Wwf italia, 60 anni di impegno tra clima e natura: le sfide future
La transizione dal racconto sulla fauna selvatica alla crisi climatica non è un cambio di argomento, ma una presa d’atto: i problemi ambientali si intrecciano e le scelte di oggi determinano gli ecosistemi di domani. In occasione dei sessant’anni di vita dell’associazione, il WWF Italia presenta il percorso che ha portato a unire la conservazione della biodiversità con un attivismo climatico più radicale, evidenziando un messaggio chiaro: la tutela della natura e la risposta al riscaldamento globale sono legate a doppio filo.
campagna “il panda siamo noi” e collegamento tra biodiversità e clima
Il passaggio verso il tema climatico viene descritto attraverso iniziative e comunicazioni mirate, come la campagna “Il Panda siamo noi”. L’impostazione centrale sostiene che, se oggi il panda appare in condizioni migliori rispetto a sessant’anni fa, la minaccia crescente riguarda l’essere umano: il mutamento climatico e la scarsa capacità di risposta espongono nuove fragilità. Nella narrazione proposta emergono due punti convergenti: l’insufficienza delle misure e la persistenza delle fonti fossili.
Luciano Di Tizio, giornalista e naturalista, presidente del WWF Italia, collega il quadro attuale a una necessità di accelerazione: l’associazione segnala di essere ancora indietro nel contrasto al riscaldamento globale e richiama, a titolo di esempio, anche scelte politiche considerate non allineate alle aspettative di tutela ambientale.
come era l’ambientalismo negli anni sessanta e perché il WWF ha cambiato rotta
Negli anni Sessanta, secondo quanto ricostruito, l’ambientalismo non era ancora strutturato come idea riconoscibile nell’immaginario contemporaneo. La situazione descritta riguardava contesti e comportamenti molto diversi, con condizioni peggiori sul piano delle attitudini: l’Italia risultava in pieno boom economico, con industrializzazione rapida e consumo di suolo diffuso. In parallelo, veniva indicata una realtà in cui la caccia era aperta per periodi più lunghi e la presenza dei lupi poteva essere oggetto di caccia prolungata, con una drastica pressione sulla fauna.
In questo scenario, il WWF viene descritto come determinante nel cambiare percezioni e pratiche: tra gli esempi citati, il passaggio dall’immagine del lupo “cattivo” a quella di una specie in pericolo. Vengono inoltre ricordate campagne contro pesticidi e distruzione degli habitat, presentate come leve decisive per riorientare la sensibilità pubblica.
tappe del percorso del WWF Italia
Il racconto del cammino associativo parte dalla nascita nel 1966, cinque anni dopo il WWF Internazionale. Nei primi passi viene collocata una prima oasi realizzata ad Orbetello e Burano nel 1967, insieme a un’organizzazione progressiva di attività sul territorio.
operazione san francesco e riconquista dell’appennino
Nei primi anni Settanta, viene richiamata l’“Operazione San Francesco”. L’iniziativa, realizzata insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo (come allora denominato), è descritta come un insieme di studio, coinvolgimento delle popolazioni e pressione sui decisori politici, con un contributo ritenuto fondamentale per la tutela del lupo. In quel periodo, la presenza della specie veniva indicata come limitata a poche unità, solo in Abruzzo e in Calabria. La situazione attuale viene presentata come un avanzamento significativo: il lupo avrebbe riconquistato l’Appennino e non solo.
sfida del 10% e sviluppo delle aree protette
Negli anni Ottanta, l’associazione avrebbe promosso la “sfida del 10%”, da cui sarebbero derivate norme e strumenti come la legge quadro sulle aree protette e la nascita di nuovi parchi.
dal 1992 ai negoziati internazionali
Dagli anni Novanta, il WWF partecipa attivamente ai negoziati internazionali. Tra i riferimenti riportati, compare il Summit della Terra di Rio de Janeiro del 1992.
campagne recenti e obiettivi su marine, terrestri ed ecosistemi degradati
Gli ultimi anni vengono descritti come caratterizzati da un insieme di campagne e battaglie su più fronti. Tra le azioni citate: campagne contro la plastica, iniziative per la tutela degli impollinatori, impegni su una pesca sostenibile e attività a difesa delle foreste.
Nel quadro politico e normativo, l’associazione richiama la battaglia per l’ambiente in Costituzione e l’attenzione verso normative come la Nature Restoration Law. Le priorità indicate riguardano la tutela del 30% delle aree marine e terrestri entro il 2030 e l’obiettivo di riportare in salute almeno il 20% degli ecosistemi degradati.
presenza sul territorio, rapporto con le istituzioni e organizzazione
Il WWF Italia viene presentato come un soggetto radicato in tutto il Paese, con strutture locali, oasi, delegati regionali e guardie ambientali. Viene anche indicato un numero complessivo di sostegno: oltre 100.000 iscritti e simpatizzanti. Accanto al supporto, vengono citate alcune migliaia di attivisti che presidiano i territori, lavorano nelle oasi o operano come guardie ambientali.
Il rapporto con le istituzioni viene descritto come orientato alla collaborazione: con istituzioni e aziende l’obiettivo sarebbe lavorare insieme perché il cambiamento, secondo questa impostazione, passa attraverso il coordinamento. L’attenzione critica si concentra sul fatto che, nel giudizio riportato, le istituzioni ascoltano meno rispetto alle trasformazioni in atto in diversi ambiti aziendali.
ddl caccia, infrazione europea e sicurezza nella natura
Il disegno di legge sulla caccia viene descritto in termini fortemente critici. Se approvato, secondo la posizione espressa, porterebbe a una procedura d’infrazione europea. Viene inoltre segnalato un conflitto con la Costituzione e richiamato un argomento pratico legato alla sicurezza: consentire di sparare in contesti diffusi aumenterebbe il rischio di incidenti, anche per chi non è cacciatore e desidera fruire della natura senza pericoli.
destra e ambiente, negazionismo climatico e necessità di pianificazione
Il problema climatico viene definito serio e quindi, nella ricostruzione proposta, risulta grave che esponenti di Stato possano essere presentati come negazionisti o come contrari alla scienza. Negli esempi riportati rientrano affermazioni secondo cui il caldo sarebbe una condizione esistente da sempre o che non si tratti di un problema. La risposta considerata necessaria viene collegata alla mancanza di consapevolezza e all’incapacità di elaborare una programmazione seria per un tema mondiale di ampia dimensione.
La politica viene descritta come orientata a una visione a breve termine: sarebbe necessaria una prospettiva strategica e ultradecennale per uscire dai combustibili fossili e potenziare le rinnovabili, con un riferimento esplicito a decisioni condizionate da dinamiche elettorali.
fauna in pericolo e crisi climatica: un legame diretto
La questione della fauna in pericolo viene collegata alla crisi climatica senza separarne le cause. La crisi della biodiversità, collegata al clima e ai comportamenti umani, viene indicata come fonte di problemi per l’uomo: viene citato l’impatto su alimentazione e crisi degli impollinatori. Il tema climatico, secondo la ricostruzione, potrebbe essere più percepibile, ma richiede una spiegazione corretta.
piogge non meno numerose, ma distribuite diversamente
Tra gli esempi di comunicazione, viene riportato che non sarebbe vero che in Italia ci sia meno acqua di prima; il cambiamento riguarderebbe la modalità con cui la pioggia cade: la stessa quantità risulterebbe concentrata in pochi giorni, creando problemi enormi.
prevenire è meglio che curare: suolo, città verdi e Pnrr
Il principio indicato come centrale è che prevenire è molto meglio che curare. L’associazione collega l’efficacia delle misure a un cambiamento delle pratiche: smettere di consumare suolo e costruire in aree a rischio garantirebbe vantaggi concreti. Viene inoltre richiamata la possibilità di depavimentare e realizzare aree urbane verdi, con un obiettivo descritto: abbassare le temperature nelle città.
Nel quadro urbano viene citato il Pnrr come occasione sprecata, segnalando che l’impegno richiesto sarebbe realizzabile qualora fosse presente volontà politica.
principali figure menzionate
- Luciano Di Tizio
- Fulco Pratesi
