Rapporto invalsi 2026 scuola primaria peggiora, superiori in miglioramento

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Rapporto invalsi 2026 scuola primaria peggiora, superiori in miglioramento

La scuola primaria e la performance complessiva del sistema educativo segnalano un andamento critico, con un forte impatto nelle aree del Mezzogiorno. Il quadro emerge dal rapporto nazionale Invalsi, presentato alla stampa dal presidente Roberto Ricci, che descrive differenze territoriali rilevanti e risultati ancora lontani dalle condizioni registrate prima della pandemia. Mentre alcuni indicatori mostrano miglioramenti, la lettura del profilo complessivo evidenzia fragilità e persistenti divari tra regioni e livelli di istruzione.

scuola primaria Invalsi: peggioramento soprattutto in Sicilia, Sardegna e Calabria

Il rapporto indica un peggioramento della scuola primaria con particolare intensità in Sicilia, Sardegna e Calabria. Gli interventi citati, tra cui Agenda Sud e altri progetti del Governo, risultano inefficaci rispetto all’obiettivo di recupero. Secondo quanto riportato, non si è ancora tornati ai livelli di preparazione precedenti alla pandemia.

Nei test somministrati ai bambini di seconda e quinta classe, emerge un calo rispetto al 2019 (preCovid) soprattutto per gli alunni di sette anni. In italiano si registra una diminuzione dei risultati medi, mentre in matematica viene indicata una riduzione di tre punti rispetto a sette anni fa. Roberto Ricci definisce la situazione come “fragilità”, pur precisando che si tratta di una riduzione minima, comunque coerente con il segnale di peggioramento nelle percentuali.

italiano e matematica: cali misurati nelle competenze

Il confronto con il 2019 evidenzia un andamento negativo per i bambini di età indicata. In italiano, il calo riguarda i risultati medi, mentre in matematica la variazione rispetto al periodo pre-pandemico è quantificata in tre punti di riduzione.

inglese alla primaria: recupero nei livelli più alti

Il dato positivo riguarda inglese: il 91% dei bambini raggiunge il livello più alto in reading e l’85% ottiene il livello più alto in ascolto. Ricci dichiara di avere difficoltà nell’individuare con precisione le cause dell’aggravamento dei risultati complessivi, citando come ipotesi l’eventuale età dei docenti o la prevalenza della lezione frontale, ma sottolinea che la questione è legata alla didattica.

medie: lettura e matematica con divari tra nord e sud

Nel passaggio alle medie, il quadro non mostra un abbassamento deciso della criticità. Per italiano, Ricci avverte che i ragazzi esaminati hanno affrontato la primaria nei tempi della pandemia, elemento utilizzato per contestualizzare i livelli raggiunti in lettura. Il rapporto evidenzia anche un divario di dieci punti percentuali tra Nord e Sud.

La valutazione del grado più basso riguarda il 50% degli allievi nelle due grandi isole e in Calabria. In matematica il dato peggiora ulteriormente: si arriva fino al 60% di studenti con livello uno, indicato come il più sfavorevole.

inglese e informatica: risultati relativamente migliori

Nel confronto tra discipline, il rapporto segnala un andamento più favorevole per inglese e informatica, dove il profilo delle competenze mostra un esito migliore rispetto alle aree critiche descritte per lettura e matematica.

superiori: stabilità in italiano e segnali positivi in matematica al sud

Le superiori emergono come il segmento in cui il sistema appare più solido. In italiano, oltre il 62% dei giovani in seconda superiore raggiunge la soglia dell’adeguatezza, escludendo le regioni citate come più critiche. Anche in matematica si rileva un miglioramento al Sud.

competenze digitali: oltre l’80% ai livelli buoni

Il rapporto assegna un riconoscimento alle competenze digitali con un indicatore molto elevato: oltre l’80% degli studenti raggiunge un livello buono nelle aree indicate. Tra queste rientrano sicurezza, creazione di contenuti, comunicazione e alfabetizzazione.

italiano al quinto superiore: miglioramenti in ogni macroarea e riduzione delle differenze

Per gli studenti di quinto superiore si osserva un miglioramento in ogni macroarea. Il testo riporta un avanzamento anche nel Mezzogiorno: al Sud la quota passa dal 44% al 47% del livello di accettabilità e lo stesso incremento si registra nelle isole, con un passaggio dal 43% al 47%. La dinamica viene descritta come una riduzione incisiva delle differenze territoriali.

matematica e livelli di competenza: crescita dal 49% al 52%

Un trend simile è riportato in matematica. A raggiungere il grado più alto di competenze è il 52% degli studenti, rispetto al 49% del 2025. Permane però un’area critica: in Sardegna circa il 70% non conquista il livello più basso.

inglese e competenze digitali: avanzato per sette studenti su dieci

Il rapporto conferma ottimismo anche per inglese e competenze digitali, con un dato complessivo: sette allievi su dieci concludono le superiori con un grado avanzato di conoscenze.

dispersione scolastica: record storico nazionale, ma criticità in alcune regioni

Accanto ai risultati disciplinari, il rapporto include una lettura della dispersione scolastica. Secondo la stima indicata da Ricci, per il 2026 il dato nazionale scende al 7,3%, descritto come record storico. Il testo evidenzia un miglioramento anche nella rappresentazione territoriale, con l’uscita dalla fascia rossa presente sulle mappe europee.

La parte negativa riguarda alcune aree: in Sicilia la percentuale raggiunge il 13,7% e in Sardegna il 13,6%, valori che non permettono di considerare il quadro soddisfacente. Risultati problematici vengono indicati anche in due regioni del Centro Nord, con Liguria al 9,3% e Toscana al 9,8%.

analisi di Roberto ricci: ripresa incompleta, boicottaggio non determinante e criticità su agenda sud

Le interpretazioni del presidente Ricci si concentrano su alcune frasi chiave riportate nel testo. Il recupero non sarebbe completo: non si torna al livello preCovid e resta incerta l’origine del fenomeno. Viene inoltre segnalata l’esistenza di un boicottaggio dei test da parte di alcuni ragazzi, precisando che ciò non inficia i risultati. Le criticità restano presenti, con una posizione di equilibrio rispetto all’idea che Agenda Sud non funzioni: Ricci sostiene che non sia possibile affermare tale conclusione in modo diretto.

figure e nomi citati

  • Roberto Ricci
Male la scuola primaria, va meglio alle superiori. Ma gli studenti italiani non riescono a tornare ai livelli di preparazione pre covid – Il rapporto Invalsi
Categorie: NewsCronaca

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