Suore clarisse di belorado scisma e storia tra cioccolatini e rischio 12 anni di carcere
Le ex clarisse scismatiche di Belorado sono al centro di un procedimento giudiziario che riguarda presunti maltrattamenti e abbandono ai danni di cinque consorelle anziane. La procura spagnola e la parte civile chiedono dodici anni di reclusione per ciascuna delle sette imputate, mentre il gruppo di religiose respinge ogni addebito e parla apertamente di una “caccia alle streghe”.
accuse contro le ex clarisse scismatiche di belorado
Secondo quanto comunicato dalle stesse religiose, la richiesta formulata in sede giudiziaria riguarda sette ex clarisse scismatiche legate a Belorado, in Spagna. Il nodo centrale delle contestazioni è l’ipotesi di aver maltrattato e abbandonato cinque consorelle anziane.
Nel comunicato, le imputate dichiarano di respingere integralmente le accuse e definiscono l’iter come una “caccia alle streghe”. La posizione emerge anche collegando la vicenda a un elemento identitario e produttivo del monastero: le suore sono note per i loro cioccolatini artigianali, realizzati con il supporto del maestro pasticcere Paco Torreblanca e venduti in negozi gourmet e ristoranti stellati.
tribunale di bilbao e dettagli delle contestazioni
L’ordinanza del Tribunale d’istruzione n. 5 di Bilbao, richiamata dai media spagnoli, descrive condotte che le imputate avrebbero rivolto alle consorelle più anziane, affermando che sarebbero state “manipolate, maltrattate e umiliate” sfruttando una ritenuta vulnerabilità per farle aderire allo scisma.
cosa viene contestato: coercizione e omissioni
Le accuse indicate nel provvedimento includono:
- coercizione
- trattamento degradante
- abbandono di persone incapaci
- omissione di soccorso
- reati contro il patrimonio ecclesiastico
fase istruttoria e rinvio agli atti
La giudice aveva chiuso, a maggio, la fase istruttoria, disponendo il rinvio alle parti per la presentazione degli atti d’accusa e l’apertura del processo.
scisma e contesto della rottura con roma
La vicenda trae origine dalla rottura con la Chiesa cattolica annunciata nel maggio 2024. Secondo quanto riportato, la frattura sarebbe maturata dopo il rifiuto della Chiesa di concedere alle suore l’acquisizione di un convento a Orduña (Bizkaia). Nel corso della crisi, le religiose hanno denunciato “persecuzioni”, ruppero con Roma e aderirono alla Pia Unione dell’Apostolo San Paolo, indicata dalla Chiesa Cattolica come una setta, coordinata da Pablo de Rojas Sánchez-Franco, scomunicato nel 2019.
suor isabel de la trinidad e dichiarazioni di rottura
La ribellione viene descritta come guidata da Suor Isabel de la Trinidad, Madre Badessa delle Clarisse. In tale quadro, fu dichiarato il mancato riconoscimento dell’autorità del Papa, definito “usurpatore della Santa Sede”. Sono riportate anche frasi attribuite alla Madre Badessa, secondo cui si sarebbero diffuse accuse come calunnie e si invitava a non lasciarsi ingannare.
profilo delle vittime e condizioni di fragilità
Secondo il provvedimento giudiziario, le cinque religiose anziane coinvolte nelle contestazioni avrebbero un’età compresa tra 87 e 101 anni e non sarebbero state informate in modo adeguato della scelta di rompere con Roma, anche in ragione dello stato di salute.
Il quadro descritto include:
- quattro consorelle con diversi gradi di deterioramento cognitivo
- una quinta con gravi difficoltà di linguaggio seguite a un ictus
condizioni del monastero di orduña e trasferimenti
Le indagini richiamate nel testo segnalano condizioni igienico-sanitarie precarie all’interno del monastero di Orduña, nei Paesi Baschi, dove le religiose si sarebbero trasferite dopo lo sfratto dal convento di Belorado.
Secondo i consulenti incaricati dalla magistratura, sarebbero emerse scarsa igiene diffusa, una cucina sporca e alimenti conservati in condizioni ritenute dubbie.
controllo sulle anziane e scelta forzata
Per la giudice istruttrice, le imputate avrebbero mancato al dovere di assistenza verso le consorelle più fragili, sottoponendole a un trattamento ritenuto lesivo della dignità personale e sfruttandone la vulnerabilità psicofisica.
Nell’ordinanza viene anche ipotizzato un forte controllo esercitato sulle anziane, tale da indurle ad accettare decisioni che non avrebbero potuto comprendere pienamente per timore delle conseguenze. È menzionata inoltre l’ipotesi secondo cui il trasferimento delle consorelle più anziane potesse avere l’obiettivo di ritardare l’esecuzione dello sfratto, evitando che venisse compiuto in presenza di persone considerate particolarmente vulnerabili.
reati contro il patrimonio ecclesiastico e arresti collegati
Le imputate sono inoltre accusate di reati contro il patrimonio. Nel testo risulta che si presume abbiano sottratto o tentato di vendere beni ecclesiastici legati al monastero.
Per questo motivo, viene indicato che un antiquario e l’ex badessa di Belorado sono stati arrestati alcuni mesi fa.
posizione delle imputate: innocenza e “caccia alle streghe”
Le imputate, oggi distribuite tra La Puebla de Montalbán (provincia di Toledo) e il monastero di Orduña, dichiarano di essere pienamente innocenti. Sostengono di affrontare il procedimento con la “serenità di chi sa di non aver commesso i fatti contestati”.
Nel comunicato si afferma anche che la pressione sulla comunità “non ha smesso di aumentare”, con un paragone alla “caccia alle streghe” dei tempi dell’Inquisizione. Secondo la loro ricostruzione, il procedimento rappresenterebbe “una persecuzione e una punizione” per aver sfidato l’autorità ecclesiastica.
progressi sullo sfratto dal monastero e nuove competenze giudiziarie
Per lo sfratto dal monastero di Belorado, il testo riporta che lo scorso 18 giugno il Tribunale Supremo spagnolo ha reso definitiva la sentenza, dichiarando inammissibile il ricorso e condannando le imputate al pagamento delle spese processuali.
In parallelo, risulta che il Tribunale di Briviesca ha trasferito ai giudici di Burgos un’altra indagine relativa alla vendita di 1,73 chilogrammi d’oro, con un valore indicato di circa 130 mila euro, ritenendo competente il foro del capoluogo castigliano.
persone citate nel contesto
- Paco Torreblanca
- Pablo de Rojas Sánchez-Franco
- Suor Isabel de la Trinidad