Scisma nella chiesa: i lefebvriani ordinano 4 vescovi e sfidano il papa

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Scisma nella chiesa: i lefebvriani ordinano 4 vescovi e sfidano il papa

La comunità dei Lefebvriani porta avanti la propria linea organizzativa dopo un appello rimasto inascoltato del Pontefice. In Svizzera, durante una cerimonia solenne aperta a Econ e trasmessa in streaming in diverse lingue, sono stati ordinati quattro vescovi senza il mandato pontificio, mentre risulta mancare l’atto formale del Papa con la scomunica latae sententiae.

ordinazione dei quattro vescovi senza mandato pontificio

La celebrazione in Svizzera si è articolata con una processione e con lo svolgimento di un rito di ordinazione. I quattro vescovi sono stati ordinati senza mandato pontificio, configurando uno scisma secondo quanto riportato dal racconto degli eventi.

formule di fedeltà e rito di consacrazione

Prima della consacrazione, i quattro vescovi hanno pronunciato una formula con cui hanno giurato fedeltà al Papa e alla Chiesa romana. Successivamente è avvenuta la consacrazione, con imposizione delle mani da parte del vescovo consacrante, identificato anche attraverso un riferimento al guanto rosso. Il rito include l’invocazione “Accipe spiritum sanctum”.

appello del pontefice e mancanza dell’atto formale

La decisione di procedere con le consacrazioni viene collegata a un ultimo appello del Pontefice che non sarebbe stato seguito. Nella ricostruzione fornita, risulta mancare l’atto formale con la scomunica latae sententiae, elemento indicato come passaggio non ancora compiuto.

intervento del superiore generale don davide pagliarani

Nel corso dell’omelia prima della consacrazione dei vescovi, il superiore generale dei Lefebvriani, don Davide Pagliarani, ha dichiarato che il momento segnala l’arrivo del “giorno” atteso, sostenendo l’appartenenza a una stessa famiglia spirituale e l’intenzione di non separare fede e Chiesa. Le parole riportate delineano una visione centrata sull’ascolto, sulla conversione e sull’idea che la comunicazione debba rimanere ancorata alla fede e alla tradizione.

fede, tradizione e risposta alle accuse

Pagliarani afferma che i Lefebvriani sarebbero accusati di non rispettare il Papa e ribadisce che viene usato il “linguaggio della fede”. Il discorso richiama la necessità di ascoltare le persone per convertirle, evitando modalità comunicative considerate poco efficaci. Nel quadro della cerimonia, viene affermato che le consacrazioni non avrebbero l’obiettivo di alimentare risentimento, ma mirerebbero a esprimere gioia e speranza.

orientamento spirituale e disponibilità al sacrificio

Il superiore generale sottolinea che Dio non avrebbe abbandonato e che non lo farebbe in futuro. Nel collegamento diretto alle consacrazioni, viene rimarcata l’intenzione di continuare a cercare il bene delle anime, soprattutto quando le persone sono disorientate, con l’impegno a sostenere e aiutare. Il passaggio più citato insiste su un’espressione di disponibilità totale: “Pronti a pagare qualunque prezzo”, includendo l’eventualità di essere trattati da ribelli pur perseguendo l’amore per la Chiesa come “madre”.

alleanza e invito ai nuovi vescovi

Pagliarani collega le consacrazioni a una “sola alleanza” e affida ai nuovi vescovi consigli attribuiti a Gesù. Tra le indicazioni riportate: essere mandati “come agnelli in mezzo ai lupi”, non piegarsi e non arretrare. Viene citato anche l’invito a essere semplici e astuti come serpenti, con riferimento all’assenza di inganno e alla necessità di pregare, restare vigili e non tornare indietro di fronte al pericolo. Il discorso chiude con l’esortazione a “svelare l’inganno” e a predicare “come colombe”, senza ambiguità.

ospiti e figure citate

Sono presenti riferimenti a persone legate allo svolgimento della cerimonia e al pronunciamento dell’omelia.

  • Don Davide Pagliarani, superiore generale dei Lefebvriani
  • Quattro vescovi ordinati senza mandato pontificio
  • Il vescovo consacrante, indicato come responsabile dell’imposizione delle mani

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