Ricina madre e figlia uccise: vestiti al cibo, tutti i reperti inviati a berlino

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Ricina madre e figlia uccise:  vestiti al cibo, tutti i reperti inviati a berlino

Nel giallo di Pietracatella prosegue l’attività giudiziaria legata alle morti avvelenate di Natale, con un passaggio decisivo sul piano tecnico: i reperti sono già stati trasferiti a Berlino per gli accertamenti di laboratorio sulla possibile presenza di ricina. Sul fronte documentale, invece, il deposito delle relazioni relative alle autopsie di Antonella Di Ielsi e di Sara Di Vita resta in attesa dell’elaborato completo.

giallo di pietracatella: reperti inviati a berlino per le analisi sulla ricina

Le indagini si fondano su materiali raccolti e destinati alle analisi scientifiche. In particolare, tutti i reperti sono stati inviati a Berlino, presso il Robert Koch Institut, per verificare l’eventuale presenza di ricina. La documentazione tecnica comprende elementi di natura biologica e materiali legati all’esame delle circostanze.

Tra i materiali trasferiti figurano anche l’abbigliamento e i resti del cibo consumato, impiegati nelle procedure di laboratorio finalizzate a riscontrare la possibile contaminazione da sostanze tossiche. L’invio all’istituto tedesco rappresenta quindi un passaggio operativo già completato.

deposito relazione autopsie: slittamento dopo la trasmissione delle conclusioni

Resta, invece, ancora non conclusa la fase relativa al deposito della relazione finale sulle autopsie di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. La consegna documentale è stata aggiornata nel tempo, con un rinvio motivato dall’esigenza di disporre della versione completa, comprensiva di tutti gli elementi formali necessari.

Il procuratore, Elvira Antonelli, ha disposto di sospendere il deposito della consulenza tecnica in attesa dell’elaborato definitivo. Il testo finale dovrà includere le firme di tutti gli specialisti e i relativi allegati.

provvedimento del 1° luglio: scelta processuale e non nuova proroga

La decisione è stata formalizzata con un provvedimento firmato il primo luglio. La misura viene indicata come scelta processuale, distinta da una semplice nuova proroga concessa ai consulenti.

La base della decisione deriva da quanto comunicato dal medico legale Benedetta Pia De Luca. Il professionista ha spiegato di aver trasmesso via posta elettronica soltanto le conclusioni della relazione, riservandosi l’invio della versione completa dopo aver raccolto le firme originali di tutti i componenti del collegio peritale, impegnati in diverse sedi sul territorio nazionale.

motivazione del rinvio: documento completo per consentire osservazioni tecniche

La Procura ha ritenuto opportuno attendere la versione definitiva della consulenza, comprensiva degli allegati, per permettere a indagati, persone offese e rispettivi difensori di esaminare un documento integrale. La finalità è consentire l’eventuale formulazione di osservazioni e controdeduzioni sulla base dell’intero quadro tecnico-scientifico.

ruolo dei materiali già trasferiti: quadro tecnico e analisi in laboratorio

Nel frattempo, la dimensione scientifica delle verifiche è già operativa grazie all’invio dei materiali a Berlino. I reperti, inclusi campioni biologici, abbigliamento e resti del cibo, sono stati consegnati al Robert Koch Institut per le analisi di laboratorio finalizzate a stabilire l’eventuale presenza di ricina.

Figure citate nel procedimento:

  • Elvira Antonelli, procuratore
  • Benedetta Pia De Luca, medico legale
  • Antonella Di Ielsi, vittima
  • Sara Di Vita, vittima
Categorie: Cronaca

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