Premio fair play menarini buonfiglio segnala la sfida e mostra il sogno

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Premio fair play menarini buonfiglio segnala la sfida e mostra il sogno

La 30esima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini a Firenze mette al centro un messaggio che va oltre il riconoscimento sportivo: il fair play come valore culturale e sociale. A fare il punto su significato e continuità dell’iniziativa è Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, intervenuto durante gli eventi dedicati al traguardo dell’edizione in corso.

premio fair play menarini, il senso dell’iniziativa per il coni

Buonfiglio ha definito la presenza al Premio Fair Play Menarini importantissima per tanti motivi. Un primo elemento riguarda il momento istituzionale: lo scorso anno la cerimonia si è svolta il giorno dopo l’elezione alla presidenza del Coni, inaugurando un periodo descritto come intenso e molto gratificante. L’esperienza maturata nel tempo viene collegata alla possibilità di osservare direttamente la dimensione umana e sportiva dei riconoscimenti.

Nel corso della sua partecipazione all’edizione 2026, il presidente ha ricordato di aver potuto vedere i campioni premiati, indicandoli come un esempio capace di trasmettere un valore concreto. Il Premio, nella lettura di Buonfiglio, mantiene quindi una funzione educativa e di ispirazione, perché rende visibili comportamenti corretti e coerenti con l’idea di sport inteso come responsabilità.

luciano buonfiglio, continuità e gratitudine nel portare avanti il premio

Al centro delle parole del presidente del Coni emerge un sentimento di affetto e di gratitudine verso l’impegno legato al Premio Fair Play Menarini. L’intervento sottolinea la volontà di sostenere l’iniziativa nel tempo e di mantenere vivo il significato del fair play come componente fondamentale del mondo sportivo.

Buonfiglio ha inoltre richiamato l’auspicio già espresso in precedenza: che, con il passare degli anni, il fair play diventi un comportamento automatico, arrivando a essere obsoleto come categoria speciale perché tutti si comportano correttamente. L’obiettivo viene presentato come un sogno e, al tempo stesso, come una sfida collettiva, a cui si sceglie di prendere parte.

fair play come obiettivo di crescita, tra esempio e prospettiva

La prospettiva delineata dall’intervento non si limita all’edizione in corso, ma guarda a un’evoluzione culturale: il Premio viene collegato alla possibilità di alimentare continuità e consapevolezza, valorizzando i comportamenti premiati e rendendoli parte integrante dell’immaginario sportivo. In questa cornice, il presidente del Coni conferma l’intenzione di partecipare e di continuare a sostenere il riconoscimento.

messaggio centrale e visione futura del premio

Il nucleo del discorso ruota attorno all’idea che il fair play possa diventare una normalità. La visione indicata da Buonfiglio unisce la gratificazione del presente, legata ai campioni dell’edizione 2026, e una proiezione a lungo termine orientata a far sì che il comportamento corretto non richieda più un’etichetta specifica.

personaggi coinvolti nel contenuto

Nel testo sono presenti le seguenti personalità:

  • Luciano Buonfiglio (presidente del Coni)
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