Trump riunisce 67 Paesi contro il terrorismo di estrema sinistra, c’è anche l’Italia

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Trump riunisce 67 Paesi contro il terrorismo di estrema sinistra, c’è anche l’Italia

Delegazioni provenienti da 67 paesi si sono incontrate a Washington, presso il Dipartimento di Stato, per un summit dedicato a quella che l’amministrazione Trump descrive come una recrudescenza del terrorismo politico di estrema sinistra. L’iniziativa, inserita nel quadro delle politiche antiterrorismo statunitensi, ha acceso un acceso confronto: da un lato il coordinamento internazionale chiesto dall’amministrazione, dall’altro i timori di organizzazioni per le libertà civili e di ex funzionari, secondo cui l’etichetta verrebbe utilizzata anche per colpire l’opposizione e le forme di protesta.

summit al dipartimento di stato su terrorismo politico di estrema sinistra

La parte pubblica della riunione ministeriale sulla recrudescenza del terrorismo politico ha visto la presenza del Segretario di Stato Marco Rubio. Nel suo intervento, Rubio ha ribadito l’obiettivo di coordinarsi a livello internazionale di fronte a una minaccia rinnovata, descritta come rimasta a lungo fuori dal focus della comunità internazionale sul contrasto al terrorismo.

Rubio ha collegato il problema a una serie di episodi indicati come concreti e ricorrenti, citando aggressioni contro leader politici, attacchi con armi da fuoco, sabotaggi di attività e infrastrutture, oltre a violenze verso agenti di polizia. Da questa cornice è emersa la richiesta di una risposta decisiva, con un messaggio che richiama l’idea di annientare definitivamente la minaccia.

“vertice antifa” e timori per la politicizzazione del contrasto

L’iniziativa è stata associata, in modo informale, a un possibile “vertice Antifa”. Le organizzazioni statunitensi impegnate nella tutela delle libertà civili temono che l’azione di Rubio rientri in un più ampio disegno volto a indirizzare contro attività di protesta legittime e avversari politici, invece di concentrarsi sulle reali minacce alla sicurezza americana.

Secondo diversi ex funzionari, la questione sarebbe stata politicizzata dall’amministrazione. La minaccia attribuita alla “sinistra radicale” viene considerata non paragonabile, per natura e per livello di pericolosità, a quella rappresentata da gruppi come Isis o dagli estremisti di destra. Inoltre, viene richiamato come nella strategia antiterrorismo pubblicata a maggio non emergesse lo stesso livello di attenzione dedicato a quella categoria di rischio.

coordinamento internazionale contro reti interconnesse

Rubio ha però sostenuto che la minaccia avrebbe carattere internazionale e non riguarderebbe solo gli Stati Uniti. In questo contesto ha descritto il fenomeno come non riconducibile a cellule isolate, ma piuttosto a reti interconnesse: gruppi capaci di coordinarsi, comunicare, viaggiare, addestrarsi e agire congiuntamente, con condivisione di infrastrutture, nemici e finalità.

Per l’amministrazione Trump, l’azione di contrasto mira alla costruzione di una rete di informazioni e intelligence, a strategie coordinate per le forze dell’ordine e a interventi mirati per colpire e smantellare le reti finanziarie collegate a questi gruppi. Nell’uso della retorica del summit, il messaggio finale richiama la necessità di procedere “mattone dopo mattone” per difendere la comunità civile.

risposta della casa bianca: strumenti legittimi e fallimento delle tattiche

A rinforzare l’impostazione dell’amministrazione è intervenuto anche Stephen Miller, vicecapo gabinetto della Casa Bianca, secondo cui occorrerebbe avvalersi di ogni strumento lecito e legittimo per garantire che la giustizia venga fatta. Miller ha inoltre affermato che le tattiche e le tecniche impiegate da queste formazioni finiranno inevitabilmente per fallire.

partecipazione internazionale e livello operativo delle delegazioni

Al di oltre della retorica, la partecipazione dei paesi coinvolti—spanning da Argentina fino a Singapore—è stata descritta come non particolarmente valorizzata, con dettagli limitati fino alle fasi finali dell’iniziativa. Tra i partecipanti risultano presenti soprattutto delegazioni europee, oltre a rappresentanti di nazioni asiatiche e di paesi dell’emisfero occidentale.

In area medio-orientale, viene indicato Israele come unico paese presente. In più, molte delegazioni non sarebbero state guidate dai ministri degli Esteri, ma da funzionari tecnici o di livello operativo. Come ragione della presenza non ministeriale, diversi interlocutori hanno richiamato aspetti di calendario: gli inviti sarebbero stati inviati solo a inizio luglio e l’agenda avrebbe mantenuto un livello di chiarezza insufficiente fino all’ultimo momento.

italia e criteri di inserimento nelle liste terroristiche

Per l’Italia ha preso parte alla riunione Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni di Fdi. La partecipazione italiana sarebbe servita, in particolare, a prendere nota dei criteri utilizzati dagli Stati Uniti per includere alcune organizzazioni straniere nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.

Secondo quanto riportato, tra le realtà menzionate rientrerebbe anche la Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale associata a Alfredo Cospito. Sul versante delle domande rivolte a Washington, il Dipartimento di Stato avrebbe riferito che alleati e partner segnalano alle autorità statunitensi come la violenza politica di estrema sinistra risulti “molto più sofisticata” e “più difficile” da contrastare rispetto a quella di estrema destra, da tempo al centro dell’attività antiterrorismo.

ordini esecutivi e strategia antiterrorismo: riferimenti all’estrema sinistra

Il vertice viene collegato alla strategia antiterrorismo di Trump pubblicata a maggio, che include tra le tre principali categorie di gruppi terroristici minacciosi per l’America gli “estremisti di sinistra violenti”, compresi anarchici e antifascisti. Nella strategia non sarebbe invece presente un riferimento analogo alla violenza dell’estrema destra.

Viene richiamato anche un ordine esecutivo firmato da Trump lo scorso settembre, con cui Antifa sarebbe stato designato come organizzazione terroristica interna. Nel testo viene indicata l’associazione di Antifa a una configurazione “militarista e anarchica” che invoca il rovesciamento del governo e delle forze dell’ordine, oltre all’uso di “mezzi illegali” per organizzare e attuare una campagna di terrorismo a livello nazionale.

studio e contesto statistico sugli attacchi di sinistra e destra

Ricercatori hanno messo in guardia contro un approccio unilaterale del governo americano al terrorismo politico. Uno studio del Center for Strategic and International Studies rileva che il 2025 rappresenta la prima volta in oltre tre decenni in cui gli attacchi terroristici di matrice di sinistra avrebbero superato quelli di estrema destra. Lo stesso studio sottolinea però che l’incremento sarebbe partito da livelli iniziali molto bassi e che, nonostante l’aumento, i numeri resterebbero ben al di sotto dei livelli storici di violenza attribuibile ad autori di destra e di matrice jihadista.

partecipanti nominati nel contesto italiano e citazioni rilevanti

  • Emanuele Prisco
  • Marco Rubio
  • Stephen Miller
  • Alfredo Cospito

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