Rapper insulta ebrei a milano: sacky rischia processo, cosa è successo e accuse
Un episodio di violenza avvenuto a Milano lo scorso 1 marzo ha portato all’avvio di procedimenti giudiziari a carico di un cantante e di altri due giovani. Il caso riguarda lesioni e minacce aggravate dall’odio razziale, con riferimenti a frasi rivolte a persone di fede ebraica e a un’aggressione consumata dopo l’uscita da un supermercato.
accuse di lesioni e minacce aggravate dall’odio razziale a milano
Le indagini riguardano tre giovani accusati di aver circondato e insultato due ragazzi ebrei, riconoscibili per l’uso del kippah. L’episodio si sarebbe verificato in piazzale Siena a Milano, con frasi pronunciate contro la comunità ebraica, tra cui “Fuck Israel”.
aggressione fisica e conseguenze sanitarie
Le vittime, di origine argentina, erano arrivate a Milano per frequentare un seminario su insegnamenti e tradizioni ebraiche. Durante l’alterco, il 19enne sarebbe stato colpito con più pugni al volto. La prognosi indicata riporta una frattura chiusa delle ossa nasali e concussione, per un periodo di 15 giorni.
indagini dei carabinieri: telecamere e identificazione dei responsabili
Il procedimento è stato avviato dalla procura di Milano. Le attività investigative del Nucleo informativo sono partite dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area del supermercato. Le immagini hanno consentito di ricostruire i passaggi dell’aggressione e di individuare i presunti responsabili.
hamza abdurhman e arresti domiciliari
Il confronto tra i fotogrammi e i dati disponibili ha portato al nome di Hamza Abdurhman, 23 anni, indicato come pugile per diletto e braccio destro del rapper menzionato nella vicenda, già noto per precedenti risvolti giudiziari e musicali. A metà maggio, con un provvedimento della gip Sara Cipolla, Abdurhman è stato sottoposto agli arresti domiciliari, con l’accusa di lesioni e minacce aggravate dall’odio razziale.
notifica dell’avviso di chiusura indagini preliminari per sacky
Dalle immagini, gli investigatori avrebbero identificato anche un altro indagato: il trapper ventiquattrenne con ottocentomila ascoltatori mensili su Spotify. A lui è stato notificato un avviso di chiusura delle indagini preliminari con le stesse accuse contestate ad Abdurhman.
sacky e il ruolo contestato nelle fasi dell’aggressione
Secondo la ricostruzione riportata negli atti, nel corso della dinamica dell’uscita dal supermercato il rapper indicato come Sacky, all’anagrafe Sami Abou El Hassan, avrebbe tenuto comportamenti ritenuti coerenti con l’azione complessiva. La contestazione descrive che, sollevando il braccio destro, avrebbe indicato i due ragazzi con la kippah nel momento in cui uscivano dall’esercizio commerciale. Successivamente, dopo l’aggressione da parte dell’amico Abdurhman al 19enne, l’imputazione afferma che avrebbe toccato quest’ultimo con la mano sinistra e poi si sarebbe dato alla fuga insieme ai correi, senza manifestare alcuna dissociazione dall’azione illecita complessivamente compiuta.
circostanze aggravanti: più persone e discriminazione religiosa
Gli elementi contestati includono l’aggravante legata ai futili motivi e la circostanza che il fatto sarebbe stato commesso da più persone riunite, con finalità di discriminazione e odio religioso.
i nominativi coinvolti nelle indagini
Sono indicati i seguenti soggetti al centro della ricostruzione investigativa:
- Sacky (all’anagrafe Sami Abou El Hassan)
- Hamza Abdurhman
Il fascicolo riguarda inoltre altri due ragazzi oltre al rapper, citati come partecipanti alla dinamica contestata per lesioni e minacce aggravate dall’odio razziale.