Sicilia, Antonio Presti: come la cultura può contrastare il degrado della città

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Sicilia, Antonio Presti: come la cultura può contrastare il degrado della città

La sicurezza urbana e il degrado delle periferie diventano un banco di prova per politiche culturali capaci di incidere sul tessuto sociale. Nell’audizione presso la commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle relative periferie, Antonio Presti ha messo al centro un’idea chiara: cultura, arte, coinvolgimento delle comunità e attenzione ai giovani possono contribuire a contrastare il deterioramento e ad aprire prospettive concrete anche in contesti complessi.

politiche della bellezza e ruolo della cultura nelle periferie

Nel corso dell’intervento, il Presidente della Fondazione Antonio Presti ha ripercorso la traiettoria delle attività avviate a partire dagli anni Ottanta in Sicilia. L’obiettivo descritto riguarda la costruzione di una coscienza legata alla cultura e a uno spirito etico, attraverso una definizione esplicita di “politica della bellezza”.

Presti ha ricordato come l’impegno abbia preso avvio circa quarant’anni fa con la creazione di Fiumara d’Arte, presentata come un parco di sculture monumentali realizzate da artisti internazionali nella valle dei Nebrodi. L’iniziativa avrebbe coinvolto dieci piccoli comuni siciliani nella provincia di Messina, trasformandosi nel tempo in una meta internazionale con una ricaduta economico sul territorio.

Nel racconto della propria esperienza, Presti ha sottolineato con forza l’impegno personale: “ho donato tutta la mia vita alla Sicilia”. È stata richiamata l’idea che quei comuni fossero “destinati a morire” e che, grazie a arte e a un presidio di scultura monumentale, avrebbero recuperato identità e riconoscibilità anche “nel mondo”.

fondazione antonio presti a catania: librino come “città nella città”

Dopo l’esperienza maturata in provincia di Messina, Antonio Presti ha scelto di trasferirsi a Catania concentrandosi sul quartiere Librino. Nel descrivere la realtà locale, ha richiamato le narrazioni ascoltate prima dell’avvio delle attività: delinquenza, droga e spaccio. Il punto centrale dell’intervento, però, riguarda una definizione diversa del quartiere: Librino non è una periferia, ma “una città nella città”, con circa 70 mila abitanti, 10 mila bambini, nove scuole, nove chiese e tante associazioni.

progetto magma: museo a cielo aperto e arte pubblica senza scadenze

A Librino, Presti ha avviato MAGMA, descritto come un museo a cielo aperto capace di coinvolgere bambini e famiglie tramite azioni di arte pubblica. Il progetto viene presentato come senza scadenze temporali e senza finanziamenti pubblici, con un’evoluzione continua che mira a trasformare Librino in un laboratorio permanente di bellezza, cittadinanza e responsabilità condivisa.

Secondo la spiegazione fornita in audizione, l’impianto delle iniziative non deriva da un orizzonte legato a un singolo finanziamento: “non è figlio di un finanziamento a termine”. Nel ragionamento di Presti, un progetto con durata limitata tende a interrompersi quando finiscono i fondi, mentre l’impatto reale richiede una presenza prolungata. È stata indicata una condizione concreta: in una periferia, muoversi per un tempo breve non consentirebbe neppure l’ascolto; servirebbe rimanere per vent’anni e dimostrare coerenza. La “vera opera d’arte” viene descritta come il processo di semina nella comunità.

magna e rigenerazione: spazi pubblici, centro e periferia

Il progetto interessa elementi del quartiere come facciate degli edifici, muri, cavalcavia, rotatorie e altri spazi pubblici. La finalità dichiarata è modificare il rapporto tra centro e periferia, sostituendo l’immagine negativa con una rappresentazione di centro vitale legato a produzione artistica e culturale.

Attraverso l’arte pubblica e la realizzazione di opere monumentali, MAGMA viene collegato a un processo di rigenerazione culturale e sociale. In questo quadro, la bellezza viene indicata come strumento per restituire ai cittadini identità, orgoglio e senso di appartenenza al quartiere.

La visione conclusiva di Presti definisce la bellezza non come semplice apparenza: “la bellezza non è decorazione” e non è soltanto materia. Viene descritta come un processo educativo, un esercizio di responsabilità e una possibilità concreta per restituire ai giovani la visione del futuro.

patrimonio di fiumara d’arte e prospettive di coinvolgimento

La fondazione antonio presti viene presentata come titolare del patrimonio di Fiumara d’Arte e di MAGMA. La gestione viene indicata come svolta in collaborazione con le amministrazioni comunali e la regione sicilia. Guardando al futuro, Presti ha auspicato anche un coinvolgimento del ministero della cultura.

Antonio Presti (Presidente della Fondazione Antonio Presti).

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