Palestina rischio sparizione definitiva: cosa sta succedendo e perché importa

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Palestina rischio sparizione definitiva: cosa sta succedendo e perché importa

Affamata, distrutta, assediata e senza voce: la Palestina viene descritta come un territorio sotto pressione crescente, tra le conseguenze dei bombardamenti, gli effetti degli insediamenti e la carenza di beni essenziali. Oxfam lancia una mobilitazione per mettere al centro del dibattito pubblico tre richieste precise, legate alla fine dell’occupazione, all’ingresso pieno degli aiuti e allo stop all’impunità attribuita al governo di Tel Aviv.

La campagna prende il nome “Palestina” e si rivolge alla società civile con l’obiettivo di sostenere l’autodeterminazione del popolo palestinese. Al tempo stesso, il messaggio è rivolto al governo italiano affinché eserciti pressioni nelle sedi europee e internazionali per tutelare tale diritto, soprattutto a due anni dalla pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia sull’illegalità dell’occupazione.

campagna oxfam palestina: tre richieste centrali

Al cuore della mobilitazione ci sono tre punti principali: cessazione dell’occupazione israeliana, pieno ingresso degli aiuti nella Striscia e interruzione dell’impunità del governo di Tel Aviv. L’appello ribadisce che i diritti del popolo palestinese sono inalienabili, universali e protetti dal diritto internazionale, presentandoli come norme non negoziabili.

Nel testo dell’organizzazione viene sottolineato anche il valore dei principi richiamati: negarli significherebbe indebolire regole universali che dovrebbero tutelare tutti.

gaza: condizioni di vita e accesso agli aiuti

A Gaza, a nove mesi dal cessate il fuoco, le famiglie palestinesi sono descritte come ammassate e private dei servizi essenziali. La situazione viene indicata come grave soprattutto per la distribuzione del territorio, con il 35% della Striscia disponibile e il resto occupato dall’esercito.

Le condizioni quotidiane includono il riferimento a temperature elevate affrontate con risorse idriche estremamente limitate: meno di 6 litri di acqua pulita al giorno. Si parla inoltre di un livello molto alto di vulnerabilità alimentare: circa il 77% della popolazione, pari a 1,6 milioni di persone, sarebbe colpito da gravi livelli di insicurezza alimentare.

La ricostruzione viene collegata al Board of peace di Trump, segnalando che finora avrebbe escluso i palestinesi dai processi decisionali.

cisgiordania: morti, sfollamenti e controllo delle risorse

In Cisgiordania, la fonte richiama un bilancio di 1200 morti negli ultimi tre anni, inserito in un quadro definito da crescente violenza e incursioni militari. Tra gli elementi indicati compaiono sfollamenti e demolizioni di case e infrastrutture.

Il documento menziona anche l’accaparramento di terra, acqua e risorse naturali a vantaggio degli insediamenti di coloni, con conseguenze sull’economia e sul territorio: viene riportato che l’azione avrebbe contribuito a ridurre e disarticolare la possibilità di continuità territoriale.

posizione di oxfam italia e richiesta di inversione di rotta

La testimonianza riportata da Oxfam descrive Gaza e la Cisgiordania come luoghi in cui si sopravvive tra stenti. In tale cornice viene formulato un avvertimento: sarebbe in gioco il rischio di un punto di non ritorno verso la sparizione definitiva della Palestina e del suo popolo.

Secondo l’organizzazione, risulterebbe essenziale una pressione su Governo italiano e Unione Europea affinché avvenga una radicale inversione di rotta a sostegno dell’autodeterminazione e in risposta a una delle più gravi emergenze umanitarie del tempo presente.

misure richieste: legge, riconoscimento e responsabilità internazionale

Tra le richieste avanzate compaiono diverse azioni rivolte a istituzioni italiane e internazionali. Viene menzionata l’adozione di una proposta di legge volta a vietare il commercio con gli insediamenti illegali, firmata dai leader dell’opposizione. È incluso anche il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato palestinese.

Un ulteriore punto riguarda l’interruzione di qualsiasi trasferimento di armi verso Tel Aviv. La fonte prevede inoltre l’avvio di un processo davanti ai tribunali internazionali competenti per porre fine all’impunità attribuita a Israele.

paolo pezzati, oxfam: l’allarme sul futuro

Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, descrive la situazione come insostenibile e collega la gravità del quadro al rischio di una trasformazione definitiva della condizione del popolo palestinese.

  • Paolo Pezzati
“La Palestina rischia di sparire per sempre. Serve un’inversione di rotta dell’Italia e dell’Ue”: il nuovo appello di Oxfam

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