Roma sotto assedio del caldo: l'80% dei quartieri supera i 40°C
Roma vive una stagione estiva sempre più torrida, con effetti che si misurano sul territorio e che nel tempo stanno diventando strutturali. Nei quartieri della Capitale, l’andamento termico tra giugno e agosto mostra un quadro in cui le condizioni più estreme prevalgono, mentre emergono differenze nette tra aree più illuminate dal sole e zone in cui l’ombra e il verde riescono a fare da barriera. Dalle analisi climatiche alle rilevazioni locali, il racconto dei dati converge su un punto: la carenza di alberature e la scarsa cura del verde urbano incidono in modo determinante sulla vivibilità degli spazi pubblici durante le ondate di calore.
roma 2015-2025: oltre l’80% dei quartieri con temperature tra 40 e 45 gradi
Tra il 1° giugno e il 31 agosto, nel periodo 2015-2025, l’80% dei quartieri della Capitale — 124 su 155 — registra una temperatura media diurna al suolo compresa tra 40°C e 45°C. In parallelo, il 12% dei quartieri supera la soglia dei 45°C, mentre soltanto l’8% resta sotto i 40°C.
alessandrino: maglia nera per carenza di alberature e verde poco curato
Tra le aree più critiche emerge il quartiere Alessandrino, situato nel quadrante est della Capitale, che in questi dieci anni ha mostrato una temperatura media diurna al suolo oltre i 45°C. A questo quartiere viene assegnata la maglia nera, collegata a pochi elementi di ombreggiamento e a una limitata cura del verde urbano.
legambiente e la campagna “che caldo che fa”: quadro climatico e richieste operative
I dati arrivano dalla campagna “Che Caldo che fa” di Legambiente, con tappa a Roma e supporto del partner tecnico RSE S.p.A. (Ricerca sul Sistema Energetico) e della Croce Rossa Italiana. La lettura fornita mette in evidenza come l’assenza di ombra o di superfici riflettenti possa mantenere temperature elevate anche nelle ore serali, favorendo la comparsa delle cosiddette notti tropicali.
Legambiente chiede al Governo Meloni di stanziare fondi per rendere operativo il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, indicandolo come assente dall’agenda politica insieme alla crisi climatica. Viene inoltre richiesta la definizione di un piano nazionale sui rifugi climatici nelle città, prendendo come riferimento l’esperienza avviata a Barcellona. Per il territorio romano viene indicato che il Piano caldo della città deve trovare immediata concretezza e operatività negli interventi.
crescita della temperatura media: +2,66°C dal 1960 e rischi crescenti nel 2025
Nel corso del tempo, la temperatura media della città risulta in aumento: dal 1960 sale di +2,66°C, portando con sé ondate di calore, notti tropicali e isole di calore, oltre a un incremento degli eventi meteo estremi.
Con la terza ondata di calore in corso, Roma raggiunge già da inizio luglio il numero di ondate di calore registrate nell’estate 2025 secondo il conteggio indicato. Si evidenzia inoltre il peso del fenomeno delle notti tropicali, definite quando la temperatura minima notturna non scende sotto la soglia dei 20°C: nel 2025 risultano 113 notti tropicali, mentre lo scorso anno il numero di morti per il caldo riportato è 835.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda gli eventi meteo estremi: Roma viene indicata come primo comune in Italia per numero di eventi censiti, 93, secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente dal 1993 al 2025.
notti tropicali e siccità: 26 notti consecutive dal 17 giugno secondo Auba
La fotografia trova conferma nei dati dell’aggiornamento dell’Autorità di bacino distrettuale dell’appennino centrale (Auba). A Roma sono state registrate 26 notti tropicali consecutive a partire dal 17 giugno: le temperature minime non scendono sotto i 20°C, mentre le precipitazioni risultano pressoché assenti.
Il mese di giugno si chiude con un 48% di precipitazioni in meno rispetto alla media e con temperature superiori di 3,4 gradi. Alla stazione di Roma Centro, al Collegio Romano, viene riportato che il caldo non si è davvero interrotto.
massime oltre 35°C per molte giornate: condizioni persistenti nel periodo
Dal 17 giugno al 12 luglio si contano 24 giornate con temperature massime pari o superiori a 35°C. Per quasi un mese, la temperatura minima non scende mai sotto i 20°C. Nei primi 12 giorni di luglio, 10 registrano massime pari o superiori a 35°C, con una media delle massime di 35,9°C e un picco di 37,9°C il 1° luglio. Il valore più elevato dell’episodio resta 40,1°C, raggiunto il 29 giugno.
precipitazioni quasi nulle: 6,1 millimetri a giugno e appena 1,8 nei primi giorni di luglio
Dal punto di vista delle piogge, la Capitale è praticamente a secco dalla metà di giugno. Viene indicato che, nell’intero mese di giugno, sono stati registrati 6,1 millimetri, pari all’86% in meno rispetto alla media. Nei primi 12 giorni di luglio cadono soltanto 1,8 millimetri, tutti concentrati il 2 luglio.
alessandrino: fermate “infernali” dei bus e differenze fino a quasi 20°C all’ombra
La crisi climatica colpisce in modo marcato i quartieri periferici, dove il verde urbano può risultare carente. Nel quadro descritto, l’Alessandrino riceve la maglia nera anche per la scarsa presenza di alberature e per la limitata cura del verde. Il quartiere risulta tra i più densamente abitati, con circa 35mila abitanti su 3,7 km².
monitoraggi con termocamera a infrarossi: oltre il 70% dei luoghi esposto al sole
Dai monitoraggi effettuati con termocamera a infrarossi, finalizzati a misurare le temperature superficiali, emerge un dato significativo. L’analisi si basa su due percorsi di 15 minuti all’interno del quartiere in cui sono presenti luoghi e servizi della vita quotidiana. Su 53 luoghi monitorati tra servizi e strutture, ben 37 — circa il 70% — risultano esposti al sole nelle ore centrali della giornata.
Sul fronte delle infrastrutture blu, nel quartiere vengono monitorate solo 7 fontanelle.
ombra vs sole: asfaltI fino a quasi 60°C e scarti termici marcati
Il confronto tra superfici illuminate e aree ombreggiate viene mostrato con esempi specifici. Alla fermata dell’autobus Alessandrino, completamente esposta al sole e priva di pensilina e sedute, l’asfalto raggiunge quasi 60°C, rendendo l’attesa particolarmente difficile. Sul lato opposto della strada, dove c’è ombra, la temperatura dell’asfalto scende di circa 30°C rispetto a quella del marciapiede.
Davanti all’ufficio postale, viene indicata una differenza analoga: la presenza di un filare di alberi mantiene l’asfalto ombreggiato sotto i 30°C, migliorando la sopportabilità del passaggio e dell’eventuale attesa in un servizio molto frequentato.
scuola e centro commerciale: differenze di temperatura nell’area urbana
Anche l’ingresso della scuola primaria Marconi, impiegata come centro estivo, evidenzia l’impatto dell’ombra. Gli alberi intorno creano un contesto meno disagevole: l’asfalto all’ombra resta sotto i 40°C, mentre quello esposto al sole supera i 56°C, con uno scarto di quasi 20°C nello stesso spazio.
La situazione cambia presso l’ingresso del centro commerciale, circondato da ampie superfici pavimentate, parcheggi e percorsi pedonali esposti al sole.
richieste a sindaco gualtieri: depaving, attraversamenti ombreggiati, albedo e manutenzione del patrimonio arboreo
Alla luce delle rilevazioni, Legambiente indica una serie di richieste rivolte al sindaco Gualtieri. Tra gli interventi sollecitati figurano:
- aumento delle operazioni di depaving e rigenerazione dei suoli urbani
- creazione di rete di attraversamenti pedonali ombreggiati
- incremento dell’albedo degli edifici pubblici
- piano straordinario di manutenzione del patrimonio arboreo
voci di legambiente sulla persistenza delle temperature serali e sulle notti tropicali
Nel quadro interpretativo vengono richiamate le cause legate all’assenza di ombra o superfici riflettenti e il contributo alla persistenza delle temperature elevate nelle ore serali, con un collegamento diretto alla formazione delle notti tropicali. I riferimenti riportati includono MariaTeresa Imparato e Roberto Scacchi.
Personaggi citati:
- MariaTeresa Imparato
- Roberto Scacchi
- Gualtieri
