Ponte morandi autostrade chiede scusa alle vittime prima della sentenza

• Pubblicato il • 4 min
Ponte morandi autostrade chiede scusa alle vittime prima della sentenza

Quasi otto anni dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, che il 14 agosto 2018 causò la morte di 43 persone, e alla vigilia della sentenza di primo grado, Arrigo Giana, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, interviene pubblicamente con una lettera rivolta ai familiari delle vittime. Il testo si colloca nel contesto del processo in corso e accompagna l’attesa per il primo verdetto.

arrigo giana e la lettera di scuse ai familiari delle vittime

Nel documento Giana dichiara di trovarsi in queste ore in attesa della sentenza di primo grado, richiamando il desiderio di verità condiviso dai familiari, dai cittadini genovesi e da tutti gli italiani. L’amministratore delegato sottolinea di ricordare gli istanti immediatamente successivi al crollo, descrivendosi come uno dei tanti cittadini rimasti attoniti davanti alle immagini trasmesse in televisione.

Giana afferma che, in quei momenti, il pensiero si è rivolto alle vittime innocenti, alle loro famiglie e ai feriti assistiti dai soccorritori. Successivamente, aggiunge, è rimasto fermo il pensiero su una mancata reazione: “continuavo a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo”, definendo quella mancata risposta “un’ulteriore incomprensibile ferita”.

Al centro della lettera compare anche il tema delle responsabilità e del percorso giudiziario verso la verità. Giana sostiene che le azioni e le scelte di alcuni hanno lasciato ferite indelebili e che la richiesta di scuse rappresenta “un’esigenza morale” che va oltre l’accertamento delle responsabilità e il corso della giustizia.

nuovo corso di autostrade per l’italia e impegno sulla sicurezza

Giana lega le scuse alla necessità di custodire la memoria dell’evento come monito costante, specificando che oggi l’azienda è diversa rispetto al periodo precedente. Nella lettera viene richiamata l’avvenuta trasformazione: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato, con nuovi azionisti e una nuova gestione.

Secondo quanto riportato, i nuovi dirigenti lavorano quotidianamente per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, con l’obiettivo di garantire la sicurezza di infrastrutture, viaggiatori e lavoratori.

Giana indica anche che la nuova direzione ha scelto di rompere il silenzio ribadendo l’impegno del gruppo. La lettera riporta il numero di diecimila lavoratrici e lavoratori, a nome dei quali viene formulata la richiesta di scuse ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani per le sofferenze originate dall’evento del Morandi. Viene aggiunta la precisazione che, pur nell’intento di assumere un gesto formale, esso non può cancellare il dolore delle famiglie.

udienza del 16 luglio a genova: primo verdetto del processo morandi

L’udienza in programma per domani 16 luglio viene indicata come la 284esima, con valenza di primo verdetto del processo per il crollo del 14 agosto 2018. La sessione inizierà alle 9 nell’aula magna del tribunale di Genova.

Il testo richiama che nelle fasi iniziali del dibattimento il processo si era svolto nella stessa sede, prima del trasferimento nella tensostruttura allestita all’ingresso del palazzo di giustizia durante la pandemia. La sede della fase successiva è rimasta attiva fino all’udienza del 29 giugno.

richieste della procura e principali posizioni nel processo

Complessivamente, la procura ha chiesto condanne per circa 400 anni di carcere. L’imputato principale indicato è l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci.

Per Castellucci, i pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi hanno formulato la richiesta di condanna a 18 anni e 6 mesi di reclusione. Nel testo viene specificato che Airoldi è subentrato a Massimo Terrile, indicato come andato in pensione e successivamente scomparso.

Quanto alla posizione detentiva, Castellucci risulta detenuto nel carcere di Opera, dove sta scontando la condanna definitiva a sei anni per la strage del bus di Avellino.

altre pene richieste: donferri mitelli e camomilla

Per la pena più elevata dopo Castellucci viene riportata la richiesta nei confronti di Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, per 15 anni e 6 mesi. Segue Gabriele Camomilla, direttore centrale delle Manutenzioni, per il quale la procura ha chiesto 14 anni.

figure citate nella comunicazione e nel procedimento

Nel contesto della lettera e delle richieste formulate in giudizio sono presenti i seguenti nominativi:

  • Arrigo Giana
  • Giovanni Castellucci
  • Michele Donferri Mitelli
  • Gabriele Camomilla
  • Walter Cotugno
  • Marco Airoldi
  • Massimo Terrile
Ponte Morandi, Autostrade chiede scusa dopo 8 anni di silenzio e alla vigilia della sentenza: “Dovevamo farlo subito, esigenza morale”
Categorie: Cronaca

Per te