Mare musumeci underwater e spazio sfide priorità del governo
La dimensione subacquea si consolida come terreno strategico per l’Italia, collegando tecnologia, imprese e ricerca in un percorso che coinvolge anche il quadro europeo. Durante la presentazione del 1° Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana, al Senato, il ministro Nello Musumeci ha indicato come punti cardine la priorità politica assegnata al mare e la necessità di trasformare le basi normative in crescita concreta per le aziende del settore.
dimensione subacquea italiana: priorità politica e ambizione internazionale
Nel corso dell’iniziativa, organizzata al Senato su iniziativa della senatrice Simona Petrucci, presidente dell’Intergruppo Parlamentare sull’Economia del Mare, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare ha affermato che questo governo ha reso mare e dimensione subacquea una priorità. L’obiettivo indicato è rafforzare il posizionamento dell’Italia, con un potenziale prestigio internazionale legato alla competitività anche nel confronto con altri settori strategici, come quello dello spazio.
quadro normativo subacqueo: base per evitare il “farwest”
La posizione del ministro ha messo al centro il ruolo del quadro normativo. Secondo quanto dichiarato, l’Italia risulta tra le prime in Europa per l’impegno sulla subacquea e tra le prime a potersi contare su regole definite. In assenza di tali strumenti, ha richiamato la necessità di evitare una situazione priva di controlli, descritta come “farwest”.
Il compito del contesto regolatorio viene individuato nel sostenere l’avvio e l’evoluzione del processo di crescita, in particolare per le imprese dell’underwater, così da trasformare l’infrastruttura istituzionale in opportunità operative.
pnrr esaurito e obiettivi europei: stimolo alle pmi e ricerca scientifica
Conclusa la fase legata al Pnrr, l’indicazione è di spostare l’attenzione verso obiettivi concreti. Il ministro ha richiamato l’esigenza di allineamento con l’Unione europea per sostenere la spinta alle piccole e medie imprese, chiamate a misurarsi con la dimensione subacquea.
Nel quadro delineato, la subacquea non è destinata a restare un ambito esclusivamente militare, ma potrà aprirsi in modo stabile al mondo civile, con un’attenzione specifica alla conoscenza dei fondali marini. Il percorso viene associato anche al coinvolgimento del mondo scientifico e dell’attività di governo per accompagnare il cambiamento.
conoscenza dei fondali: percentuale attuale e sfida di settore
Al centro delle considerazioni è stata posta la misura della conoscenza disponibile: è stato richiamato che si conosce appena il 27% del mondo subacqueo. Da qui deriva, secondo l’impostazione espressa, la sfida da affrontare, che richiede un coordinamento capace di unire ricerca, regole e capacità produttiva.
protagonisti e istituzioni dell’iniziativa
Durante la presentazione del rapporto sono stati citati diversi soggetti istituzionali e organizzativi coinvolti nell’iniziativa, a testimonianza dell’attenzione dedicata al tema nel contesto parlamentare.
- Nello Musumeci
- Simona Petrucci
- Giovanni Acampora