Siccità mappe e allarme lago Maggiore 1,7 miliardi in arrivo
Nuove iniziative economiche e un monitoraggio sempre più serrato stanno accompagnando la gestione della crisi idrica nel Paese. Il quadro emerge da misure già stanziate, da ulteriori risorse in arrivo e da valutazioni che segnalano differenze marcate tra aree del Centro-Sud e contesti più critici, con l’attenzione rivolta anche a laghi, fiumi e dinamiche di approvvigionamento.
crisi idrica: nuove risorse per circa 1,7 miliardi e approvazione del secondo stralcio
Accanto a 6 miliardi di euro già programmati per la crisi idrica, sono previste nuove misure per circa 1,7 miliardi di euro finalizzate a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti. Il secondo stralcio del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (Pniissi) dovrebbe essere approvato entro la fine dell’anno.
Nel perimetro delle risorse discusse rientra anche l’intenzione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, di recuperare 500 milioni di euro dal Pnrr. Tali somme, però, non risultano “cosa fatta” e per questo non sono state conteggiate nella cabina di regia dedicata alla crisi idrica, convocata dopo quasi un anno dall’ultima riunione.
quadro nazionale e severità idrica: miglioramento nel Centro-sud, criticità nel bacino del po
Nel corso dell’impostazione istituzionale, Fabio Ciciliano, commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, ha illustrato lo stato aggiornato della situazione idrica nazionale. Secondo quanto emerso, si registra un miglioramento delle condizioni nel Centro-Sud rispetto allo scorso anno.
Permangono, invece, situazioni di severità idrica significativa nelle regioni del bacino del Po, considerate contesti che continuano a richiedere particolare attenzione e monitoraggio.
mappe ispra 2024-2026: evoluzione della severità idrica tra territori
Il confronto tra le mappe pubblicate dall’Ispra consente di osservare l’andamento della severità idrica lungo un arco di tempo di tre anni. A fine giugno 2024, la severità alta risulta limitata alla Sicilia; il distretto Appennino meridionale si trova in severità bassa, con tendenza a una fascia media. In severità media rientrano Sardegna e Appennino centrale, mentre Appennino settentrionale, distretto del Fiume Po e distretti delle Alpi Orientali sono in normalità.
fine giugno 2025: severità stabile con trasformazione da bassa a media tendente ad alta
Nel 2025, secondo il confronto dei livelli rappresentati, la situazione non mostra grandi spostamenti, salvo il passaggio del distretto meridionale: la severità bassa si trasforma in media tendente ad alta, con situazioni differenziate per territori e comparti d’uso.
fine giugno 2026: scenario quasi rovesciato tra isole e distretti del nord e del centro
Nel 2026 la distribuzione appare quasi rovesciata. Sardegna e Sicilia risultano in normalità, insieme al distretto dell’Appennino settentrionale. Il distretto meridionale e quello centrale passano da severità media a bassa. I distretti Fiume Po e Alpi orientali cambiano in maniera opposta rispetto allo scorso anno: rispettivamente in severità media e severità bassa.
finanziamenti e piano nazionale: stato di attuazione del pniissi e ruoli delle risorse
Angelica Catalano, direttore della direzione generale Dighe e Infrastrutture Idriche del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha fornito lo stato di attuazione del programma nazionale degli investimenti nel settore idrico. Per finanziare la programmazione del Pniissi con 733 interventi, approvato dal Mit con l’obiettivo di contrastare la siccità e ammodernare la rete, servono 12 miliardi di euro, importo destinato ad aumentare.
Lo Sfniissi è indicato come il fondo, gestito da Invitalia, creato per finanziare concretamente gli interventi previsti nel piano. Dal 2018, dei 12 miliardi necessari sono stati programmati oltre 6 miliardi di euro, includendo 4,3 miliardi di Pnrr, 957 milioni con il primo stralcio attuativo del Pniissi per 75 progetti approvati in 19 regioni, oltre ad altre linee di finanziamento.
Il ministero segnala anche la predisposizione di procedure per assegnare 1 miliardo di euro destinato agli investimenti nel settore idrico potabile. Queste risorse derivano da avanzi di fondi del Pnrr assegnati dalla Commissione europea per la crisi idrica, con Invitalia come soggetto gestore. I fondi sono destinati alle imprese della gestione delle risorse idriche e ai soggetti del settore pubblico che svolgono attività analoghe, di qualsiasi dimensione, su tutto il territorio nazionale.
Ulteriori risorse, pari a circa 700 milioni di euro, vengono collegate al prossimo stralcio del Pniissi che il Mit conta di avere entro fine anno, con destinazione principalmente a interventi per l’uso irriguo della risorsa.
allarme anbi: lago maggiore sotto i livelli del 2022 e rapido svuotamento dei grandi laghi del nord
L’Anbi avvia una valutazione critica della situazione e lancia un allarme. Il Lago Maggiore scende 2 centimetri sotto il livello legato alla grande siccità del 2022, con l’immagine dell’emergenza descritta come un riferimento immediato per l’area nord del Paese.
Secondo l’associazione, i grandi laghi del Nord si stanno rapidamente svuotando. Il Verbano, con afflussi inferiori dell’82% rispetto alla media, passa in due settimane da oltre 61% di riempimento all’attuale 30,3%. Il Lario scende dal 62,9% al 31,2%, mentre l’Iseo si attesta su 22,9% dal precedente 71,4%. Il calo del Benaco risulta meno marcato: dal 75% al 66,4%.
Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi, osserva che la consapevolezza diventerebbe “diffusa” solo quando il rapido abbassamento delle falde e la risalita del cuneo salino incidessero sull’utilizzo potabile. Nel frattempo emergono segnali di preoccupazione nel Friuli-Venezia Giulia e in Veneto, dove si inizia a ragionare sull’uso di dissalatori locali.
laghi e bacini del centro: castelli romani e trasimeno sotto pressione
Tra i laghi del Lazio, le condizioni più critiche riguardano i Castelli Romani. Nei bacini di Albano e Nemi le altezze idrometriche continuano a decrescere: in due settimane il livello di Nemi scende di 5 centimetri, mentre Albano cala di 4 centimetri. Il Trasimeno registra settimanalmente perdite di volumi idrici tra i laghi del centro.
fiumi in difficoltà: condizioni del nord e criticità specifiche tra adige, bacchiglione, brenta e garigliano
Nel settore fluviale, l’Anbi descrive un quadro in cui diversi corsi d’acqua risultano in calo. In Veneto, l’Adige si avvicina al limite di portata sotto il quale le barriere antisale risultano inefficaci. Il deficit idrico del secondo fiume italiano si attesta attorno al 58%. In parallelo sono segnalate cattive condizioni anche per Bacchiglione (con -66% di flussi rispetto alla media), Brenta (con -41%) e Piave (con -48%).
emilia-romagna e liguria: portate ridotte e invasi in diminuzione
In Emilia-Romagna, i fiumi maggiormente in crisi risultano Taro e Trebbia: le loro portate risultano inferiori anche ai valori minimi storici. Ne risentono anche gli invasi piacentini, con una riduzione della risorsa stoccata di circa 40% in un mese, complice il clima torrido.
In Liguria, i livelli idrometrici sono in ribasso per tutti i fiumi.
campania e andamento complessivo: garigliano in calo e piogge che premiano il sud
In Campania, la situazione del fiume Garigliano viene indicata come critica: nelle ultime due settimane il livello si riduce di quasi 20 centimetri. Nel quadro generale, l’analisi dei dati pluviometrici per l’anno in corso evidenzia che la lettura premia il Sud Italia, richiamando l’importanza di realizzare bacini.
Personaggi menzionati:
- Fabio Ciciliano
- Matteo Salvini
- Angelica Catalano
- Francesco Vincenzi


