Attentato ranucci confermate le misure e l’aggravante mafiosa

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Attentato ranucci confermate le misure e l’aggravante mafiosa

Le misure cautelari disposte nei confronti di quattro indagati accusati di aver preso parte all’attentato ai danni del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci restano in vigore. Il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato integralmente le decisioni precedenti, respingendo le richieste di scarcerazione avanzate dalle difese e mantenendo anche la contestazione relativa all’aggravante del metodo mafioso.

confermate le misure cautelari per esecutori materiali dell’attentato

La pronuncia riguarda tre uomini, a cui è stata applicata la custodia in carcere, e una donna destinataria della misura dei domiciliari. Gli indagati sono accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato avvenuto a Pomezia, il 16 ottobre 2025, ai danni di Sigfrido Ranucci.

Il collegio del Riesame ha confermato le misure già emesse, mantenendo l’impianto accusatorio e rigettando le istanze presentate dagli avvocati a tutela degli indagati. Le richieste difensive erano incentrate, in via principale, sull’annullamento della custodia cautelare e, in via subordinata, sulla sostituzione con gli arresti domiciliari, oltre a una richiesta di riconsiderazione delle singole posizioni processuali.

inchiesta d.a.m.a. e contestazione: esecuzione dell’attentato

La decisione si inserisce nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma. Secondo l’accusa, i quattro indagati avrebbero materialmente eseguito l’attentato oggetto del procedimento.

difesa e richiesta di scarcerazione

Davanti al Tribunale del Riesame, i rispettivi difensori hanno sostenuto la mancanza dei presupposti per mantenere le misure cautelari. In particolare, gli avvocati hanno chiesto l’eliminazione della custodia cautelare e, in alternativa, l’adozione della misura domiciliare, contestando anche la fondatezza delle valutazioni poste alla base della contestazione principale.

aggravante del metodo mafioso: contestazione e rigetto

Il nodo centrale della strategia difensiva ha riguardato l’aggravante del metodo mafioso. Secondo le difese, la contestazione non avrebbe trovato adeguati riscontri investigativi e sarebbe priva di elementi necessari per la sua configurazione.

argomentazioni degli avvocati

Gli avvocati Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo hanno sostenuto che, dagli atti dell’inchiesta, non emergerebbero né i presupposti oggettivi né quelli soggettivi per riconoscere l’aggravante. La ricostruzione difensiva ha indicato come base iniziale l’idea di un movente di natura camorristica, ritenuta però non supportata dalle indagini.

La linea difensiva ha insistito anche sul fatto che le modalità del fatto, così come emerse dagli accertamenti richiamati, escluderebbero la sussistenza dell’aggravante. Il collegio del Riesame, nel valutare la questione, non ha accolto questa impostazione.

intercettazioni e diversa impostazione accusatoria

Un ulteriore passaggio dell’arringa difensiva ha riguardato il contenuto delle intercettazioni raccolte dagli investigatori. Secondo la difesa, le conversazioni, considerate nella loro completezza, dimostrerebbero l’esistenza di un’attività diversa rispetto a quella inizialmente contestata.

Da qui la conclusione difensiva sulla non configurabilità del metodo mafioso sia sotto il profilo oggettivo sia sotto quello soggettivo, con la richiesta al Tribunale del Riesame di fornire una risposta alla contestazione mantenuta dall’accusa.

quattro indagati: misure confermate e contestazione mantenuta

In sintesi, il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato integralmente le misure cautelari disposte nei confronti dei quattro indagati arrestati nell’ambito dell’inchiesta. Le richieste di scarcerazione sono state respinte e la contestazione dell’aggravante del metodo mafioso è rimasta oggetto del procedimento.

Personaggi coinvolti nel procedimento citati nella vicenda:

  • Sigfrido Ranucci
  • Antonio Falconieri
  • Generoso Pagliarulo
Attentato a Sigfrido Ranucci, il Riesame conferma gli arresti e l’aggravante del metodo mafioso per i quattro indagati

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