Sentenza ponte morandi, legale di castellucci: condannato un innocente ecco come si criminalizzano i manager

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Sentenza ponte morandi, legale di castellucci: condannato un innocente ecco come si criminalizzano i manager

La condanna emessa dal Tribunale di Genova per il disastro del ponte Morandi del 2018 sta alimentando una dura presa di posizione da parte della difesa. Al centro del confronto c’è la responsabilità legata alla gestione e alla prevenzione, con una lettura che respinge l’impostazione del processo e richiama il tema del presunto vizio costruttivo occulto. La reazione arriva tramite le parole dell’avvocato dell’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, che annuncia una battaglia giudiziaria dopo l’esito di primo grado.

sentenza tribunale di genova e reazione della difesa

L’avvocato Giovanni Paolo Accinni, legale dell’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, commenta la condanna a 12 anni emessa in primo grado. La posizione della difesa ruota attorno al principio secondo cui “quando si condanna l’innocenza, non si fa mai giustizia”, utilizzato come punto di partenza per contestare l’impostazione del giudizio.

Accinni sostiene che il processo avrebbe finito per “criminalizzare la figura dell’amministratore delegato”, senza arrivare, secondo la difesa, a individuare i responsabili effettivi di quanto viene indicato come un problema costruttivo occulto.

accinni contesta la responsabilità sui responsabili del vizio costruttivo occulto

Interrogato su chi debba rispondere per la morte di 43 persone, Accinni ribadisce la tesi difensiva: non sarebbero i responsabili del vizio costruttivo a dover essere chiamati in causa, ma coloro che non lo hanno scoperto. Secondo il legale, un simile impianto costituirebbe un messaggio immorale, perché sposterebbe l’attribuzione delle responsabilità rispetto a quanto, nella prospettiva della difesa, sarebbe logicamente coerente con la causa del disastro.

accinni sulle contestazioni per risparmi nella prevenzione e profitti

La contestazione difensiva riguarda anche la ricostruzione legata ai risparmi sulla prevenzione, secondo quanto emerso nel contesto processuale finalizzato a massimizzare i profitti. Accinni afferma che il profitto indicato dalla Procura nel patteggiamento della società sarebbe riconducibile a 27 milioni, riferiti al costo del progetto di rafforzamento del ponte.

Nel quadro della stessa linea argomentativa, la difesa respinge l’ipotesi di riduzioni della spesa: secondo Accinni non ci sarebbe stata alcuna “riduzione degli investimenti per massimizzare i dividendi”. L’assunto presentato mira a contestare la lettura secondo cui la scelta di investire o meno in prevenzione avrebbe determinato in modo diretto benefici economici.

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nomi citati nella vicenda

  • Giovanni Paolo Accinni
  • Giovanni Castellucci
Categorie: Cronaca

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