Trump denuncia attacco allidentità americana e nega ogni comunismo: il messaggio dopo il caso

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Trump denuncia attacco allidentità americana e nega ogni comunismo: il messaggio dopo il caso

Donald Trump ha celebrato il 250° anniversario degli Stati Uniti con un discorso di circa trenta minuti tenuto a Mount Rushmore, in South Dakota, davanti ai volti scolpiti di George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Teddy Roosevelt. Dal monumento simbolo della storia americana, il presidente ha legato la ricorrenza nazionale alla propria visione di forza e identità, insistendo su temi di potenza internazionale e su un allarme politico interno.

discorso del 250° anniversario degli stati uniti: “paese più potente della terra”

Durante la cerimonia, Trump ha definito gli Stati Uniti “la nazione di maggior successo”, “più realizzata ed eccezionale” nella storia dell’umanità. Ha descritto la serata come un momento di celebrazione per 250 anni di indipendenza e per la libertà americana, qualificando l’evento come uno dei giorni più significativi della storia mondiale. Il presidente ha quindi rivendicato un onore personale, presentandosi come “il vostro presidente” nel contesto della ricorrenza.

orgoglio nazionale e messaggio sull’identità americana

Trump ha collegato l’identità statunitense a un’idea di capacità di fronte alle difficoltà: mostrare una montagna significherebbe scalare, mostrare un oceano comporterebbe attraversarlo, mentre un problema verrebbe risolto. Nel discorso ha inoltre sostenuto che ciò che rende gli americani unici e straordinari risiederebbe nella volontà di restituire al Paese la sua identità e nel legame con la libertà.

Il presidente ha aggiunto che non sarebbe indispensabile essere nati nel territorio, ma sarebbe necessario amare ciò che è stato costruito e amare il proprio Paese.

minaccia comunista e radicalismo interno: i passaggi centrali del discorso

Nell’impostazione del discorso, Trump ha posto l’accento sulla “minaccia comunista” e sull’attacco all’identità da parte del radicalismo interno. Il comunismo è stato presentato come nemico e minaccia mortale per la libertà americana, con un paragone riferito all’evento dell’11 settembre.

il comunismo come “nemico della costituzione”

Trump ha definito il comunismo “il nemico della Costituzione” e “il nemico del 4 luglio 1776”. Ha descritto il comunismo come l’opposto di vita, libertà e ricerca della felicità, collegandolo a morte, tirannia e perseguimento del male. Nel corso della parte oratoria dedicata alla minaccia politica, ha ribadito l’impegno affinché i cittadini statunitensi riescano a sconfiggere il comunismo dalle coste e a mandarlo in esilio una volta per tutte, affermando: “L’America non sarà mai un paese comunista!”.

rinascita della minaccia e arrivi nel paese

Nel delineare la situazione attuale, Trump ha parlato di una rinascita della minaccia comunista, anche attraverso nuovi arrivati che, secondo quanto affermato, avrebbero idee in contrasto con lo stile di vita e con il successo degli Stati Uniti.

prospettive future e risultati rivendicati: “il meglio deve ancora venire”

Verso la chiusura della prima parte del messaggio, Trump ha sostenuto che “il meglio deve ancora venire” per gli Stati Uniti. Ha indicato una lista di risultati—citando anche le Olimpiadi—che, a suo dire, dimostrerebbero la superiorità americana rispetto agli altri paesi. Ha inoltre sostenuto che per 250 anni il mondo intero avrebbe guardato agli Stati Uniti traendo ispirazione dai progressi, dalle imprese e dagli atti di altruismo, fede e speranza realizzabili, secondo la sua ricostruzione, soprattutto nel paese.

politica interna e metà mandato: filibuster e Save America Act

Trump ha inserito nel discorso riferimenti alla politica domestica, collegandosi alle elezioni di metà mandato del Congresso previste il prossimo novembre. Ha sostenuto che la possibilità di perdere quelle elezioni dipenderebbe da scelte politiche e da un comportamento definito sciocco e imprudente. Nel suo ragionamento ha indicato la necessità di porre fine al filibuster e di votare immediatamente a favore del Save America Act.

In seguito, ha affermato con enfasi che, adottando queste misure, la sconfitta elettorale non si verificherebbe per 100 anni.

età dell’oro e traguardo storico

Il presidente ha poi dichiarato che il paese starebbe raggiungendo un traguardo senza precedenti e che la ricorrenza non rappresenterebbe una fine, ma l’inizio di un’età dell’oro dell’America, dopo due secoli e mezzo.

mount rushmore e l’idea del “volto” del tycoon

Prima di entrare nel merito delle tematiche politiche, il contesto della visita a Mount Rushmore è stato interpretato anche come un passaggio simbolico. Il discorso si è inserito in un quadro in cui Trump aspira a essere celebrato con un riconoscimento ancora più visibile, oltre alle intitolazioni ricordate: un edificio federale a Washington, alcune navi da guerra della marina, un aeroporto a Palm Beach, in Florida, e un nuovo conto di risparmio governativo.

In passato, secondo quanto riportato, la Casa Bianca aveva valutato la fattibilità di aggiungere un volto del tycoon al monumento. Indagini geotecniche avrebbero escluso categoricamente l’ampliamento, richiamando la fragilità della roccia.

cenno alla guerra con l’iran nel finale del discorso

Poco prima di terminare, Trump ha fatto anche un breve riferimento al conflitto con l’Iran. Ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero “fatto a pezzi” l’Iran e che, secondo la sua ricostruzione, le parti avrebbero desiderato un accordo. Nel commento conclusivo ha aggiunto che sarebbe stato concesso tempo per un accordo, richiamando l’idea di una concessione definita come una settimana di ferie.

principali riferimenti presenti nel discorso

  • donald trump
  • george washington
  • thomas jefferson
  • abraham lincoln
  • teddy roosevelt
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