ostacolando i principi di sicurezza stradale.

dinamiche processuali e esiti

Nell’ambito del primo fascicolo relativo alla morte di Cristina Scozia, avvenuta il 20 aprile 2023, era stata sollevata contestazione su elementi come l’assenza di cordoli di separazione tra carreggiata e ciclabile e una segnaletica poco chiara. L’accusa avanzava che la gestione della viabilità avesse contributo al tragico incidente, provocando un angolo cieco per il mezzo pesante coinvolto.

Nell’altro procedimento, riguardante la morte di Veronica D’Incà (investita da un camion il 1 febbraio 2023), erano state contestate le stesse criticità in relazione alla pista ciclabile interessata e agli interventi di regolamentazione della circolazione. In entrambe le cause la procura aveva chiesto condanne specifiche per Granelli e per i dirigenti imputati, oltre a una pena per l’autotrasportatore coinvolto, che ha optato per un patteggiamento.

ruolo della pubblica amministrazione e della sicurezza stradale

La difesa ha sostenuto che i comportamenti dell’amministrazione fossero conformi al codice della strada, con consulenze che hanno sottolineato l’assenza di relazione causa-effetto fra l’operato tecnico e gli esiti letali. La giurisprudenza emessa ha chiarito che la responsabilità non emerge automaticamente dall’organizzazione della viabilità, soprattutto quando emergono condizioni esterne non prevedibili e misure di sicurezza complementari potrebbero essere attuate per ridurre i rischi.

In sala sono state evidenziate le responsabilità attribuite alla pianificazione e alla gestione della mobilità cittadina, ma la sentenza ha ritenuto insufficienti gli elementi per configurare l’omicidio stradale a carico di Granelli e dei dirigenti. Hanno chiuso i procedimenti anche altri elementi di prova e la valutazione delle prove tecniche raccolte nel corso delle verifiche.

La reazione dell’assessore e le riflessioni sull’evoluzione della mobilità urbana hanno confermato l’importanza di interventi mirati per proteggere pedoni e utenti deboli, e di una continua verifica delle infrastrutture e della segnaletica per evitare nuove situazioni di pericolo.

Nel paragrafo che segue vengono indicati i protagonisti nominati nelle procedure:

  • Marco Granelli
  • Cristina Scozia
  • Veronica D’Incà
  • Barbara Benzi
  • Mauro Clerici
  • Tiziana Siciliano
  • Franco Rossi Galante
Milano, vittime in incidenti stradali sulle piste ciclabili: assolto l’assessore comunale Granelli perché “il fatto non sussiste”
Categorie: PoliticaCronaca

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