Massacro di Altavilla Milicia, Giovanni Barreca e complici condannati all’ergastolo

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Massacro di Altavilla Milicia, Giovanni Barreca e complici condannati all’ergastolo

Una chiamata concitata arriva ai carabinieri: “Mi chiamo Giovanni Barreca. Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi”. Poi l’indicazione “Vi aspetto a Casteldaccia”, prima della riagganciatura. Da quell’epilogo ha preso forma una vicenda giudiziaria che ha segnato la cronaca e ha portato alla condanna di più persone per l’assassinio di Antonella Salamone e dei suoi due figli: Kevin, sedicenne, ed Emanuel, di soli cinque anni.

condanne per strage e ricostruzione dei fatti a Palermo

Il processo si è sviluppato davanti alla corte d’assise di Palermo. Per Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente la contestazione ha riguardato la strage e la responsabilità per l’uccisione dei tre familiari della donna, dopo episodi di tortura. Per tutti e tre è arrivata la condanna all’ergastolo.

Per Barreca il pubblico ministero aveva chiesto 30 anni di reclusione, considerando l’imputato semi-infermo di mente. Gli omicidi e le sevizie, come emerge nella ricostruzione, si sarebbero consumati nella villetta di Barreca ad Altavilla Milicia, a circa 30 chilometri da Palermo.

ritrovamento nella villetta e ruolo di Miriam nel racconto degli eventi

Una volta presa in consegna la persona, i militari si sono recati presso l’abitazione. La scena rilevata dai carabinieri è stata raccapricciante: a terra erano presenti i cadaveri dei ragazzi. In un’altra stanza, sotto choc, era seduta sul letto Miriam, la terzogenita, di 17 anni.

Nei giorni successivi, Miriam ha ammesso di aver assistito ai delitti. Il suo percorso giudiziario si è svolto separatamente: davanti al tribunale dei minori è stata processata con due esiti distinti. In primo grado ha ricevuto una condanna a 12 anni e 8 mesi. In appello è stata invece assolta perché giudicata incapace di intendere e volere.

moglie di Barreca uccisa e corpo carbonizzato

La moglie di Barreca, più giovane di 13 anni, è stata trovata soltanto dopo alcune ore. Il ritrovamento ha riguardato un corpo carbonizzato, con pezzi del corpo rinvenuti a distanza dalla casa, in prossimità di un cumulo di terra.

Nel racconto successivo alla confessione telefonica, Barreca avrebbe aggiunto alcuni elementi. Alla base della sua spiegazione compariva l’idea che “c’era il demonio in casa”. Le indagini hanno poi ricostruito un contesto legato a un fanatismo religioso: il muratore avrebbe frequentato per mesi una chiesa evangelica, per poi distanziarsene, con un’ossessione legata al diavolo.

rito di liberazione dal demonio, complici e sequenza delle vittime

La confessione e le successive ricostruzioni hanno indicato un punto centrale: i tre coinvolti, insieme a Barreca, sarebbero stati convinti che la vittima e il figlio minore fossero posseduti dal diavolo. Per giorni si sarebbero chiusi nella villetta, alternando violenza e preghiere, fino agli omicidi.

È Miriam a riferire la dinamica complessiva della tragedia: Antonella Salamone sarebbe stata uccisa per prima, quindi sarebbe toccato a Emanuel e infine a Kevin.

violenza ripetuta e dettagli sulla tortura secondo le dichiarazioni di Miriam

Le dichiarazioni della ragazza, che ha confessato di aver partecipato al massacro, descrivono una lunga serie di episodi di violenza. I contenuti sono stati oggetto di riscontro tecnico da parte dei periti dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.

Nella testimonianza Miriam ha riferito: “Eravamo in cucina”, con la madre “a terra con il volto in giù”. Nello stesso ambiente risultavano presenti anche Sabrina, Massimo, Kevin e mio padre. La tortura sarebbe stata praticata a turno tra Sabrina e Massimo: secondo il racconto, sarebbero stati usati strumenti come l’asciugacapelli con la massima temperatura e una padella usata per colpire la schiena.

morte della madre e modalità di occultamento

Miriam ha indicato che la madre sarebbe morta il 9 febbraio, dopo essere stata seviziata per circa un giorno. A suo dire, Sabrina e Massimo le avrebbero riferito che la donna sarebbe deceduta per infarto mentre era distesa a terra in cucina.

La ragazza ha aggiunto che l’intenzione era quella di far cremare il corpo: per questo prima sarebbe stato bruciato e poi la donna sarebbe stata seppellita in una buca scavata da mio padre e da Kevin. Anche in questa parte, le autopsie avrebbero confermato i riscontri, includendo ulteriori dettagli sulla morte dei due bambini.

morte dei due ragazzini e conferma dalle autopsie

Le autopsie hanno riportato particolari sulla tragica uccisione di Kevin ed Emanuel. I due bambini sarebbero stati strangolati con delle catene, secondo quanto emerso dagli accertamenti.

persone coinvolte nella vicenda

  • Giovanni Barreca
  • Antonella Salamone
  • Kevin
  • Emanuel
  • Miriam
  • Sabrina Fina
  • Massimo Carandente
Massacro di Altavilla Milicia, Giovanni Barreca e i complici condannati all’ergastolo
Categorie: Cronaca

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